Skillet (John Cooper)
Durante il recente passaggio a Milano degli Skillet per la loro prima data da headliner in Italia, abbiamo avuto l'occasione di parlare con John Cooper, cantante e bassita della band. Il frontman ci ha parlato del tour europeo, del significato di alcune canzoni del nuovo album "Victorious" e del futuro della band.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 10/12/19

Ciao John, bentornato in Italia! Pronto per lo show? Cosa ti aspetti dal pubblico italiano?

 

Grazie! Non vedo l’ora di salire sul palco, è il nostro primo concerto da headliner qui, quindi sono davvero eccitato. In passato mi è capitato di incontrare fan italiani in altri Paesi che erano venuti apposta per noi ed erano pieni di entusiasmo. Quindi è questo che mi aspetto dal pubblico stasera, tanto entusiasmo!

 

Siete nel bel mezzo del tour europeo, come sta andando?

 

Alla grande! Il nostro pubblico in Europa ultimamente è cresciuto molto velocemente e credo che ci stiamo avvicinando al momento in cui saremo più famosi in Europa che in America. Questo per me è molto strano, ma è fantastico. I fan europei di ora mi ricordano quelli che avevamo negli Stati Uniti una decina di anni fra: sono molto giovani, adoro le canzoni e anche i testi, si capisce che sono molto legati a quello di cui parlano i brani. E questo secondo me è un tratto davvero importante della musica rock.

 

Ci sono Paesi in cui dovete suonare in locali più piccoli, mentre in altre occasioni suonate in location decisamente più grandi. Come ti senti a riguardo? È una sorta di sfida dover suonare in posti piccoli?

 

Mi vanno bene entrambe le situazioni. In realtà anche in America ci capita di suonare in posti piccoli. Mi piace suonare nelle arene, ma quello che adoro dei locali è l’essere a stretto contatto con i fan. È molto divertente.

 

skillet2019

 

Ad agosto avete pubblicato il vostro ultimo album “Victorious”. Passati quattro mesi cosa ne pensi della reazione del pubblico?

 

È stata fantastica, durante questi show ci stiamo accorgendo che i fan amano davvero questo nuovo album. Ad esempio, suonare “Legendary” è bellissimo perche si vede proprio che la adorano. Inizialmente abbiamo sempre un po’ di paura dl suonare i pezzi nuovi, perché non sai mai se piaceranno al pubblico [ride, ndr]. Abbiamo notato soprattutto in Europa che alla persone il nuovo album piace molto, anche a livello di temi, e questo è davvero soddisfacente.

 

Parlando delle nuove canzoni, in passato hai dichiarato che la title track è stata scritta per le persone che combattono contro malattie mentali. La trovo una cosa molto bella, perché dopo alcune scomparse terribili causate da questi motivi, diversi musicisti hanno iniziato a parlare a viso aperto dell’argomento e in questo modo molte persone sono uscite allo scoperto senza paura per parlare dei propri problemi. Cosa ne pensi a proposito di questo?

 

Sì, in generale come band siamo sempre stati aperti a parlare di cose simili, come depressione, pensieri suicidi dipendenze o autolesionismo. È successo in particolare da “Comatose”, che è uscito nel 2006. La musica secondo me è un ottimo modo per parlare di quello che senti e quindi anche di queste cose, che purtroppo caratterizzano la vita anche di molti fan. È molto importante parlare di questi argomenti e di essere informati. Per questo credo che la musica possa aiutare le persone. Secondo me anche i testi molto positivi aiutano e sto notando che ultimamente questo sta accadendo più spesso, mentre in passato se avevamo un testo positivo erano quasi un’eccezione nel panorama rock e qualcuno ci denigrava addirittura per queste cose.

 

Tornando invece al tour, state suonando molte canzoni dagli ultimi due album. Considerando che ne avete pubblicati molti, di solito come scegliete le canzoni da suonare ai vari show?

 

Di solito da musicista sai bene quali sono le canzoni che devi suonare, soprattutto se parliamo di brani che hanno avuto successo in radio o piacciono molto al pubblico. Mi ricordo che una volta alcuni anni fa sono stato a veder gli U2 e non hanno suonato “Pride (In The Name Of Love)” e sono rimasto un po’ deluso [ride, ndr]. So che solo hanno decine di hits, ma hanno scartato proprio quella che volevo sentire! Per questo, canzoni come “Monster” o “Hero” sono sempre in setlist. Poi ci sono canzoni che magari non hanno avuto grande successo, ma che sono ottime dal vivo e puoi davvero vedere la gente che salta e si scatena quando le suoniamo.

 

skilletband

 

E tra le nuove canzoni ne hai una preferita da suonare?

 

Direi “Victorious”, che è anche la mia preferita tra le canzoni che abbiamo fatto negli ultimi anni, perché come abbiamo detto prima parla di temi importanti e musicalmente ha un tratto distintivo degli Skillet come i violini.

 

Quest’anno siete stati molto occupati tra album e tour. Inoltre hai ancora lavorato ad una graphic novel che è uscita ad agosto. Come sta andando?

 

Bene, è stato davvero divertente lavorarci. Amo i fumetti, quindi è stato un piacere per me, anche se è stato difficile perché allo stesso tempo stavamo lavorando anche all’album. Ma ero davvero ispirato da tutto questo e i fan lo adorano, sta vendendo bene. Spero di farne un secondo in futuro.

 

Invece per l’anno prossimo che piani avete? Sarete ancora in tour o state già scrivendo nuova musica?

 

Non sto scrivendo attualmente e spero di prendermi una pausa per un po’ dalla scrittura di nuova musica [ride, ndr]. Credo che sarà la prima volta in molto tempo. Vorrei scrivere invece un libro che parli della mia filosofia di vita e di quello in cui credo. Inoltre saremo in tour, inizialmente in America, ma in estate torneremo anche qui in Europa. Probabilmente dopo riprenderò a lavorare su nuova musica per gli Skillet.

 

Questa era l’ultima domanda, grazie mille per questa intervista! Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

 

Vorrei ringraziare i fan, sinceramente non mi aspettavo tutto questo entusiasmo qui, ma è fantastico! Sono tutti fantastici, prima ho incontrato alcuni ragazzi venuti dalla Spagna per vederci, perché non abbiamo mai suonato lì. Quindi vorrei ringraziare tutti e dire che faremo sempre del nostro meglio per scrivere musica che li renda felici e che possa ispirarli.




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