Soulfly (Max Cavalera)
Max Cavalera ci ha raccontato il ritorno alle radici dei Soulfly che, dopo "Archangel", inaugurano la nascita di una nuova stagione tribale e mistica sulle note di "Ritual", un album in cui, traccia dopo traccia, l'ascoltatore è invitato a prendere parte ad un vero e proprio rituale del metal.
Articolo a cura di Sophia Melfi - Pubblicata in data: 24/10/18
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---ITA---
 
Salve Max e bentornato su SpazioRock.it! L'ultima volta che ci siamo incontrati, durante la tappa italiana al Live Club (Trezzo sull'Adda) del tour di "Return To Roots", ci hai raccontato che stavi lavorando a qualcosa di nuovo, in attesa del nuovo album dei Cavalera Conspiracy "Psychosis" e di nuovi progetti in lista con i Soulfly. Ti stavi certamente riferendo al nuovo album "Ritual", puoi parlarcene?
 
 
Credo che sia un album davvero potente e forte perché c'è come un ritorno alle origini dei Soulfly. Dal mio punto di vista "Ritual" è stato influenzato dai primi album della band e in particolare da "Soulfly", "Primitive" e "Prophecy", ma al tempo stesso va oltre e si sposa bene con la mia passione per il death, thrash ed extreme metal. Quindi ha un po' di tutto. Il nome "Ritual" è stato pensato in virtù della connessione tra il metal e i rituali. I nostri concerti in fondo sono come dei riti e dei raduni tribali per il modo che abbiamo di vestirci, di presentarci e comportarci sul palco. E' come se tutto facesse parte di un rito del metal e credo sia fantastico. E' per questo motivo che sono così legato alla dimensione e alla vita tribale degli indigeni e credo ci sia un forte legame tra questo e il metal. Specialmente se si partecipa a festival come il Wacken o l'Hellfest, è il mondo del metal! "Ritual" è un titolo aperto e non mi va di dare altre spiegazioni a riguardo. Lascio il compito agli ascoltatori in modo tale che possano avere delle proprie interpretazioni in merito a ciò che il rituale significa per loro. Per me è tutto, dal modo in cui ascolto musica, alla società, alla vita privata e al mondo del metal. Penso sia un titolo davvero forte per l'album ed è fantastico.
 
Dalla vostra rinascita rituale con "Archangel" (2015) sembra che abbiate preso una direzione più "extreme" in termini di sonorità. Cos'è cambiato e quali sono gli elementi innovativi di "Ritual"?
 
Sono d'accordo, questo cambiamento riguarda ciò che ascolto quotidianamente. Sono un grande fan della musica metal underground di gruppi americani come i Genocide Pact, gli Immortal, gli italiani Hour Of Penance e gli Order Of Apollyon. Sono un loro grande fan e li seguo da tempo. Cerco di collaborare con loro il più possibile, indossando magliette metal e mantenendo in vita lo spirito del genere. Questo è ciò che rappresenta il metal, aiutarsi l'un l'altro e noi (band) ci aiutiamo e sosteniamo sempre in caso di necessità.
 
Siete una vera e propria tribù del metal!
 
Esatto! Credo sia ben evidente in canzoni come "The Summoning" e "Under Rapture" con Ross Dolan degli Immolation (un'altra band di cui sono un grande fan) che ha un finale propriamente death metal. Abbiamo anche delle influenze più moderne che derivano da gruppi come i Motorhead e gli High On Fire. Insomma, l'album è pieno di influenze e stili diversi. E' proprio questo che mi piace di "Ritual", abbiamo mantenuto un legame con il passato cercando di dirigere il sound in una direzione più extreme metal. Da "Archangel", ci siamo spinti molto più oltre.
 
Quindi credo che non sia una coincidenza che abbiate coinvolto molteplici artisti e amici. Puoi parlarci delle collaborazioni che avete adottato per l'album "Ritual" e del suo processo compositivo, influenze musicali e produzione?
 
Poco dopo aver terminato il tour con i Nailbomb, ho iniziato a scrivere "Ritual" ed ero davvero eccitato all'idea. Mio figlio Zyon mi ha aiutato molto, abbiamo improvvisato insieme e creato delle canzoni davvero forti come "Dead Behind The Eyes", "Demonized" e "The Summoning". Alcune di queste sono state create con l'aiuto di altri musicisti come nel caso di "Dead Behind The Eyes" con Randy dei Lamb Of God e "Under Rapture" con Ross degli Immolation. Il produttore è stato fantastico, non è la prima volta che lavoro con Josh Wilbur (Killer Be Killed). Abbiamo lavorato sodo, lui è da sempre un grande fan dei Soulfly. Josh aveva una determinata visione dell'album che, unita alla mia, ha permesso che "Ritual" diventasse ciò che è: un progetto mostruosamente fenomenale che proviene da menti e idee differenti unite in un unico album. I musicisti coinvolti sono strepitosi, penso che Zyon sia fantastico come batterista, Mark Rizzo è Mark Rizzo, non ho nient'altro da aggiungere su di lui (ride, N. d. R), è un vero mago della chitarra! Fin dagli inizi, ero certo della potenza e della portata che "Ritual" avrebbe avuto. Ho sempre pensato di avere il team giusto e di poter creare qualcosa di nuovo e sensazionale. E' il primo album anche per Mike Leon, un bassista decisamente qualificato. Ha realizzato delle linee di basso davvero potenti che hanno arricchito l'album. E' un'ottima squadra ed erano tutti molto elettrizzati all'idea di collaborare al progetto.
 
maxcavalera20102018931
 
Si è creata un'ottima alchimia.
 
Decisamente. La band è fantastica e stiamo suonando i concerti migliori di sempre. Quando c'è una tale sintonia, non è difficile andare in studio e creare un ottimo album perché sono tutti carichi all'idea. Abbiamo dato tutto ciò che potevamo all'album. Attualmente, non ho più idee in testa dopo aver composto "Psychosis" con i Cavalera Conspiracy e "Ritual". Se dovessi scrivere una canzone adesso sarebbe davvero un problema, (ride, N. d. R)! Eventualmente penseremo a qualcosa per il prossimo anno.
 
La traccia "Dead Behind The Eyes" con Randy Blythe dei Lamb Of God è stata ispirata dal personaggio di Cenobyte dal film Hellraiser. Quali aspetti di questo personaggio hanno influenzato i testi e la composizione di questo brano?
 
Ho fatto una piccola ricerca su Cenobyte e ho scoperto che l'idea del personaggio deriva da una leggenda del 1700 di riti religiosi che provengono dalla Grecia e dalla Mesopotamia. I popoli locali usavano farsi del male per auto immolarsi e punirsi, è da questa storia che il regista Cleve Barker ha tratto ispirazione per creare Cenobyte. E' stato fantastico anche con Pinhead. Amo quel film e l'avrò visto un migliaio di volte. Spero di poter realizzare un video della canzone che si ricolleghi ad Hellraiser. La voce di Randy è al top in questo brano. E' un brano speciale perché è stato composto con mio figlio Zyon mentre stavamo lavorando in Arizona. Era particolarmente interessato ai miei primi lavori come "Schizophrenia" e "Beneath The Remains" (Sepultura). Mi ha chiesto come avessi fatto a comporre quei testi e gli ho risposto che mi ci è voluto tanto tempo e duro lavoro per concentrarmi sulla potenza e sull'adrenalina di quelle canzoni. Se ci sono tante parti, queste vanno assemblate correttamente, ecco come si creano certe canzoni. Servono settimane, non bastano solo cinque minuti. Gli ho chiesto se fosse interessato ad accettare la sfida di creare un nuovo album e abbiamo subito iniziato a lavorare ad alcune canzoni. Ho lasciato un'enorme parte libera per il solo di Mark Rizzo che mi ha conquistato, è uno dei migliori soli che abbia mai sentito. E' una traccia fantastica e non vedo l'ora di suonarla dal vivo, specialmente con Randy. Sarà fenomenale!
 
"Under Rapture" è un'altra canzone a cui ha partecipato Ross Dolan degli Immolation. Hai detto che tratta dell'importanza di avere credenze spirituali nelle nostre vite, indipendentemente da quali esse siano. Perché credi sia così importante credere in qualcosa quando qualcuno, come nel caso degli atei, potrebbe rispondere che non è fondamentale avere delle particolari credenze religiose?
 
E' perché la canzone tratta della vita e della morte, specialmente nella parte in cui recita: "Cut from life, face the light", parla della tua vita tagliata a metà. Se hai credenze religiose, puoi affrontare la cosa in maniera positiva diciamo, credendo che la vita non finisca qui. Non mi riferisco a quella materiale, ma a quella spirituale che va oltre. E' questo che mi piace del brano "Under Rapture". Tratta della sofferenza della vita, se riusciamo a sconfiggerla e convertirla in qualcosa di buono può esserci d'aiuto. Non ci piace soffrire, ma è dalla sofferenza che nascono le cose migliori. In termini di sonorità, con Ross ci sono andato più pesante. La mia parte preferita è quando canta "Rapture" con quei potenti riff heavy metal d'accompagnamento. La sua voce è davvero potente ed esplosiva. C'è questo finale molto heavy che prosegue per un po' con chitarre e batteria. Sembra come la fine del mondo, molto apocalittico. E' una canzone fortissima. La prima metà è più thrash e groove, mentre la seconda è decisamente in stile Immolation. Questo brano dimostra che "Ritual" non proviene da una sola idea ed influenza, ma da tante idee.
 
Potrebbe essere dovuto a tutte le collaborazioni che avete adottato per creare "Ritual"?
 
Esatto, tutti erano eccitati all'idea di creare il nuovo album. Abbiamo un team davvero valido, da Josh alla produzione, a Eliran Kantor che ha curato la copertina di "Ritual", fino a Marcelo Vasco che si è occupato dell'interno del cd inserendo parecchi simboli vodoo. Abbiamo la squadra perfetta per un album di questo tipo, ogni lavoro necessita di un team alle spalle.
 
Come hai già affermato, la vostra tribù metal è più forte anche grazie alla mentalità aperta che contraddistingue il vostro pubblico sin dai tuoi esordi con i Sepultura. Come pensi che risponderanno i fan e di quali aspetti di "Ritual" sei più fiero?
 
Credo che i fan reagiranno piuttosto bene. Prima di tutto è un album che abbraccia le origini dei Soulfly cercando di andare oltre esplorando nuove direzioni, che è sempre stato anche il mio metodo di approcciarmi alla musica. Non ho mai desiderato replicare uno stesso album, una volta che un lavoro è concluso, bisogna andare avanti e creare qualcosa di nuovo. La cosa che mi piace di più di "Ritual" sono le varie parti e influenze musicali che lo compongono come nella canzone "The Summoning" e amo anche le sezioni di chitarra di Mark e la batteria in "Blood On The Street" che è quasi tribale. "The Summoning" è un brano speciale, quando la suoniamo dal vivo è come se rappresentasse il biglietto da visita dell'intero album. E' stato difficile creare qualcosa di innovativo dopo "Psychosis" dei Cavalera Conspiracy al quale i fan hanno risposto davvero bene. "Ritual" è diverso, ma al tempo stesso ha la stessa intensità e potenza. Penso che entrambi gli album siano davvero potenti.
 
maxcavalera201020181000
 
Ti ringrazio della disponibilità Max, è stato un piacere parlare con te. Desideri lasciare un messaggio speciale ai tuoi fan e ai nostri lettori?
 
Certamente, voglio ringraziare tutti i nostri fan. Ci vedremo al prossimo tour di "Ritual" e che il rituale abbia inizio!
 
Speriamo di vedervi presto qui in Italia, a presto!
 
 
---ENG---
 
Hello Max and welcome back to SpazioRock.it! Last time we met it was during the italian leg in Live Music Club (Trezzo sull'Adda) of the "Return To Roots" tour, and you told us that you were working on something new, waiting for the Cavalera Conspiracy new record "Psychosis" and with the Soulfly project. So you were of course working on your upcoming album "Ritual". Could you tell us more about it?
 
I think it's gonna be a really strong record for Soulfly because I think we see a return to the roots of the Soulfly music. From my point of view, the record has some kind of influence from "Soulfly", "Primitive" and "Prophecy" and at the same time it also moves forward with my passion for extreme metal and death metal and thrash metal, so it has a little bit of everything. The name "Ritual" I thought it was really cool because I think metal is very connected to rituals. Many times during a metal show is like a ritual, a tribal gathering, like the way we dress, the way we look and the way we act is all part of some kind of metal ritual and I love that. I think that's great maybe that's why I'm so attracted to the tribal life of the indians and I think there's a big connection between that and metal, especially if you go to some festivals like Wacken and Hellfest, it's like a metal world! "Ritual" is an open title and I don't really want to explain too much. I leave that to the listeners to make their own interpretation of what ritual means to them. To me it's everything, from the way we listen to music, to our society, to our own private life and the metal world. I think it's a really strong name for the album and I love it.
 
Since your rebirth ritual with "Archangel" (2015) it seems like you're shifting towards a more extreme tendency in your sound. What's changed and which are the innovative elements of "Ritual"?
 
Yes, you know it's a little bit on what I listen to daily. I'm a big fan of a lot of underground music from american groups like Genocide Pact, Immortal, Hour Of Penance, Order of Appolyon. I'm a big fan of metal and I follow all these bands. I try to get involved with them as much as i can, wearing metal shirts and keeping the metal spirit alive. That's what metal is, helping each other and we are helping each other giving a hand when a band needs.
 
You're a tribe family!
 
Yes and I think it's in the sound of "Ritual" in songs like "The Summoning" and "Under Rapture" with Ross Dolan from Immolation in which there's a death metal ending of the song. We've also got some modern influences like Motorhead and High On Fire. The record is full of different stuff. It's what I like about "Ritual", we brought the group back, but we also expanded on the extreme metal. That was already in "Archangel" we just took even further in "Ritual".
 
So I think it's not a coincidence that you involved a lot of musicians and friends of yours. Could you tell us more about the collaborations you have on "Rituals", about the songwriting process,  the sound influences and production?
 
Right after the Nailbomb tour, I started writing "Ritual" and it was cool because I was very excited coming from the tour. My son Zyon helped me a lot, we jammed a lot and created some really cool song like "Dead Behind The Eyes", "Demonized", "The Summoning". Some of those songs were shared with other musician like "Dead Behind The Eyes" with Randy from Lamb Of God, "Under Rapture" with Ross from Immolation, another band I'm a big fan of, and it and came out really cool. The production was great, Josh Wilbur was the producer. It's the second time I work with him (the last time was with Killer Be Killed). We worked very hard because he loves Soulfly, he had a vision for the new Soulfly record and we put our visions together and that's how "Ritual" have become this kind of monster because it has two different heads thinking about the same record and different ideas. The musicians are great, I think Zyon is great on playing drums, Mark Rizzo is Mark Rizzo, there's nothing to say about him (laughs, Ed.), he's a guitar wizard. At the beginning of "Ritual" I was sure about the strenght of this record and I thought: "I have the right guys, I can do that!" And it's the firts record also for Mike Leon which is great bass player and has tried hard to make some really cool bass lines that sound powerful to the album. It's a really good team, everybody was really excited for the the project.
 
So actually there's a great alchemy.
 
Yes we're really connected. I think that the band right now is really on fire and we are playing some of the best shows we've ever played. When there's that kind of sync, it's not difficult to go to the studio and make a good record, because everybody is so up for the challenge. We all just gave all we could for the record. Right now I'm empty of ideas because we made "Psychosis" and "Ritual". If I had to write a song right now it might be a problem, (laughs, Ed.). Eventually next year we'll continue this!
 
Talking about "Dead Behind The Eyes", which features Lamb Of God singer Randy Blythe and inspired by the character of Cenobite from the movie Hellraiser. What side of Cenobite did influence the composition of the track and its lyrics?
 
I did a little research about Cenobyte and I found out like a religious fact of the 1700 coming from places like Greece and Mesopotamia. They loved to hurt themself in a kind of self immolation and self punishment, that's where Cleve Barker took inspiration to create the idea for Cenobyte. He was amazing with the character Pinhead. I love the movie, I watched it many times. I really hope we can make a video for the song involving some insanity from Hellraiser. The lyrics has Randy's vocals on top of it. The song is special because it came out while I was working with my son Zyon when we were in Arizona. He asked me about my early works like "Schizophrenia", "Beneath The Remains" (Sepultura). He asked me how I could write those kind of lyrics and I answered that it took a long time and work little by little and you have to emphasize on the power and adrenaline of the songs. If there are many parts, all of them have to be put togheter really good. That's how you create such songs, it takes weeks, not just five minutes. I asked him:"Are you up for the challenge? So we can work and make a thing like that toghether!". And we started working on the song. I left a big empty part open for Mike Rizzo solo and he made the best solo I have ever heard. Right now it's a killer track, it's like the new millenium thrash song. I can't wait to play it live especially if we have Randy, it's gonna be a blast to play it live.
 
"Under Rapture" is another song featuring Ross Dolan of Immolation. You said it's about the importance to have spiritual beliefs in our lives no matter which they are. Why do you think it's important to have something to believe in (someone could reply it's not necessary to believe in something, like the atheists).
 
It's because the song deals with life and death, especially the first line "Cut from life, face the light" it's about your life being cut in a half. If you're spiritual, you can face that in a more positive way i guess, with the belief you're life is not over. You're material life is over but your spiritual life continues. That's what cool about "Under Rapture". It is about suffering in life, if you grab the suffering and turning it to something good, it can be a big help in your life. We don't like to suffer but from suffering we create someting good. With Ross from Immolation I had to go a little bit darker. My favorite part is just when he sings "Rapture" with the heavy riffs. His voice is so powerful and hearing that voice with such a blast beat makes me happy. We've got this heavy ending that goes on for a while, just with heavy guitars and drums. It seems like the end of the world, very apocalyptic. It' a really cool song. The first half is thrash and groove and the second one is totally Immolation style and has a final break down, very apocalyptic. It creates atmoshpere in the record that has a lot of crazy ideas. "Ritual" is not just one influence, but many ones in the same project.
 
It might be because of all the collaborations you had to create "Rituals"?
 
Yes, you know everyone was excited. We've got a really good team, Josh in the production, Nick doing the electronic stuff, Eliran Kantor making the beautiful cover, Marcelo Vasco doing the inside of the cd with many vodoo symbols. It's a cool team and it's perfect for this album, every album has its own team.
 
As you said, your "metal tribe" is stronger also because of the open-minded audience you have since your very different record with Sepultura. How do you think the fan will react to this new record and which are the music varieties of "Ritual" you're proud the most?
 
I think the fans will react really well. First of all it's a record that embraces the origines of Soulfy and also go further in new directions which is always been my own way to deal with music. I've never wanted to make the same records again. I think ones the record is done, you move on and you make something new. The things I like the most in "Ritual" are its different parts in songs like "The Summoning" and I reallly love some of the guitar things Mark did, I love the drumming on "Blood On The Street", it's like tribal drumming. "The Summoning" is a special song and when we play it live we feel it has to be the single and the representative song of the entire record. It's been hard to create something new from "Psychosis" with Cavalera Conspiracy that had a really good press and reaction, but i think "Ritual" is very different and has the same level of intensity and power. I think both of the record are very powerful.
 
Thank you for your time Max, it's been a big pleasure to talk with you. Would you like to leave a special message to your "italian tribe" of fan and our readers?
 
I wanna thank all of them. We'll see us in "Ritual" world tour. Let the ritual begin!
 
We hope to see You soon in Italy, goodbye!
 



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