Of Mice & Men (Aaron Pauley)
Poco prima della recente esibizione degli Of Mice & Men a Bologna, abbiamo incontrato Aaron Pauley, bassista e voce della band, il quale ci ha raccontato le sue impressioni su questa nuova fase della carriera della band, sul rapporto con i fan e sul futuro del quartetto.
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 22/11/18

Si ringrazia Carolina Bollani per la collaborazione

 

Ciao Aaron, prima di tutto bentornati su SpazioRock! Ho già avuto il piacere di fare una chiacchierata con Tino qualche mese fa e sono molto contenta di incontrarvi di nuovo. Quindi ditemi un po'... Come va? Come sta andando il tour?

 

Benissimo! Tutti gli show sono andati benissimo, i fan sono stati grandiosi e siamo contenti di essere tornati in Italia. Non vediamo l'ora che sia stasera.

 

Siete emozionati? Si tratta di gran bel tour questo, siete in giro con i Bullet for my Valentine, Nothing More e SHVPES.

 

Sì, è stato veramente fighissimo, un bello spettacolo.

 

Molto bene, lo vedrò stasera! Come ti stavo dicendo prima, l'ultima volta che ho parlato con voi era nel periodo della pubblicazione di "Defy" quindi penso che per voi, essendo un disco molto importante, sia stato un periodo intenso. Con questo disco avete dimostrato che la band è ispirata e attiva. Possiamo quindi dire che è sicuramente iniziata una nuova fase della vostra carriera: come state vivendo questo momento?

 

È bellissimo! Sai, penso che ogni giorno in cui abbiamo la possibilità di alzarci e suonare sia un buon giorno. È pazzesco pensare che "Defy" sia uscito all'inizio di quest'anno. Penso a tutto quello che abbiamo fatto da quel momento e anche prima, da quando sono usciti "Unbreakable" e "Back to Me" e, davvero, è fantastico. È stata una sorta di testamento verso i nostri fan che hanno continuato a seguirci e a supportarci, questo disco è per loro.

 

Come hai detto tu i fan hanno avuto un ruolo molto importante in questo momento della vostra storia. Vi hanno supportato sempre? Come questa cosa ha fatto sviluppare e cambiare il vostro rapporto con loro?

 

Sì è stato davvero incredibile, ci siamo avvicinati molto ai nostri fan in questa fase e grazie a questo ultimo disco. Loro ci hanno sempre mostrato il loro supporto ed è stato inaspettato perché quando fai un lavoro nuovo ti aspetti sempre una sorta di negatività da parte del pubblico, mentre invece la grande maggioranza dei nostri fan si è mostrata molto positiva e quindi è stato davvero stupendo.

 

Immagino. Pensi che questo sia il punto più alto della vostra carriera fino ad ora?

 

Finora penso di sì. Ed è davvero un momento assurdo perché abbiamo fatto molte cose, ma adesso siamo lanciati su questa traiettoria. Però abbiamo questa sensazione come se avessimo qualcosa ancora chiuso dentro di noi, e quindi siamo molto emozionati in particolare per il nostro prossimo disco, perché abbiamo creato qualcosa prendendo spunto da molte idee diverse che abbiamo iniziato ad esplorare in "Defy".

 

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Ho visto che siete già al lavoro su nuovo materiale, me lo confermi quindi?

 

Sì, assolutamente.

 

State già registrando? A che punto siete del processo creativo?

 

Sì siamo già circa a metà del lavoro su un nuovo disco. Per quanto riguarda la parte di scrittura possiamo dire che siamo a 3/4 del processo e invece la registrazione è appunto più o meno a metà. Ma non c'è ancora una data di possibile uscita, pensiamo che magari possa uscire a un certo punto dell'anno prossimo, ma non vogliamo affrettare i tempi. Vogliamo solo vivere in questo momento creativo senza mettere confini e paletti adesso.

 

Qual è la vostra priorità in questo momento quindi? Qual è il vostro obiettivo? Anche in relazione al modo con cui vi state rapportando a questo nuovo materiale e alla nuova musica. C'è qualcosa in particolare su cui vi state concentrando adesso?

 

Ma l'obiettivo finale è sempre riuscire a creare la musica più genuina e onesta possibile. Fare musica che per noi sia vera, e allo stesso tempo penso che questo album sia molto più heavy e più collocabile in una scena metal magari. Stiamo lavorando con Josh Wilbur che ha prodotto band tipo i Trivium, Lamb of God ecc. per cui sta venendo fuori bello pesante e molto figo, è la prima volta che lavoriamo con lui.

 

Come si relaziona alla vostra musica?

 

Ma lui è più giovane di noi ed è molto in sintonia con il metal e quando scriviamo per lui è molto importante capire cosa ci esalta. Perché quando siamo tutti in una stanza e stiamo suonando arriva un momento in cui ci guardiamo tutti e diciamo "Sì, cazzo". E lui è proprio quella persona che è seduta lì e si entusiasma e fa entusiasmare noi.

 

Un anno con tante sfide ma anche con un sacco di soddisfazioni. Vi ha portato tanto in giro, per esempio in Australia, al Download... Quali sono state le emozioni più forti che avete provato durante quest'anno?

 

Non so se può essere considerata un'emozione, ma credo la sensazione di essere connessi in modo profondo con il nostro pubblico, ciascuno di noi con gli altri membri della band e con quello che stavamo cercando di raggiungere e con la musica degli Of Mice & Men, con i nostri album del passato e con quello su cui stiamo lavorando adesso. Quindi non so se può valere come una vera e propria emozione ma credo di non aver mai provato questa sensazione in un modo così intenso prima.

 

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Ora siete in tour, avete già fatto un tour da headliner qualche mese fa e ora siete ancora in giro. C'è un momento in particolare degli show che preferisci o che ti piace in questo momento?

 

Mi piace tutto! Dico davvero, dall'inizio alla fine è bellissimo. Mi diverto tantissimo e lo vedrai anche tu stasera. Ieri sera abbiamo suonato in Svizzera e c'è stata un momento in cui sono andato verso le persone che erano in prima fila, mi sono messo a urlare e cantare con loro... insomma mi piace tutto, è davvero difficile per me scegliere un momento in particolare visto che è sempre tutto divertentissimo.

 

Quindi ora qual è il vostro principale obiettivo con la band e anche per te come persona e in quanto musicista?

 

Continuare a suonare e a fare concerti. Semplicemente andare in tutti questi posti diversi in giro per il mondo e continuare a vedere la gente che viene ai concerti e poter continuare a mantenere quella connessione con loro di cui ti parlavo prima. In passato in realtà credo di essere stato molto più concentrato su obiettivi precisi: cercavo di fissarmi delle mete e poi cercavo di raggiungerle, ma tutte le volte scoprivo che dopo un sacco di lavoro arrivavamo a quel traguardo e poi però era molto più facile dimenticarsi del percorso che ti ha portato in quel punto nella sua interezza. E quindi ora ho più questo approccio alla giornata, concerto dopo concerto, senza pensare a quelli che verranno dopo nel tour. Penso a stasera e a quello che stasera rappresenta e significa perché alla fine non puoi mai sapere e quello di questa sera potrebbe essere il tuo ultimo show.
Del domani non c'è mai garanzia, e quindi, invece di continuare a vivere nel domani e pensare a quello che voglio raggiungere, preferisco pensare a quello che voglio fare oggi. Che in questo caso è divertirmi con la mia famiglia metal che mi aspetta là fuori, perché noi del rock n'roll siamo un po' come una grande famiglia, no? E quindi è sempre un po' come tornare a casa, anche se è sempre in una città diversa e quindi niente, questo è quello che voglio fare.

 

In "Defy" avete inserito una cover di Money dei Pink Floyd. Immagina che fosse il contrario, cioè che fossero i Pink Floyd a fare una cover di un brano degli Of Mice & Men. Secondo voi come verrebbe? Come suonerebbe?

 

Suonerebbe sicuramente benissimo. Probabilmente anche meglio di come la facciamo noi perché loro sono una band così iconica, piena di musicisti brillanti e bravissimi.
In realtà li vedrei davvero bene a fare la cover di "Defy" o "Warzone", che sarebbero perfette, perché loro alla fine sono una band politicamente molto schierata e impegnata e quindi magari una loro versione di "Warzone" potrebbe essere davvero una figata.

 

Bene, penso sia tutto da parte mia. Ti chiedo solo se vuoi lasciare un messaggio ai ragazzi e le ragazze che verranno a vedere il vostro show stasera e a quelli che leggeranno questa intervista.

 

Certo. Penso che il messaggio, e lo dico ovviamente a nome di tutta la band, sia che amiamo davvero i nostri fan e ci teniamo molto. Ci piace tantissimo il rapporto che abbiamo con loro nel momento in cui siamo tutti insieme in una stessa stanza e urliamo tutto ciò che abbiamo dentro. E ci possiamo liberare di tutto lo stress che accumuliamo durante la settimana e dimenticarcene, perché possiamo entrare in questa stanza e divertirci. E' veramente un dono questo e non lo dò mai per scontato, mi fa sentire molto fortunato e vorrei quindi che i nostri fan sapessero che li apprezzo davvero molto di più di quanto loro pensino o sappiano.




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