Overunit Machine (Demian V.D, Luca, Alan, Zimon, Selfist, Slippy)
Mentre i lavori sul nuovo album procedono a pieno ritmo, SpazioRock ne ha approfittato per scambiare quattro chiacchiere con gli Overunit Machine proprio a proposito della nuova e imminente uscita, del futuro della band, e di quanto sia difficile riuscire a proporre la propria musica nel panorama italiano... Buona lettura!
Articolo a cura di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 11/06/13
Ciao ragazzi! Benvenuti su SpazioRock! E' un piacere parlare con voi. Una delle prime cose che solitamente chiedo alle band, è di presentarsi ai lettori del sito e coloro che non conoscono gli Overunit Machine: massima libertà di presentarvi come più vi piace.

Gli Overunit Machine sono un peculiare progetto crossover, nato nel 2000 da una fusione di stili ed esperienze musicali diverse, che in tredici anni si è evoluto in un sound distintivo e proprio della band. Attraverso alcuni cambi di line-up, si è giunti all’ odierna formazione composta da: Demian V.D (voce), Luca (chitarra), Alan (chitarra), Zimon (basso), Selfist (synth), Slippy (batteria).

Vorrei parlare del vostro nuovo album, ma prima, riporto all'attenzione questa vostra dichiarazione sulla vostra pagina Facebook: “Gli Overunit-Machine annunciano ufficialmente e con sollievo il distacco dalla Ghiro Records e dal "produttore" David Marchetti...”. Me ne volete parlare, di questa separazione e dei suoi motivi?


Tasto dolente... In tredici anni abbiamo incontrato troppo spesso speculatori e falsi profeti, che, riempiendosi la bocca di parole altisonanti e false promesse, hanno rallentato il nostro lavoro, danneggiandoci sul piano artistico ed economico; l’"uomo del domani" ne è un egregio rappresentante. Meglio gettare la zavorra, finché si è in tempo.

Adesso, passiamo al vostro nuovo album. Potete parlarmi del songwriting, delle registrazioni e di quello che sarà veramente diverso rispetto al passato? Sempre dalla vostra pagina Facebook si legge che il vostro sound sarà “heavy, powerful and damn catchy”...

Premettendo che i nostri precedenti album sono uno diverso dall’altro, questo nuovo lavoro godrà di un evoluzione stilistica, frutto della collaborazione con Eddy Cavazza e Dualized della Dysfunction Production. Il loro modus operandi, sviluppato dall’esperienza di produzioni con artisti internazionali di elevato spessore, ci sta portando ad un risultato inatteso e sorprendente. Finalmente gli Overunit Machine avranno il suono che hanno sempre ricercato, quel suono appunto “Heavy, powerful and damn catchy".

Siccome vi ho sempre trovato un gruppo interessante e particolare, per quanto riguarda la personalità e il tipo di proposta, mi sono sempre chiesta quali fossero le vostre influenze musicali, che hanno ispirato in maniera decisa il sound degli Overunit Machine.

Siamo nati nel periodo in cui è esploso il nu-metal, con band quali Korn, Limp Bizkit, Deftones, Coal Chamber, Slipknot, ecc... È naturale che inizialmente il nostro sound fosse contaminato da questi ascolti, ma come detto in precedenza, arrivando da esperienze musicali diverse, in poco tempo ci siamo svincolati da queste influenze, per cercare di creare una nostra personale identità artistico-musicale. Comunque, oggi grandi band come Tool e Meshuggah influenzano inevitabilmente chiunque si aggiri nei territori di musica estrema e ricercata, noi compresi.

Ma soprattutto: quando uscirà il vostro nuovo album? Non potete anticipare ai lettori di SpazioRock.it qualche altro dettaglio semplice semplice, anche solo il titolo?

L’uscita del disco e prevista per un domani, lavorativo, ma con valuta martedì prossimo.
(Cit. da "L’Uomo del Domani"). Dai, scherziamo! L’uscita e prevista entro la fine del 2013 ed il titolo sarà presumibilmente "ALDARAJA".

overnuitmachine_intervista_2013_02Un'altra grossa novità per questo nuovo inciso è senz'altro Logan Mader [produttore di band del calibro di Fear Factory, Soulfly, Cavalera Conspiracy..., ndr], che si è occupato del mixaggio e del mastering. Come mai la scelta è ricaduta su di lui?

Logan Mader è stata una grossa opportunità, che ci è stata proposta dalla Dysfunction. Ci siamo trovati di fronte ad una scelta quasi obbligata, in quanto lavorare con un produttore del suo calibro, è sicuramente un privilegio che pochi artisti italiani possono vantare. Ulteriore soddisfazione arriva dalla sua proposta di completare assieme a lui la produzione dell’intero disco - stabilita in precedenza per soli quattro pezzi - in quanto sorpreso e soddisfatto dalla qualità dei brani e dalla proposta artistica della band. In seguito, ci sarà addirittura la possibilità di sottoscrivere un contratto con la sua etichetta discografica.

Ora, perdonatemi quest'osservazione un po' cattiva, non di certo rivolta a voi: credo che uno dei motivi per cui sia anche difficile avere personalità in Italia, nel panorama rock e metal in particolar modo, è anche dovuto a chi lavora in studio e dovrebbe fare anche in modo di tirare fuori la personalità e le particolarità della band con la quale sta lavorando. E, per la maggior parte delle volte, mi è capitato di avere a che fare con persone poco versatili, che sanno lavorare solo in un certo modo e solo per un certo tipo di genere musicale, a scapito anche della qualità e della soddisfazione della band. Siete d'accordo con questa mia osservazione?

Siamo perfettamente d’accordo con te. Hai già detto tutto!

Giusto per continuare ad alimentare il fuoco: in Italia è anche difficile suonare in locali decenti, con un'acustica passabile e dei fonici in grado di fare un lavoro decente. Parlo anche per l'agghiacciante realtà milanese in cui vivo, dove esistono pochi locali dove poter far suonare anche band più piccole. Voi che cosa potete dirmi al riguardo?

La realtà live italiana ha subito un enorme declino negli ultimi dieci anni. La cultura dell’aperitivo e dell’ascolto frivolo e disimpegnato di cover band, piuttosto che dj set hanno reso molto più difficile l’esibizione di band con repertorio proprio. Se aggiungiamo gli oneri S.I.A.E e le spese che i gestori dei locali devono sostenere, il risultato è l’inesorabile chiusura della maggior parte di rock club e locali, che prima proponevano spettacoli live.

Per concludere questa serie di osservazioni (smettendo anche di rigirare il coltello nella piaga), volevo chiedervi anche questo: voi ragazzi degli Overunit Machine vivete solo di musica – cosa difficilissima in Italia, in particolar modo nel rock / metal – o avete anche un lavoro che la gente qualunque definirebbe “un lavoro serio” (io lo chiamo “un altro lavoro durante il giorno”)?

Purtroppo la musica resta ancora una passione... Per ora... del doman non v’è certezza... Demian (tatuatore), Luca (commesso), Alan (laureando), Zimon (impiegato), Selfist (educatore), Slippy (agente di commercio e insegnante di batteria).

Siete al lavoro sul video del primo singolo: che cosa dobbiamo aspettarci – o non aspettarci – da questo video, fatto in collaborazione con la 4FRAME FACTORY?

Per ora non possiamo rivelare nulla... È certo che resterete a bocca aperta.

Per quanto riguarda la vostra attività live, che cosa bolle in pentola per il futuro?

Per ora siamo molto impegnati nella realizzazione del nuovo disco, e ci resta poco tempo per i concerti. Siamo comunque sempre stati poco produttivi sul piano live, perché le nostre performance richiedono una strumentazione audio adeguata, che troppo spesso non viene garantita.

Avete anche organizzato, per sabato 22 Giugno, una serata a mio avviso molto particolare, in compagnia di Sweety J, artista burlesque. Com'è nata quest'idea? Trovo che il connubio tra più arti sia assolutamente efficace e da tenere in considerazione per il futuro.

L’idea di condividere il palco con Jamaica è senza dubbio un'ottima mossa, per offrire al pubblico estremamente difficile di Pordenone uno spettacolo accattivante ed inusuale al tempo stesso. Lo spettacolo di Jamaica servirà a distrarre il pubblico, mentre la band farà razzia di borse e portafogli del pubblico stesso.


Speciale
L'angolo oscuro #12

Intervista
Jakko Jakszyk: Jakko Jakszyk

Recensione
Bruce Springsteen - Letter To You

Recensione
Fever 333 - Wrong Generation

Intervista
Cindy Blackman Santana: Cindy Blackman Santana

Speciale
L'angolo oscuro #11