Refused (David Sandström)
"War Music", il quinto album degli svedesi Refused, è il disco che la band considera il migliore della propria carriera. Abbiamo chiesto al batterista David Sandström di spiegarci perché e di parlarci della prossima data italiana, in programma a Milano il prossimo 10 novembre; inoltre, riflessioni sociali e anticipazioni sui futuri progetti del gruppo. 
Articolo a cura di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 18/10/19

Si ringrazia Mattia Schiavone per la collaborazione 

 

Ciao David e benvenuto su SpazioRock, prima di tutto come stai?

 

Bene, grazie.

 

Parliamo del nuovo album, "War Music", che verrà pubblicato il prossimo 18 ottobre, cosa possiamo aspettarci e quale canzone secondo te è la più rappresentativa dell'intero disco?

 

Penso che il singolo che abbiamo da poco pubblicato, "REV 001", sia abbastanza rappresentativo dell'intero album. È una traccia concisa, violenta e arrabbiata, inoltre l'intero disco è molto politico.

 

Dunque è questo che dobbiamo aspettarci?


Assolutamente sì, è un disco molto ragionato e intenso, sono 10 canzoni in 34 minuti

 

Come descriveresti "War Music" usando solo tre parole?

 

Violenza, speranza, musica.

 

Per quanto riguarda il processo di scrittura, ci sono delle differenze tra questo album e i vostri primi lavori?

 

Abbiamo sempre cambiato qualcosa nella scrittura dei pezzi, ma penso che questa volta siamo molto vicini a quello che era il processo di "The Shape Of Punk To Come". È un disco molto intenso che è cresciuto molto durante nella composizione man mano che gli altri ragazzi ci davano una mano. Questa volta è stata simile a quel tempo perché siamo stati separati e non è stato facile per me e Chris radunarci.

 

 

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Dopo la pubblicazione, andrete in tour con i Thrice e avete già in programma una data a Milano il prossimo novembre. Cosa possono aspettarsi i vostri fan?

 

Abbiamo provato molto intensamente. Sarà diverso dai concerti che abbiamo fatto negli ultimi due anni, metteremo in piedi un'impostazione completamente diversa: nuova produzione, nuove luci... Sarà il capitolo "War Music" ma allo stesso tempo daremo la stessa energia in stile Refused. Queste nuove canzoni hanno dalla loro l'immediatezza. Saranno degli spettacoli molto più potenti di quelli precedenti.

 

Fin dal vostro primo disco, i testi hanno sempre riguardato problemi politici e sociali, ma sembra che molte situazioni non siano cambiate. Quali sono, secondo te, i problemi principali oggigiorno e cosa può fare la musica per affrontarli?

 

Il più grande problema secondo me è la disuguaglianza. Ci sono molte persone che non sono collegate tramite social network o con le istituzioni, che hanno avvertito i governi da molto tempo. La disuguaglianza di reddito è qualcosa di malsano ed è pericolosa per i paesi stessi. Non parlano dalla prospettiva vantaggiosa, lavoratori in condizioni di miseria che sono allontanati dal benessere sociale e che effettivamente vengono uccisi da malattie che derivano dal cattivo cibo che riescono a permettersi in quelle zone. In ogni caso, è un dato di fatto che la disuguaglianza di reddito nel mondo uccide le persone, è il problema maggiore.

 

Parlando del presente, cosa ne pensi dello stato attuale del rock e della musica punk? C'è qualche giovane band in grado di ricreare quel sound che avete contribuito a fondare 20 anni fa?

 

Devo dirlo, mi piace molto la musica metal e credo che viviamo in un'epoca d'oro per il punk-metal. Quando ero adolescente non ascoltavo così tanti nuovi gruppi e nuova musica come in questo periodo, per cui credo che sia un grande momento e tante band suonano incredibilmente bene. Cerchiamo sempre di portare in tour con noi band molto brave perché meritano tanto, abbiamo suonato con alcune di queste che sono fantastiche, come i tedeschi SAFI o i Petrol Girls. Abbiamo suonato con gruppi di questo genere, molto stimolanti, quindi è un grande momento per la musica heavy in generale.

 

 

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Con lo pseudonimo di SAMURAI, farete parte del videogioco "Cyberpunk 2077". Potete dirci qualcosa in più su questo progetto e delle canzoni che avete scritto?

 

Ci siamo avvicinati al progetto quando "War Music" era ormai completato. Volevano che scrivessimo musica che fosse specifica per il gioco, per cui non è stato come comporre nel modo in cui siamo abituati, ma lo stavamo facendo nell'ambito del videogioco e con una band che in un certo senso era simile a noi ma non lo era. Per cui è stata una grande sfida, molto interessante. L'autore del gioco è anche il produttore e colui che ci ha aiutati in questo. Non è una canzone dei Refused, è come se avessimo un'altra band all'interno del gruppo. Delle sei canzoni che usciranno nella colonna sonora del videogioco, solo due sono state pubblicate fin'ora. La parte migliore dovete ancora sentirla.

 

Durante la vostra carriera avete intrapreso molti progetti e pubblicato diversi album paralleli alla band. State lavorando a qualcosa di nuovo al di fuori dei Refused?

 

Sì, niente che abbia ancora un aspetto definito ma mi sto occupando anche di altro. Penso che valga per tutti noi, siamo persone molto creative. Ognuno ha progetti diversi: Magnus [bassista, ndr.] ha un'altra band, Kristofer dirige, Dennis ha gli Invasionen e adesso anche un'altra band, i Fake Names con Brian Baker dei Minor Threat. Anche io sto lavorando ad un altro progetto e ad altra musica, quindi sì, c'è molta carne al fuoco.

 

Grazie David, era l'ultima domanda. Vorresti lasciare un messaggio ai nostri lettori e ai vostri fan?

 

Venite a sentirci dal vivo, penso che il nuovo disco sia il migliore che abbiamo fatto. So che molti lo dicono, ma questa volta vediamo davvero la creatività che abbiamo raggiunto, e lo abbiamo fatto bene. Ci è sembrato di esserci andati vicini con tutti gli altri dischi, ma questa volta sentiamo davvero di avercela fatta.




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