Rainbow (Ritchie Blackmore)
Abbiamo intervistato in esclusiva italiana Ritchie Blackmore. Ecco cosa ci ha svelato sull'attesissimo ritorno coi Rainbow!
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 04/05/16

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Anche le leggende del Rock sono recidive. Merito dell'insistenza di chi voleva tornasse a impugnare una chitarra elettrica, e del richiamo di un passato che periodicamente torna di moda, Ritchie Blackmore ha infatti scelto di ripartire coi Rainbow. Gli era già riuscito con successo sia negli anni ottanta che novanta e, fino prova contraria, se lo può permettere anche al giorno d'oggi, stavolta con una formazione totalmente rinnovata.

 

Come c'era da aspettarsi, quando gli chiedo il perché abbia deciso di tornare coi Rainbow, Blackmore mi risponde: «L'ho fatto un po' per accontentare la gente e un po' per nostalgia. Ho pensato spesso che mi sarebbe piaciuto tornare a suonare le vecchie canzoni un'altra volta ancora. Il mio impegno coi Rainbow è chiaro: si tratta soltanto di fare qualche concerto per divertimento. In ogni caso prediligo la musica medievale e rinascimentale e quindi preferisco fare un concerto dei Blackmore's Night che dei Rainbow».

 

 

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Il primo tassello della nuova era dei Rainbow, una volta convintosi Blackmore, è stata la scelta del cantante: giusto optare per l'usato sicuro di Joe Lynn Turner e di Graham Bonnet oppure presentare un perfetto sconosciuto? Ritchie non sembra aver mai avuto dubbi, e infatti toccherà all'estroso cileno Ronnie Romero, scovato dalla moglie Candice Night.

 

«Il suo stile mi ricorda quello di Ronnie James Dio che aveva una voce molto "tagliente" ma anche molto versatile. Ronnie è un cantante di grande talento. Ho costruito la maggior parte delle band che ho creato sino ad oggi attorno alla figura del cantante. Ho sempre ritenuto che se il gruppo non ha un cantante all'altezza c'è poco altro che la band possa fare strumentalmente, i bravi cantanti mi hanno sempre ispirato a suonare meglio». Riguardo alle prevedibili critiche secondo le quali avrebbe potuto riunire alcuni membri ancora in attivo delle vecchie formazioni dei Rainbow, evitando quindi di doversi rimettere in gioco daccapo, Blackmore è stato, ancora una volta, molto deciso e coerente col passato: «Non sono un grande fan dei nomi, credo di più nel suonare con bravi musicisti piuttosto che con gente famosa». A tal riguardo, Joe Lynn Turner, che più di tutti sperava nella reunion, e che ora pare inconsolabile, viene liquidato in tre parole: «Francamente non mi viene in mente nulla da dire a Joe in questo momento». A dire il vero, qualcuno della vecchia guardia Blackmore se l'è portato con se, si tratta di Bob Noeuveau che abbiamo intervistato qualche settimana fa. Il suo vero nome è Robert Curiano, un bassista con cui Blackmore ha condiviso il palco per molti anni nei concerti dei Blackmore's Night: «No, in realtà odio il suo modo di suonare il basso, proprio per questo è nella band -mi dirà Blackmore sfoggiando il consueto humor inglese- ma certo che sono d'accordo con te quando mi dici che è uno dei migliori bassisti che abbia mai avuto. È pure un buon amico e ho pensato che sarebbe stato perfetto per questo progetto Rock n' Roll».

 

Progetto Rock n' Roll lo chiama lui, un progetto che andrà in scena soltanto tre volte quest'anno, il 17 e il 18 giugno in Germania al Monsters of Rock e il 25 giugno a Birmingham, Inghilterra, dove i fan potranno finalmente tornare a sentire dal vivo le canzoni che ascoltano da una vita: «Credo proprio che registreranno gli show, quindi spero che non sbaglieremo troppe note dato che sono vent'anni che non suono questi brani. Sono sicuro che ci saranno anche milioni di bootleg». Quando però la conversazione si sposta sull'eventuale tour mondiale dei nuovi Rainbow, Blackmore lancia una risposta che pesa quanto un macigno: «No, nessun tour mondiale e nemmeno un nuovo disco in studio dei Rainbow». A proposito di concerti, è appena uscito il "nuovissimo" Monsters of Rock - Live at Donington 1980, pubblicato dall'attiva Eagle Rock Entertainment. Alla domanda d'obbligo se abbia aneddoti da raccontare di quella data la replica fa alquanto sorridere: «Non ricordo poi molto di quel concerto. Fu soltanto un altro show con un mucchio di persone davanti a me».

 

Pochi giorni fa i suoi ex compagni hanno festeggiato alla cerimonia per l'ingresso dei Deep Purple alla prestigiosa Rock N' Roll Hall of Fame, e Blackmore ha voluto spiegare i motivi di un'assenza che ha fatto rumore: «In realtà stavo pensando di andarci. Poi però ho sentito che Bruce Payne, il manager dei Deep Purple, non la riteneva una buona idea quindi non mi piaceva la prospettiva di presentarmi ad un evento dove ci sono persone ostili nei miei confronti, come per l'appunto... il management della band». Gli ho fatto presente che il mondo del Rock si è mobilitato in suo favore perché conscio del fatto che senza Ritchie Blackmore i Deep Purple non avrebbero mai ottenuto quel premio: «Beh, sono stato io a scrivere tutta la celebre musica che suonano ancora oggi. Ho proposto io il nome del gruppo e sono stato io a formare la band all'inizio, dando vita a tutto quello che abbiamo conseguito sin qui. Ma non suono con loro da 20 anni».

 

 

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Ora il guitar hero britannico è concentrato sulla riabilitazione della mano sinistra a causa di una recente operazione chirurgica subita ad un dito, ma guarda già con ottimismo ai concerti di giugno: «Il recupero sta procedendo, è sempre una convalescenza inevitabile per un'operazione alle dita. In ogni caso, non prevedo alcun problema per i concerti».

 

 

 

Nessuna novità in vista, al momento, per i Blackmore's Night con cui non ha ancora cominciato a lavorare sul seguito di "All Our Yesterdays", disco per il quale l'etichetta Frontiers Records ha intentato una causa per inadempienze contrattuali legati alla promozione. Riguardo alla sua vita privata, si sbottona soltanto per spendere, come sempre, una buona parola per la sua Dea, la moglie Candice: «È davvero una brava madre: mentre io strimpello la chitarra lei sta dietro ai bambini». I Blackmore's Night saranno in tour a luglio in Germania, il paese che più di tutti ha dato a Ritchie Blackmore l'importanza storica che merita di avere.

 

Quanto al futuro, «nessuno in realtà può prevederlo» sentenzia il Man in Black in chiusura di questa intervista. E se lo dice un settantenne abituato a non voltarsi indietro per crogiolandosi nel proprio passato, sebbene sia uno dei pochissimi che potrebbe pure permetterselo, c'è davvero da credergli.

 

 

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ENGLISH VERSION

 

Rock legends are recidivists too. Ritchie Blackmore has in fact decided to start Rainbow up again and, as he stated in the last interview he granted us, the credit of convincing him belongs not only to the people who have always been wanting him to come back on the rock scene but also to the charm of a past which, every now and then, comes back into fashion. Blackmore had already succeeded in such a move in the 80s and 90s and, until proof to the contrary, he can still afford redoing it nowadays, this time with a totally renewed line-up.

 

As anticipated, when I ask him the reason behind his decision, he answers: «Nostalgia and I thought I'd just get back to playing the old songs one more time. My commitment lies with the Blackmore's Night band but this is just a few dates for fun».

 

 

ritchieblackmoreintervista3 Once Blackmore made up his mind, the first step was choosing the right singer. Was it better going for a reliable secondhand solution as Joe Lynn Turner and Graham Bonnet or introducing a perfect stranger? Ritchie has gone for the second option without the hint of a doubt. The vacancy behind the microphone was assigned, in fact, to Ronnie Romero, an inspired Chilean found by Blackmore's wife Candice Night.

 

«His style reminded my of Ronnie Dio and he had a very edgy voice but he can also sing other ways too. He is a very talented singer. I base most of my band that I put together around the singer. I always believed that if the group doesn't have a singer there is not a lot going on instrumentally you can only do so much; good singers always inspire me to play».

 

According to some criticisms, in order to get a warmer media approval, Ritchie might have called back some of the ex-members of the former Rainbow line-ups, just to play safe. When I ask his opinion on this matter, he is very firm and coherent with the past, as usual: «I am not a big fan of names I believe more in playing with good musicians rather than famous people». On this subject, Joe Lynn Turner, now inconsolable, was definitely the one most hopeful in a possible reunion. When I ask him if he has any messages for his former band mate, Blackmore briefly answers: «Not off hand». To tell the truth, Blackmore has actually taken with him somebody from the old guard: Bob Noeuveau, whom we interviewed a few weeks ago. His real name is Robert Curiano and he is a bass guitarist who has already shared the stage with Blackmore for several Blackmore's Night shows. When I ask him if he has chosen Curiano for being a very good musician, he replies in his usual English sense of humor: «No, I hate his bass playing. That is why he's in the band. Of course I agree. He is a good friend too and I thought he'd be perfect for this rock and roll thing».

 

"Rock and roll thing" he calls it. A "thing" which will be staged only three times this year: on the 17th and 18th of June at the Monsters of Rock (Germany), and on the 25th of June in Birmingham (England). These are the only chances for all fans longing for a live performance including those songs which they have been listening to for a lifetime. «I think they are recording the show so I am hoping we don't play too many wrong notes as I haven't played these songs in 20 years. I'm sure there will be millions of bootlegs as well».

 

As the conversation drifts from the present shows to a potential Rainbow world tour, Blackmore flatly turns down the latter option: «No. Also, there won't be any Rainbow new studio album». Talking about shows, the "brand new" Monsters of Rock - Live at Donington 1980 has just been released by Eagle Rock Entertainment. When I ask him if he recalls any worthy memory of that show, his reply, funnily enough, is: «Not a lot. It was just another show with a lot more people».

 

 

ritchieblackmoreintervista4 Just a few days ago, his former band mates have celebrated the inclusion of Deep Purple in the prestigious Rock N' Roll Hall of Fame. So I give him the chance to explain his noticeable absence from the ceremony: «No, I was thinking about going. And then heard Deep Purple management Bruce Payne didn't think it was a good idea, so I wouldn't like to turn up at an event when there are people that are hostile, like the management of Deep Purple». I then assure him that the entire world of Rock/Rock world was on his side, well aware that without his contribution Deep Purple won't ever be able to achieve such an award. «I wrote all the  popular music that they play. I came up with the name and put the band together in the beginning to start the whole thing. But I haven't played in the band for 20 years».

 

Currently, the British guitar hero is focused on the rehabilitation from a surgery to a finger of his left hand. Luckily, he is positive about June shows: «Recovery is coming along. Any operation on fingers is always involved. I don't anticipate any problems».

 

No news on the horizon for Blackmore's Night: the follow-up of "All Our Yesterdays" still has to get started. Speaking about their last release, the label Frontiers Records has sued the band for non-fullfilment of their contract regarding promotion clauses.

 

As far as his private life is concerned, he opens up just a little to spend, as usual, a good word for his muse, and wife, Candice: «She's a very good mother and she looks after the kids while I'm fiddling on the guitar». Blackmore's Night will be on tour in July in Germany, which is the country that has mostly given him the historical relevance he deserves.

 

At the end of this interview, when I finally ask him about the future, the Man in Black says: «No one knows about it». And it sounded like a sentence. Well, said by a 70 year-old man who always looks forward instead of basking in his past glory, albeit being one of the few who could actually afford to indulge in it, we have got nothing left to do but to believe him.

 

 

 




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