Empyrium (Schwadorf)
Anche se concepiti più come un progetto in studio, che una vera e propria realtà live, gli Empyrium, dopo dodici anni di silenzio, sono tornati a parlare, e lo hanno fatto con il magnifico "The Turn Of The Tides". SpazioRock.it ha raggiunto Schwadorf, che di cose, come potrete notare, ne ha ancora da dire! Buona lettura.
Articolo a cura di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 04/12/14
Gli Empyrium sono una band piuttosto particolare: è sempre stato un progetto perlopiù da studio, praticamente basato sull'attività di due persone, Schwadorf - chitarre, basso, voci cantate e parlati - ed Helm - voce principale. Di rado è uscito dalle mura dello studio, per essere proposto live, salvo per alcune occasioni raccontate proprio da Schwadorf in quest'intervista. Ma chi sono gli Empyrium, prima di tutto?
 

"Gli Empyrium sono un progetto tedesco attivo dal 1994" ci racconta Schwadorf, come presentazione "E l'aspetto più particolare di questa band, o meglio progetto, è che fino al 2002 abbiamo registrato quattro album, spaziando dal metal al folk, passando anche per le influenze del progressive rock. Poi ci siamo un po' fermati, ma siamo tornati in vita registrando ‘The Turn Of The Tides'. Non abbiamo suonato molto live, almeno per i primi dieci anni di vita della band. I nostri primi live risalgono al 2010, quando abbiamo deciso di riprendere in mano il progetto e suonare con una band vera e propria". Il motivo per cui la dimensione live è diventata preponderante è questo: "In realtà - spiega il mastermind - i motivi sono due: prima di tutto, la band è sempre stata gestita praticamente solo da me, suono la maggior parte degli strumenti negli album e ho sempre scritto canzoni nuove con una sola persona in più, al massimo; creare e preparare una live band... Non ho mai voluto farlo, perché mi piace lavorare da solo, o al massimo con una persona in più. E questo è il motivo principale. In più, soprattutto nel primo decennio di vita degli Empyrium, ho sempre pensato che la musica composta non fosse adatta, come mood, a un contesto live. Ma ho cambiato idea. Nel 2010 abbiamo fatto il nostro primo concerto; ne abbiamo fatti pochi, ma erano tutti molto speciali".

 

La musica degli Empyrium è cambiata parecchio negli anni, per stessa ammissione di Schwadorf, ma come si potrebbe definire, oggi, la musica proposta da questo progetto? "Innanzitutto, hai ragione, la musica degli Empyrium è cambiata parecchio!" ha confermato "quando componiamo per questo progetto, non ci importa molto del genere musicale, gli Empyrium si basano perlopiù su un'atmosfera, un certo tipo di sensazioni. Non siamo come i Metallica o gli Slayer, che basano tutto sui riff di chitarra, o sul fatto di voler far tremare la terra con il loro sound. Le sensazioni che vogliamo trasmettere possono esistere in molti stili musicali. Lo stile non è importante, è fondamentale la sensazione che si vuole trasmettere. Oggi, gli Empyrium si possono definire un progetto molto aperto con molte influenze: abbiamo suonato doom metal, gothic, folk metal... Suonerà come un cliché, ma oggi gli Empyrium suonano come gli Empyrium. Non riesco a trovare un classificatore dove poterci mettere, oggi. Quando segui davvero quello che fa il tuo cuore, quando non sei legato a un solo genere musicale, segui molto di più quello che la canzone ti sta dicendo di fare. Seguire il proprio cuore non ti farà mai suonare solo quel genere o quell'altro genere di musica. È come la vita stessa: non sarai mai sempre e solo una persona triste, o tetra, o sempre una persona felice. Sarai sempre un po' di tutto, dico bene?". Dodici anni da un album all'altro sono tanti, non solo musicalmente parlando, ma anche a livello personale: "È cambiato moltissimo per me, come persona, oltre che da un punto di vista musicale. A dire il vero, ‘The Turn Of The Tides' era già completo nel 2012, ma non importa, sono sempre tanti anni. In questi dodici anni, sono invecchiato, ho messo su famiglia, però ho pur sempre dodici anni d'esperienza in più nella composizione musicale, che ho portato avanti anche nell'altro mio progetto, The Vision Bleak, che è molto diverso dagli Empyrium. La mia vita è cambiata molto, con il passare degli anni vedi molte cose della vita da prospettive diverse. Per esempio, i primi album degli Empyrium erano molto drammatici, molto romantici nel senso proprio tedesco dello Sturm und Drang, erano molto potenti da un punto di vista emotivo. Oggi, le emozioni sono ancora lì, ma vengono viste da un altro punto di vista, lo definirei un punto di vista più pacato, rispetto allo strabordante romanticismo dei primi quattro album".

 

empyrium_2014

 

Dopo tutti questi anni di silenzio, si poteva supporre anche che il progetto fosse giunto al capolinea - o che fosse subentrato interesse verso altri progetti o proposte... O forse anche una comprensibile disillusione verso un business che non consente di esprimersi tramite generi meno immediati e più emotivi: "In realtà, quando scrivo musica, tutti questi pensieri sulla disillusione e la delusione se ne stanno fuori. Però, posso dire che sopravvivere al music business è molto difficile e lo dico anche da produttore e da proprietario di uno studio di registrazione. Io vivo di musica, e sappiamo tutti quanto sia difficile vivere di musica oggi. Si vende molto meno - e tutto questo ti crea molta disillusione dentro; ma fortunatamente, quando scrivo musica, questi stati d'animo non sono coinvolti. A dire il vero, a volte ho provato della frustrazione, quando gli Empyrium negli anni '90 finivano un album, il lavoro di per sé era finito. Oggi, quando finisco un album, mi sembra che il lavoro debba ancora iniziare! Bisogna pensare alle varie edizioni, se fare delle edizioni speciali, del materiale bonus, devi pensare ai concerti da fare per soddisfare la casa discografica, e anche te, ovviamente. È frustrante, ma fare musica per me è un bisogno, non posso fermarmi, mi sento male se non la faccio. Mettiamola così: mi provoca frustrazione lo stato attuale del music business". Un lato che forse si conosceva poco di Schwadorf era il lato di produttore di band: "Cerco sempre di lavorare con le band, in modo tale che suonino nel modo più autentico possibile, non che suonino come voglio io, ma come vogliono loro. A volte ci sono produttori che snaturano le band, io invece cerco più di intervenire da un punto di vista di qualità del suono, come per esempio una brutta batteria. Questo è quello che cerco di fare, far suonare loro il meglio possibile, sapendo che non ci sono persone perfette, e non ci sono band perfette. La musica ha il suo flusso, ed è così che deve essere, sempre. Io sono per la musica assolutamente spontanea, sono un compositore molto impulsivo. Mi chiedono molto spesso quale sarà il futuro degli Empyrium? Non lo so! Non amo fare piani a lungo termine, mi godo il momento, se ho ispirazione, compongo musica, se non ne ho, non compongo e basta. Non mi piace forzare le cose, non voglio forzare la mia creatività".

 

Il non forzare la creatività è anche uno dei motivi per cui gli Empyrium non hanno mai voluto sottostare alle logiche di una grande casa discografica: "È una logica che non mi sento di voler imporre alla mia musica. Sotto contratto con una casa discografica dovrei fare un album ogni due anni, ma se io non mi sento di fare un album degli Empyrium ogni due anni, non lo faccio e basta. Credo che questo forzare la creatività non sia un aspetto molto buono, anzi, penso che sia proprio nocivo".

 

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Parlando dell'ultima fatica del progetto, lo splendido e suggestivo "The Turn Of The Tides", Schwadorf ha voluto spiegare il concept che lo ha strutturato: "Ci sono due temi che strutturano il concept. Il primo è il ciclo della natura, che non è nient'altro che il ciclo dell'universo, di tutto. Tutto quello che conosciamo è sottoposto a un ciclo, ma niente inizia e niente finisce per davvero. Tendiamo a dare un nome a tutti gli stadi che attraversiamo, la vita, la morte, ma bisogna guardare l'universo come si comporta, come si comporta la natura, per rendersi conto che non c'è un inizio e non c'è una fine. L'album vuole affrontare questo ciclo in cui ogni uomo si trova. Il secondo argomento è il movimento dell'acqua: le ultime due canzoni dell'album vogliono descrivere il movimento dell'acqua, che va dalla sorgente al mare, quando le onde toccano la sabbia, per poi tornare nuovamente alla sorgente. È un'ottima immagine per descrivere l'idea di ciclo che abbiamo avuto". E parlando di questo suggestivo concept, l'invito è di ascoltare "The Turn Of The Tides" e perdersi nelle profonde melodie che Schwadorf e Helm, che peraltro è un cantante d'opera in uno dei principali teatri d'opera in Germania, hanno saputo costruire. E l'augurio è quello che questo tipo di musica degli Empyrium, tanto intimo quanto vasto, non possa conoscere fine - ma che possa solamente continuare a evolversi e a esplorare i meandri dell'infinito.

 

Si ringrazia Alessio Sagheddu per la collaborazione.




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