The Beards (Emanuele Marchiori, Max Magro)
Un export di musica rock negli Stati Uniti che adesso vuole conquistare anche l'Italia: i The Beards ci raccontano la loro storia e la nascita della loro prima antologia, eloquentemente intitolata "Spaghetti Americana"
Articolo a cura di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 08/07/15

Benvenuti sulle pagine di SpazioRock! Avete appena pubblicato, sul mercato italiano, il vostro greatest hits "Spaghetti Americana". Potreste raccontarci come è nata l'idea di questa raccolta?

 

L'idea è nata dall'etichetta. Negli anni, le nostre produzioni hanno attirato un crescente interesse ed il disco al quale stiamo lavorando con Jim Diamond  ha catalizzato un fermento davvero superiore alle aspettative attorno al nostro progetto, c'è chi crede possa essere un disco di svolta... oltreoceano hanno pensato di celebrare i primi dieci anni di The Beards con un'antologia prima di girare pagina.... Incrociamo le dita!

 

Come è nato il nome "Spaghetti Americana"? Pensate che sia una descrizione efficace della vostra musica?

 

E' una definizione che ci portiamo dietro da quasi dieci anni, dal primo tour negli States. Crediamo che sia una descrizione più ironica che efficace. Del resto l'ironia è un aspetto fondamentale della nostra efficacia!

 

Avete mietuto tantissimi consensi negli Stati Uniti: quali sono, secondo voi, le caratteristiche più attraenti che una band italiana può offrire a un pubblico statunitense?

 

In Italia siamo grandi importatori di musica anglosassone però abbiamo una certa difficoltà a  riconoscere gli elementi che ne determinano il successo. Ascolti due anni prima un brano indipendente su Radio 2 e due anni dopo te lo ritrovi in classifica, a quel punto diventa un brano pop! Limitandoci ad analisi superficiali non facciamo altro che normalizzare, normare ed edulcorare il "rock" quando è proprio nella stranezza che ci si può distinguere. La stranezza è quasi irriconoscibile quando è mescolata con la giusta dose di bellezza, cioè quando diventa originalità o addirittura genialità. Cercare la bellezza può portare alla noia, cercare stranezza può portare al ridicolo, ma se si è sinceramente ispirati non si deve temere di essere strani. Se pensiamo a Modugno, conquistò il mondo con Volare, è certo che non fece una canzone standard per l'epoca.  Concludendo, si tratta di "far girare la testa" all'ascoltatore distratto, lasciando da parte per un attimo i mantra come "eccellenza Italiana" o "Santi, poeti e navigatori" questa capacità non è una prerogativa di una nazionalità! Forse la nostra "stranezza" è riconducibile ad un'italianità meno diffusa di un tempo.

 

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Il vostro segreto per esser riusciti a stregare Jim Diamond e il guru dei produttori Rick Rubin?

 

Forse il segreto è proprio nella stranezza. Noi non cerchiamo di essere originali per forza, abbiamo un amore viscerale per la follia in musica, non la reprimiamo ma cerchiamo di direzionarla, concretizzarla. Troviamo della bellezza in idee bislacche che molti non prenderebbero nemmeno in considerazione: "La pietra scartata dai costruttori sarà testata d'angolo!"

 

10 anni di pubblicazioni raccolti in un'unica antologia. È stato difficile fare una "summa" del vostro meglio? C'è qualche brano su cui avete "combattuto" o discusso perchè venisse a tutti i costi inserito? C'è invece qualche composizione che non ha trovato posto in "Spaghetti Americana", ma che avreste tanto voluto vedere nella tracklist?

 

Per niente... La summa è stata selezionata dall'etichetta! Non abbiamo combattuto, anzi abbiamo apprezzato che altri si siano fatti promotori di questa iniziativa. Noi l'avremmo ritenuta troppo autocelebrativa. Bisogna tener presente che all'estero realizzare un'antologia non è una cosa così solenne. Spaghetti Americana non è un epitaffio ma una piccola pausa di riflessione prima di azzardare il salto ai "piani alti"... sperando di non scivolare giù! La tracklist è azzeccata, onestamente l'accostamento dei brani c'è piaciuto così tanto che non abbiamo sentito l'esigenza di metterci il becco.

 

Tra le vostre passate collaborazioni spicca quella con Levon Helm. Quanto ha influito l'aver lavorato con lui sullo sviluppo della vostra identità musicale?

 

Quando siamo arrivati ai Levon Helm Studios, un edificio enorme costruito completamente in legno, simile alle stalle che si vedono nei film Western, Levon stava mixando insieme al suo tecnico del suono Justin un disco di Elvis Costello. Al cospetto di Levon in principio siamo rimasti letteralmente inebetiti, poi grazie alla sua genuinità ci siamo lasciati andare. Tante cose che facciamo ora in maniera quasi naturale sono frutto di alcuni incontri davvero speciali. Il nostro sentire la musica ci ha portato a momenti di solitudine, incontrare giganti come Levon è stato come trovare il cammino per una casa che neanche sapevamo di avere, trovare le nostre origini. Levon purtroppo non c'è più, ma resta una fonte inesauribile di ispirazione, nella quotidianità.

 

Dove affondano le loro radici le vostre ispirazioni? Quanto c'è delle vostre origini venete, all'interno della vostra musica?

 

Siamo stimolati da molte correnti musicali ma per quanto riguardo il Veneto la nostra produzione prende ispirazione dai suoni della campagna, dai rumori del lavoro agricolo, suoni asciutti come quello del forcone che inforca la paglia, rumorosi come quello di un trattore Landini o "armonicamente complessi" come il ragliare di un asino. Tecnicamente passa anche attraverso la razionalizzazione delle regole cardine della musica popolare. Noi siamo influenzati dai nostri vecchi e dai personaggi che costellavano questa zona in passato... freaks per l'appunto! Il Veneto ci influenza molto ma il modo decisamente trasversale.

 

thebeardsitw0210 anni di carriera sono più che sufficienti per chiedervi: cosa è cambiato dagli inizi? Riuscireste ad indicarci le tappe fondamentali della vostra evoluzione dagli albori ad oggi?

 

1) Il tour americano del 2006 e l'incontro con Levon Helm.

2) Il tour in Francia del 2009 e l'incontro con Julien Poulson.

3) La sessione di registrazioni del 2010 che ha dato alla luce Widmann Mansion, prodotto da Professor Louie e Muskito, il nostro disco di maggior successo.

4) Il sodalizio con Jim Diamond.

Dall'inizio è cambiato tutto, tranne il nostro senso della direzione e la combinazione di tenacia e ironia che ci aiuta a superare le delusioni.

 

E guardando al futuro: quali sono i vostri obiettivi? C'è qualche altro artista con cui vi piacerebbe molto poter collaborare in futuro?

 

La nostra musica è un percorso. Siamo cresciuti artisticamente assieme a ciò che abbiamo composto, registrato, prodotto e mixato ed anche assieme alle persone che hanno preso parte alla nostra storia. Usando un'espressione americana imparata da Professor Louie: "we are putting it together" ovvero: "lo stiamo mettendo assieme", cioè il nostro suono è qualcosa che stiamo ancora costruendo dal "cassetto degli attrezzi" oggi possiamo pescare una serie di soluzioni musicali sviluppate in passato. La nostra musica coincide con un laboratorio musicale, una Chess Records contaminata da un caleidoscopio di influenze, dai Black Sabbath a Battiato. Il nostro obiettivo è continuare a crescere in questa direzione e star a vedere cosa succede. Sinceramente, se dovessimo esprimere un desiderio, vorremmo fare un disco con un amico che non c'è più.

 

Quali sono, secondo voi, le principali differenze tra il pubblico italiano e quello americano? A quali compromessi deve scendere una band per riuscire a farsi apprezzare anche dalle nostre parti?

 

In USA c'è una costante richiesta di produzione musicale, coesistono vari livelli di successo discografico e vari bacini di utenza. Realizzare dei brani che funzionano non ha a che fare con la scelta di un genere ma con l'esercizio della propria sensibilità musicale. Purtroppo, in Italia la musica viene concepita come un prodotto da imporre sul mercato, così brani ed artisti vengono studiati a tavolino come viene copiato un surgelato già presente nel bancone frigo. Questo atteggiamento esiste anche nell'ambito Indie e reprime originalità e innovazione. Bisogna prendere ad esempio l'originalità e dalla follia di artisti come Modugno, Jannacci e Dalla per esportare come Toto Cutugno (che esporta alla grande!) e non farsi infinocchiare da logiche che funzionano solo per pochi e... a scapito di molti!

 

Dovendo dare un sincero suggerimento a una band italiana che ha appena cominciato il suo percorso: consigliereste di giocarsi tutte le carte qui, o di tentare fortuna altrove?

 

Registrare più materiale possibile, proporsi ovunque ed essere il primo manager di se stessi, mettere da parte quell'ideale dell'artista che non si abbassa a contrattare, contattare e organizzare. Essere facchini, autisti e negoziatori. In sostanza bisogna essere uomini di fatica con delle velleità artistiche per combinare qualcosa di buono. Inoltre, bisogna saper intessere rapporti. Prima di chiedersi dov'è meglio giocarsi le carte è meglio se si è disposti a fare la fatica necessaria per poterle giocare!

 

 

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C'è qualche corrente musicale, fortemente diversa dalla vostra, che seguite con particolare interesse? Al contrario, c'è qualcosa che non sopportate assolutamente, nel mondo della musica?

 

Ascoltiamo di tutto, non si sa mai da dove può arrivare l'ispirazione, non abbiamo particolari pregiudizi. C'è una notevole differenza tra cosa uno ascolta e cosa uno suona, anche perché è più facile individuare elementi di Blues arcaico in una canzone pop che nel Blues moderno.

 

Mentre esce "Spaghetti Americana", siete al lavoro su un nuovo album. Come sta andando? Cosa dobbiamo aspettarci?

 

Freak Town. L'artista di punta che partecipa all'album è lo stesso Jim che ha già registrato le parti di basso. Il disco sarà un "un concentrato di The Beards". Lui ci ha conosciuto attraverso i nostri dischi poi Julien Poulson, amico comune, ha fatto da tramite. La prima volta ci siamo incontrati in una osteria (i Kankari) dove Jim si è inebriato di vino, trippa e fegato alla veneziana... Dovete aspettarvi un disco con questi sapori!

 

Grazie per il tempo concessoci! Vorreste lasciare un messaggio, o un saluto, ai nostri lettori?

 

Grazie a te Riccardo e ai lettori di SpazioRock! Comprate i dischi di The Beards!




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