Toliman (Toliman)
Dopo tre anni dalla nascita del progetto, i Toliman sono riusciti a pubblicare il primo EP "Abstraction", un lavoro maturo e riuscito, nonostante la loro giovane età. Abbiamo parlato con la band italiana della loro nascita, del lavoro appena uscito e del loro futuro.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 17/12/19

Ciao ragazzi, benvenuti su SpazioRock e congratulazioni per la pubblicazione di "Abstraction". Questo è il vostro primo EP, quindi per prima cosa vi va di raccontarci come sono nati questo progetto e questo disco?

 

Riccardo (chitarra): Il progetto è nato nel febbraio del 2016 a Casale Monferrato quando Francesco mi ha chiesto di formare una nuova band, e non è stato difficile trovare in Luca e Jack i componenti ideali per poter completare la formazione strumentale. Nell'arco dei mesi successivi ci siamo esibiti live in diverse occasioni, presentando un repertorio strumentale comprensivo di un primo brano inedito, intitolato After The Nightmare. Di fatto eravamo ancora soltanto un gruppo di ragazzini con una grande passione per la musica, ma quel periodo è stato molto utile per creare un'amicizia solida all'interno del gruppo e cominciare a capire che tipo di proposta volessimo creare. Finalmente nell'ottobre dello stesso anno abbiamo conosciuto Paola, anche lei in cerca di una band. Abbiamo subito trovato un'ottima intesa, sia artistica che umana, e ci siamo messi quindi a lavorare ad una scaletta di soli inediti, che abbiamo potuto presentare nell'aprile dell'anno successivo in occasione di Let's Rock, storico festival Casalese. Il caso ha voluto che quella sera (che di fatto era la nostra prima serata live con la formazione completa) aprissimo per un'altra band di Bagana, accompagnata dal nostro attuale produttore artistico, Titta Morganti: ciò ci ha permesso, diversi mesi dopo, di cominciare i lavori per "Abstraction", culminati con l'ingresso in studio di registrazione presso il KM33 di Trezzo sull'Adda, nell'ottobre del 2018.

 

Esiste una band a cui vi siete particolarmente ispirati per questo lavoro? Secondo voi qual è il miglior disco di esordio mai pubblicato?

 

Riccardo: I gusti musicali dei singoli componenti all'interno della band sono molto variegati, e questo probabilmente si riflette anche in ciò che scriviamo. Di conseguenza sarebbe difficile, nonché riduttivo, individuare un solo gruppo come influenza principale, sebbene l'eredità delle band storiche del progressive metal, quali Dream Theater e Tool, sia imprescindibile. Non disdegnamo però neanche il panorama più moderno del genere, nel quale Haken e Leprous per noi hanno costituito un ascolto fondamentale. Legato a questo discorso, anche sul miglior disco d'esordio mai uscito non ci sarebbe una risposta unanime da parte della band. Personalmente considero un passaggio cruciale "In The Court Of The Crimson King", dei King Crimson: é incredibile pensare che dei ragazzi poco piú che ventenni potessero pubblicare come loro prima uscita discografica un album di tale valore artistico, riconosciuto poi da critica e pubblico come il pioniere di un genere complesso e importante come il progressive rock.

 

Parlando più nello specifico di "Abstraction", ho trovato molto interessante l'intreccio tra gli arrangiamenti strumentali complicati e molto vicini al prog e le linee vocali melodiche, che rendono i brani più semplici da assimilare, aumentandone quindi l'efficacia. Vi ritrovate in queste impressioni? Quanta importanza avete dato a questo aspetto?

 

Riccardo: Assolutamente sì, e vedere che la sinergia di questi due aspetti viene apprezzata ci rende molto soddisfatti, abbiamo voluto porvi apposta moltissima attenzione. Considerando lo stile strumentale che ci caratterizzava già prima di avere una voce dalla nostra, complesso e volto alla sperimentazione, e visto quello vocale di Paola, molto adatto per linee pulite e di forte impatto emotivo, la necessità di ricercare il giusto connubio era, infatti, quasi una conseguenza naturale. Ovviamente ci è voluto del tempo e molto lavoro per trovare degli equilibri efficaci, facendo attenzione a non perdere di vista uno dei due aspetti: nei mesi precedenti alle registrazioni ci siamo quindi concentrati attentamente sullo scegliere e limare i brani, cercando di trovare l'accordo migliore affinché essi risultassero peculiari, ma al tempo stesso apprezzabili anche da parte dell'ascoltatore non interessato ai meri virtuosismi strumentali.

 

tolimanband2019

 

Tra tutti i brani, quello che mi ha colpito maggiormente è "Once", perché è molto articolato e ha moltissime influenze diverse. Credo che questo pezzo sia molto personale a livello di stile e che si noti bene la vostra idea di musica. Potete raccontarci qualcosa in più su come è nato?

 

Paola (voce): "Once" è un pezzo davvero particolare, per influenze e per significato. Diciamo che parte dal bisogno di esprimere una mancanza importante, viscerale. È stato scritto qualche settimana dopo la perdita di mia sorella, Giulia, venuta a mancare il 14 febbraio del 2017, a soli sedici anni, in seguito a complicazioni dovute a una leucemia contro cui ha combattuto con le unghie e con i denti per un anno e mezzo. Ricordo chiaramente Riky in sala prove suonare questa nenia dolcissima e averlo fermato per registrarla, dopodiché mi sono gettata al quaderno per scrivere parte di quella che sarebbe stata la prima strofa/intro del pezzo. Non ho fatto nemmeno una correzione al testo, è stato scritto di getto, sfogando tutto il dolore che ho tenuto dentro e tutto ciò che avrei voluto dire a Giulia. I ragazzi hanno svolto un lavoro importante nell'arrangiamento, hanno compreso sino a che punto potersi spingere con l'articolazione e lo hanno fatto nel miglior modo possibile, con totale rispetto, consolidando un legame che non potevo credere potesse mai più esistere. È una gioia poter constatare quanto questo sia un brano apprezzato da molti, è un modo per farmi sentire la mia sorellina sempre vicina e ricordarla nella maniera migliore. Sono davvero contenta ti piaccia.

 

Tra i 5 brani avete estratto "Tyrannus" come primo singolo. Qual è il motivo specifico dietro questa scelta?

 

Paola: c'è stato un dibattito molto acceso sulla scelta del singolo, se la giocavano alla pari "Tyrannus" ed "Alkaline". "Tyrannus" ci è sembrata ideale per una fruizione più ampia del repertorio, riesce egregiamente a essere un buon apripista verso l'ascolto di tutto l'EP. Temevamo che "Alkaline", pur essendo un brano particolarmente strutturato e composto nel modo che più ci rappresenta, avrebbe costituito un freno per un ascoltatore più "profano" al genere. Abbiamo preferito un approccio al pubblico più inclusivo, ecco.

 

Quali sono i temi principali delle canzoni e da dove avete tratto ispirazione?

 

Paola: direi che la nostra musica si lascia ispirare liberamente da tutto ciò che la circonda. Un semplice spunto visivo può davvero stimolare la creatività, come nel caso di "Alkaline", che trae ispirazione da un'immagine mostrataci da Riky di un fenicottero completamente mummificato dall'alcalinità del lago Natron, in Tanzania. Sono nate delle sonorità "basiche", che rimandano a dei fumi tossici, un ambiente malsano, pericoloso. Il testo collega la corrosione caustica con il ricordo, che riduce il pensiero in polvere. Per il songwriting, mi sentirei di raggruppare i temi in tre macrocategorie: il macabro, con le influenze di autori come Lovecraft e King, il malinconico/ tragico, con AnathemaSteven Wilson e un pizzico di Spleen, e il mitologico/leggendario, prima fonte di drammi psicotici e assurdità, come piace a noi.

 

tolimanband

 

La copertina dell'EP è fortemente legata alla musica e ai temi sviluppati. Potete raccontarci in che modo?

 

Paola: la copertina nasce dalla mente geniale di Jessica Campo (@jessicacampo_illustration su Instagram), ha saputo legare perfettamente i temi di cui ti parlavo prima. Il soggetto, Mnemosyne, è la personificazione della memoria, circondata dalle mani, l'umanità che fa ricorso a lei, si ricerca in lei e con lei nelle forme più disparate. La Memoria ci guida verso esperienze disparate, alla ricerca di utopie (Abstraction), di sé stessi e del proprio malessere (Tyrannus), dei propri ricordi (Alkaline), del proprio dolore (Once) o di un senso più ampio al cosmo (Alpha-Ori). Figata, vero?

 

Suonate un genere che sfortunatamente è considerato quasi di nicchia in Italia. Come vi fa sentire tutto ciò? Per voi questo può rappresentare uno stimolo maggiore nell'emergere?

 

Francesco (batteria): Noi siamo felici di suonare quello che ci piace e quello che in cui ci identifichiamo. Nella nostra musica mettiamo tutta la nostra personalità e creatività senza volerci standardizzare in uno stile o un'unica visione musicale. Siamo sicuramente stimolati da ciò, perché crediamo che per emergere ci voglia personalità e innovazione e non abbiamo paura di essere considerati di nicchia, anzi, la nostra ambizione sarebbe quella di dimostrare che la musica progressive non è per forza confinata ai "nerd musicali".

 

Pochi giorni fa avete presentato "Abstraction" con un live al KM33 di Trezzo Sull'Adda. Com'è andata la serata?

 

Francesco: Alla grande! Oltre a essere in ottima compagnia (Mr. Know It All e Edgeline), abbiamo presentato il nostro EP con qualche brano inedito, non incluso nella tracklist, per un totale di un'ora di musica. È stato apprezzato! Lo show necessita ancora di qualche piccolo accorgimento per rispecchiare le nostre aspettative, ma non abbiamo paura di applicarci ulteriormente per fornire allo spettatore il nostro spettacolo migliore.

 

Avete in programma già altre date per promuovere "Abstraction"?

 

Francesco: Sì! Il 28 gennaio suoneremo al rock'n'roll di Milano per il ROCK N ROLL RADIO LIVE, mentre per febbraio stiamo organizzando una data alla Cooperativa Portalupi a Vigevano. Altre date verranno annunciate per il nuovo anno. Vi teniamo aggiornati!

 

Dopo un lungo periodo di duro lavoro siete riusciti a pubblicare il vostro EP. Qual è il prossimo obiettivo? Che piani avete per il futuro?

 

Sarebbe molto bello poter far conoscere la nostra musica alche al di fuori de nostri confini, ci stiamo lavorando. Già per l'anno prossimo ci sarà un'importante novità che non vediamo l'ora di rivelarvi e stiamo già pensando a nuove tracce per un album!

 

Questa era l'ultima domanda, grazie mille per il vostro tempo! Volete lasciare un messaggio ai nostri lettori?

 

Grazie mille a te, è stato davvero un piacere. Continuate ad ascoltare e supportare gli artisti emergenti, ne abbiamo davvero bisogno. Al di là di ogni questione venale, la nuova generazione ha molto da dire, bisognerebbe solamente lasciarci parlare per scoprirlo.




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