Blackmore's Night - Autumn Sky Tour 2011
30/07/11 - Germany, Meresburg


Articolo a cura di Gaetano Loffredo

Un gelido pomeriggio tedesco in una lunga giornata estiva, 30 luglio 2011. L’attesa per un nuovo concerto dei Blackmore’s Night è vissuta in modo quasi palpitante in Germania: calma piatta per a due ore dell’apertura dei cancelli, sovreccitazione prima e dopo aver preso posto nel meraviglioso Schlosshof di Merseburg, castello parzialmente ricostruito al termine della seconda guerra mondiale. La compagnia rinascimentale suonerà all’interno di una piazza circondata dalle mura storiche, forse il luogo più suggestivo di sempre, anche se le condizioni climatiche, avverse sin dalle prime ore del mattino, hanno seriamente messo in discussione la fattibilità del concerto con il concreto rischio di rinvio o cancellazione. Fortunatamente non è andata così…


Siamo a raccontarvi un altro viaggio nel cuore di una regione incantata del vecchio continente, tra musica, tradizione, arte e passione; una traversata che sarà il giusto antipasto di portate sublimi. I dodici gradi di Merseburg, cittadina situata a pochi chilometri da Lipsia nel verdeggiante anfratto sassone denominato Anhalt, non hanno scalfito l’ardore dei fedelissimi di Ritchie & Candice, presenti in massa a quell’evento così distante dall’immaginario metropolitano da far credere che indietro nel tempo ci si possa tornare sul serio. Fuori dai cancelli, a pochi passi dall’accesso principale e illuminati da tre luminose lanterne, i due mila fedeli si sono riuniti e accodati con straordinario senso dell’ordine, fino allo scoccare delle 19:00, quando l’inflessibile security ha acconsentito l’ingresso. Poco distante, sulla destra, una seconda entrata sotto un arco in pietra celava l’adorabile location, interamente ricoperta di seggiole e abbellita da un banchetto che avrebbe venduto il merchandise del gruppo. Banditi gli stand culinari; chi intendeva saziarsi col canonico panino con wurstel e crauti o trangugiare birra locale, avrebbe dovuto accomodarsi all’esterno: un pezzo d’arte non va intaccato nemmeno con gli odori…


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Il popolo rumoroso si è acquietato solo quando il menestrello Albert, ex Geyers e ora in pianta stabile nei Blackmore’s Night, ha cominciato suonato le prime note col suo flauto dolce passeggiando tra i presenti. L’intrattenitore è poi salito sul palco prima imbastendo melodie ancestrali con un hurdy gurdy, aiutato dalla imperscrutabile violinista Liz (alias Gypsy Rose), poi catturando le attenzioni col suono celestiale di un’ocarina. Rispolverato il flauto magico, Albert ha infine deciso di regalare un estratto della colonna sonora del Signore Degli Anelli (avete presente quando Gandalf raggiunge la Contea degli Hobbit ad inizio “Compagnia dell’Anello”?), e gli scroscianti applausi non si sono fatti certo attendere…


L’attesa per i beniamini cominciava a farsi sentire nella pausa che ha preceduto il concerto, clima conviviale e brusio delle prime file sono stati ben presto stoppati dall’intro “God Save The Keg”, preludio al pezzo forte di Secret Voyage: “Locked Within The Crystal Ball”. Il nuovo album, Autumn Sky, è stato il vero motivo di rinnovamento della setlist, in quanto molti dei pezzi brani hanno soppiantato altrettanti classici. Va predetto che gran parte di questi brani hanno ben figurato dal vivo, ottenendo un risultato molto più convincente rispetto alla produzione oriented-pop del disco in studio. Ne hanno di conseguenza giovato tracce quali “All The Fun Of Fayre”, “Darkness” e “Strawberry Girl”, ma anche “Barbara Allen” e “Vagabond”, quest’ultima unita in un toccante medley con l’eterna “The Times They Are A Changin’”. L’unica nota stonata, se così possiamo e vogliamo chiamarla, è l’esecuzione seppur speculare della poco frizzante “Highland”… canzone che anche dal vivo manca totalmente di ritmo e di incisività. Grande effetto hanno invece sortito la spumeggiante “Toast To Tomorrow”, le immancabili “Under A Violet Moon”, “Soldier Of Fortune” e la strumentale “Durch Den Wald Zum Bach Haus” che in Germania è quasi sempre in scaletta. Non mi aspettavo (ma la bramavamo) “Winds In The Willows”, interpretata alla perfezione da Candice, e poi l’acclamata “Renaissance Faire”, coincisa con l’assalto alla zona antistante il palco, nella quale i più fortunati e i più veloci si sono posizionanti fino a fine show. Altro momento forte, prezioso da ricordare, quello di “Home Again”, non tanto per l’esecuzione al solito accurata, quanto per la presentazione ufficiale di Autumn Esmerelda che è salita sullo stage in braccio alla madre… e pensate che non voleva più saperne di tornare dietro le quinte. Molto emozionato anche Ritchie Blackmore, gli occhi vitrei non hanno infatti nascosto il grande orgoglio per la sua bimba.
A proposito di Ritchie, prestazione da premio Oscar la sua, poteva essere altrimenti? Impressionante quando imbraccia la Stratocaster, ancor di più quando si sobbarca due chitarre acustiche contemporaneamente, alternando i suoni dolci di una da quelli più corposi dell’altra. D'altronde è il miglior chitarrista vivente, l’avevamo già scritto? Peccato per i soliti sketch consentiti a Bard David: la pantomima di Lady Gaga, la scenetta del trillo del telefono eseguito col piano e le ormai vetuste esecuzioni di “Drink Drink” e “Falderì Falderà”: non sono così spontanee come potevano apparire due anni fa e tolgono spazio ai grandi capolavori della discografia. Altro momento magico quello di “The Clock Ticks On” e la chiusura catartica affidata all’unico ancore, “Village Lanterne”, eseguita nella sua angelica versione soft. Da evidenziare che sulla scaletta stampata per Candice Night figuravano anche “1st of May” e l’altro poetico medley “Midwinter’s Night/Dandelion Wine” che in questa occasione, però, non siamo riusciti a sentire… poco male, la piazza ringrazia commossa e saluta i suoi pupilli.


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Vi chiederete se millesettecentocinquanta chilometri d’auto in tre giorni, dall’Italia alla Germania, possano essere giustificati da un solo concerto. Badate bene: quello dei Blackmore’s Night non è un evento qualsiasi, non è un semplice concerto e non sarà mai un passatempo per riempire le giornate con musica d’altri tempi. E’ uno stato mentale, uno stile di vita per pochi eletti, un momento indimenticabile vissuto con la delicatezza di chi si lascia prima cadere e poi cullare nella profondità di uno stato emotivo. E al termine della magia, quando ritorni al presente, non vedi l’ora di riaccendere la macchina del tempo e riabbracciare i tuoi menestrelli…

Clicca qui per vedere il servizio fotografico esclusivo ad opera di Donatella Lomma.




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