Mittelarlterliches Fest 2012 - Blackmore's Night & Faun
21/07/12 - Schadenweiler Hof, Rottenburg Am Neckar


Articolo a cura di Gaetano Loffredo

È un altro week end di festa in Germania, uno dei mille di questa stagione piena zeppa di eventi a sfondo folkloristico. I Blackmore’s Night ci riportano in queste terre magiche, fiabesche, incontaminate, e per quest’anno la meta che ci ospiterà è molto più vicina del solito: Rottenburg Am Neckar, l’ennesima deliziosa cittadina tedesca posizionata nel Baden Wurttemberg. La location è quella dello Schadenweiler Hof, una costruzione cinquecentesca a ferro di cavallo immersa nel verde secolare, perfetta per ospitare un evento di queste dimensioni.

Il Mittelalterliches Fest è una manifestazione organizzata da un omone, neanche a dirlo, coi baffi da sparviero, tale Ulrich, perché in Germania anche un fisioterapista di mezza età può decidere di mettere in piedi un evento del genere senza rischiare di collassare sommerso dai debiti causa pubblico non pervenuto. Ma devi fare i conti con la pioggia, maledette condizioni metereologiche che, quattrocentocinquanta kilometri più in la dei 32 gradi comaschi, ci hanno costretto a vivere una due giorni medievale di fine luglio a 10 gradi di massima… pazienza e coraggio.


faun_400px_02Sorpresa delle sorprese: a poche ore della partenza ci siamo accorti che il festival si svolgeva su tre giorni, due dei quali (il venerdì e il sabato) caratterizzati da concerti su palco. I Blackmore’s Night avrebbero incorniciato il giorno di festa più importante e i Faun sarebbero stati gli ospiti del giorno precedente: non li conoscete? Ponete rimedio, subito! Ci siamo immediatamente mobilitati per i relativi accrediti gentilmente concessi alla nostra testata in tempi record, perché in Germania c’è un rispetto per la stampa qualificata che va ben oltre l’immaginario italiano: e gli esempi non finiscono qui, continuate a leggere.

Partenza di venerdì, tarda mattinata, 450 km mangiati in 5 ore buone con l’aiuto di Telmap, navigatore satellitare gratuito per Blackberry che vi salverà da ritardi e conseguenti improperi se il vostro Tom Tom non ne vorrà sapere di connettere il gps al satellite. Il tempo di rifocillarci in albergo con prodotti di gastronomia tricolore (diffidate dagli autogrill tedeschi per il cibo almeno il giorno della partenza, tenetevi lontanissimi da quelli svizzeri) ed è tempo di andare in avanscoperta... anche se la pioggia insistente faceva pensare al peggio.


DAY 1 – FAUN

faun_400px_01E la sensazione era quella esatta: la zona concerti era magnificamente pronta, alle 19 il soundcheck rimbombava maestoso anche sulla zona market, nella quale tanti meravigliosi e colorati stand poggiavano le loro fondamenta su diverse centinaia di metri quadrati di terreno in erba. Ma non c’erano bambini che correvano sul prato, non c’erano omoni barbuti che inghiottivano Bratwurst e non c’erano boccali di birra vuoti sui banconi: tutta colpa della pioggia. Di li a poco la situazione è cambiata, non di molto ma è cambiata: un gruppo folk itinerante (avete presente i classici “caciaroni” con cornamuse e tamburi celtici?) ha attirato le attenzioni di molti presenti e alle 21 un centinaio, forse duecento cultori della materia hanno atteso i Faun nella zona stage... qualche minuto e la loro sete di musica si sarebbe placata. Ci sediamo in prima fila, una gentile signora ci porgerà una coperta per difenderci dal freddo, e attendiamo impazienti...


I Faun sono una delle realtà musicali di folk/medievale più interessanti e importanti di Germania. Il loro leader, Oliver Sa-Tyr è un vero artista, un compositore eccellente e dal vivo evocativo come pochi. La grande fortuna, poi, è stata quella di poterli ammirare in un set esclusivamente acustico, incentrato sull’ultimo capolavoro “Eden” ma anche sugli altri classici di una discografia rigogliosa: “Totem”, “Licht” e “Renaissence” hanno infatti avuto la loro fetta di importanza nella setlist, compresi un paio di estratti dal bellissimo “Aire” dei Sava, progetto parallelo che Oliver ha messo in piedi con la bellissima flautista degli Schandmaul, Birgit, e di cui a maggio è uscito il terzo lp. Lasciando un attimo da parte i bravissimi Rudriger alle percussioni e Stephan alle prese con l’hurdy gurdy, tutta l’attenzione è rivolta alle angeliche Fiona e Sonja, due splendide fanciulle che intersecano amabilmente le loro voci: la bionda tedesca suonerà anche una valanga di strumenti a fiato e una chitarra acustica, la rossa californiana (entrata da poco nel gruppo) si concentrerà solo sulla sua voce suadente. Il concerto è filato via liscio come l’olio, i presenti ringraziano di cuore dopo aver assistito alla brillante esibizione di Beatrische con le sfere magiche (occhio alle foto a corredo) e cominciano a pensare al giorno successivo...


DAY 2 – BLACKMORE’S NIGHT

bn_400px_02È il gran giorno. Dopo un giretto inevitabile in quel di Stoccarda (cittadina bella e accogliente, che strano) e ancora qualche scroscio di pioggia, finalmente il sole pomeridiano e il ritorno perentorio all’interno del parco dello Schadenweiler Hof. Il panorama che ci si presta di fronte è del tutto opposto a quello del giorno precedente: è un vero dì di festa e finalmente il mercato medievale si riempie di persone che acquistano, mangiano, bevono, cantano e si divertono in compagnia. Noi ci limitiamo a fare i reporter, ci accodiamo immediatamente alla breve fila che comincia a profilarsi di fronte all’ingresso della zona concerti: sono le 18, alle 19 la gente in coda (che resta in coda per davvero e che non scavalca chi gli è davanti) è centuplicata e finalmente si aprono i cancelli. Ci sediamo nuovamente in prima fila (grazie infinite all’amica Susanne Gueth del fan club tedesco dei Blackmore’s Night) e diamo un occhiata alle nostre spalle: tutto esaurito, non c’è spazio nemmeno per un eventuale stand di merchandise della band: e gli organizzatori si lustrano gli occhi... che meraviglia fare di professione il fisioterapista... in Germania!


Il gruppo spalla è quello delle Brigandu, aiutate per l’occasione da Gaby Koss (ex Haggard e ora Cantus Lunaris)... ad essere sinceri niente di straordinario, soprattutto dopo aver visto poche ore prima cosa è in grado di fare un gruppo come i Faun in un genere che non si discosta più di tanto da quello promosso da queste ragazze.

I Blackmore’s Night fanno l’ingresso sul palco intorno alle 21, al crepuscolo. “God Save The Keg” è il solito apripista alla grande opener che sta riscuotendo tanto successo negli ultimi anni, “Locked Within The Crystal Ball”, audio, suoni e Ritchie Blackmore perfetti fino a quando è Candice Night a divenire la regina sul palco con “Queen For A Day”. “Under A Violet Moon” accende la miccia e Candice rende onore al pubblico italiano, sa che la stiamo aspettando nello stivale con la sua compagnia e per ben due volte chiede e si chiede quanti siano gli italiani presenti: tantissimi, molti dei quali in prima fila… i tedeschi ci concedono persino i primi posti pur di accontentarci, da noi succederà mai?

bn_400px_01La scaletta è precisa, impeccabile, salta da un cavallo di battaglia all’altro senza mai tralasciare i primi capolavori, alternandoli con i brani più recenti. Tre soli estratti dall’ultimo Autumn Sky, “Darkness” (masterpiece) e la conseguente “Dance Of Darkness”, “All The Fun Of The Fayre” e “Barbara Allen”, quest’ultima cantata e interpretata così bene da Candice Night da rasentare la versione in studio. Non sono mancati i soliti siparietti, lo stramaledetto sketch di Lady Gaga non ne vuol sapere di abbandonare la scena, e le drinking songs ormai diventate canzoni di culto… e i tedeschi sembrano apprezzare particolarmente, chissà perché...

Passiamo alle cose serie, “Wind In The Willows”, “Soldier Of Fortune”, “Ghost Of A Rose” e “Renaissance Faire” sono valse da sole il viaggio di andata e ritorno, tutte rese allo stato dell’arte grazie ad un Ritchie Blackmore non solo in formissima e sempre molto concentrato, ma anche in gran serata dal punto di vista prettamente caratteriale: aveva una gran voglia di suonare, ha preso in giro Candice molto più del solito e ha scherzato spessissimo col pubblico. Volete un esempio? Dopo l’ennesimo regalo rifilato a Candice, un pupazzo, qualcuno dal pubblico scherzando gli ha detto “È per te Ritchie” e il man in black ha risposto molto brillantemente “Si, è per me ma assomiglia a te”… humor inglese.

Bene, anzi benissimo i nuovi ingressi, in particolar modo il batterista Trobaudor Of Aberdeen che ha accontentato Ritchie ad ogni occhiataccia rifilatagli, sempre più dentro la band anche Earl Grey Of Chimay, il bassista, autore di diversi spettacolari assoli in compartecipazione con l’ottimo Bard David Of Larchmont alle tastiere. Un nuovo violino e finalmente una corista sono la ciliegina sulla torta. Delirio finale su “Home Again”, ballata e cantata da tutti, intermezzi compresi (l’inno nazionale tedesco per esempio) e il saluto dopo 2 ore e 30 minuti da grande band, applausi per tutti.

Il terzo giorno è coinciso con il rientro in Italia, rapido, deciso e indolore. Un week end come questo ha la capacità di rigenerarti se non a livello fisico, certamente a livello psichico: i Blackmore’s Night sono ormai una tappa fondamentale della vita di molti bambini, ragazzi, uomini, anziani… c’è chi aspetta l’assolo di Ritchie con la Stratocaster, chi il brano struggente cantato da Candice. Tutti concordano nel dire che, otlre a farti tornare indietro nel tempo, i Blackmore’s Night, se vissuti come davvero vanno vissuti, aumentano certamente la tua voglia di vivere di musica… e non c’è nazionalità che tenga, italiana o tedesca che sia. Auf Wiedersehen, amici.
 

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Setlist Blackmore's Night:

God Save the Keg
Locked Within the Crystal Ball
Queen for a Day, Part I
Queen for a Day, Part II
Under a Violet Moon
Soldier of Fortune
Durch den Wald zum Bach Haus
World of Stone
All the Fun of the Fayre
Renaissance Faire
Darkness
Dance of the Darkness
Band Solos
Ghost of a Rose
Wind in the Willows
Difficult To Cure - Beethoven (Strat)
St. Teresa (Strat)
The Circle (Strat)
Peasant's Promise
Toast to Tomorrow
Bad Romance (Lady Gaga cover)
Barbara Allen
Home Again (with drinking songs)




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