Alter Bridge - Parallax Orchestra, Royal Albert Hall
03/10/17 - Royal Albert Hall, Londra


Articolo a cura di Sophia Melfi

Ore 19:30. Che lo spettacolo abbia inizio. Gli Alter Bridge e la Royal Albert Hall, un perfetto connubio di musica e storia. Sebbene la location nasca come luogo di concerti classici ed esibizioni teatrali, ieri sera la Royal Albert Hall ha avuto l'occasione di ospitare uno dei più grandi spettacoli Rock di sempre, con la partecipazione della Parallax Orchestra di Londra.

 

Da un'atmosfera soffusa, intima ed estremamente raffinata si è repentinamente passati ad una dimensione altra, in antitesi con la precedente. Un'antitesi, tuttavia, piacevolmente sciolta nella performance orchestrale degli Alter Bridge. Come l'impeto che sopraggiunge nella cavalcata delle valchirie, la band ha offerto uno spettacolo in grado di coniugare due aspetti apparentemente contrastanti, il Rock e il classico, l'emozione e il suo mezzo più distinto di trasmissione. Il concerto si è svolto infatti all'insegna di un dialogo e di una connessione continua tra i fan e la band, accompagnata da violini, violoncelli, quartetti d'archi, trombe e quant'altro. Un incontro tra classicità ed eleganza che si uniformano progressivamente ad una dimensione propriamente Rock offerta dal sound tipico degli Alter Bridge.

 

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All'improvviso una raffica di luci si scaglia violentemente sulla platea in visibilio per ciò che sarebbe presto accaduto davanti ai loro occhi. Senza presentazione alcuna, e con un coraggioso grido di battaglia, la band travolge il pubblico attaccando con "Slip To The Void". Un'estenuante attesa ripagata con il giusto premio. Protagoniste una chitarra e una voce magistralmente accompagnate dalla melodia dei violini. Il brano si presenta come una carezza che si fa sempre più greve e portatrice di un messaggio, urlato a squarciagola, tra l'impeto dell'orchestra e delle chitarre elettriche. Un contrasto onnipresente in questa unica performance degli Alter Bridge alla Royal Albert Hall. Lo spettacolo continua con la musicalità avvolgente di "Before Tomorrow Comes" e l'atmosfera soprannaturale che la voce di Myles Kennedy ha saputo incarnare alla perfezione, trasportando il pubblico in un'altra dimensione. "I couldn't sleep. I had to listen to a conscience knowing so well that nothing comes from indifference."

 

Gli Alter Bridge hanno sapientemente giocato con le emozioni dei loro brani più avvincenti. E' il caso di "In Loving Memory", traccia interamente scritta e composta dal chitarrista Mark Tremonti in seguito alla scomparsa della madre. Un amore che ha l'incombente necessità di esplodere, raccontando di sé e della propria profondità. "Thanks for all you've done. I've missed you for so long, I can't believe you're gone. You still live in me. I feel you in the wind, you guide me constantly". Ogni singola persona, in quel preciso momento, si è riconosciuta in quella canzone. Un momento di vita condiviso con qualcuno di speciale, che ne valesse la pena. Un dolore comune espresso tramite il linguaggio universale della musica. La magia prosegue con "Fortress", brano che si presenta apparentemente nostalgico e quasi timoroso mostrando invece tutta la sua potenza destabilizzante concentrata nella durezza dei riff di Tremonti temperati dall'armonia melodica dell'orchestra posizionata alle spalle della band.

 

Come se si fosse trattato di un vero spettacolo teatrale, Myles Kennedy, dopo essersi presentato e aver ringraziato i componenti della band e dell'orchestra, annuncia 25 minuti di pausa che separeranno il primo atto del concerto dal secondo. Per riportarci al Rock, cui gli Alter Bridge nonostante la location non rinunciano, la band prosegue con la furia sprigionata dal brano "Ties That Bind" eseguita a ritmi incalzanti che abbandonano leggermente quella patina da ballad precedentemente adottata. Da tracce leggendarie come "Brand New Start" si passa poi, mettendo così in mostra la versatilità del sound degli Alter Bridge, a brani più recenti come "The Otherside" e "The Last Hero". Attimi di una travolgente intensità che lasciano sbigottito il pubblico della Royal Albert Hall, divertendo tuttavia la band che alterna momenti in cui le emozioni forti la fanno da padrona ad altri in cui al centro è posta una volontà di dichiararsi per ciò che si è, seguendo la propria natura. Un sound versatile che non si abbandona ad eccessivi sperimentalismi tecnici. I padiglioni, posizionati quasi a strapiombo sul pavimento della Hall, rendono l'acustica perfettamente contenuta all'interno di essa. Un suono pulito e godibile non solo dal parterre ma anche dalle tribune sotto e soprastanti.

 

Un'esperienza musicale e sensoriale che vede il suo apice nelle esibizioni di brani in acustico come "Wonderful Life" seguita, senza pausa, da "Watch Over You". Degno di nota è senz'altro il brano "Words Darker Then Their Wings" mai eseguito dal vivo e concluso con un acuto finale di Myles seguito da una sensazionale ed inevitabile standing ovation di tutti i presenti. I sensi più profondi sono stimolati al ricordo mentre la commozione è ben riscontrabile dal vibrato intenso dell'inconfondbile timbro di Myles. Per concludere, gli Alter Bridge eseguono tre dei brani maggiormente conosciuti e coinvolgenti di tutta la loro carriera musicale. Il caratteristico arpeggio di "Broken Wings" risuona limpido accedendo tutta la Royal Albert Hall che si erge a cantare all'unisono l'energico ritornello: "On broken wings I'm falling and it won't be long. The skin on me is burning by the fires of the sun. On skinned knees I'm bleedin". Un fuoco che continua ad ardere con "Blackbird" in cui l'orchestra non può fare a meno di assecondare la potente combinazione di apertura melodica e riff taglienti che contraddistingue il brano. Qui la voce di Myles appare incredibilmente estesa, nitida ed energica.

 

Lo spettacolo termina con "Open Your Eyes", brano tratto dal primo album One Day Remains, ciò che rimane degli Alter Bridge, il focolaio da cui è nato e si è esteso il loro sound. La bellezza della semplicità, voce e chitarra, una linea guida che la band non abbandonerà mai, in virtù dell'essenzialità del loro messaggio. All'improvviso un tumulto di gente che si alza in piedi e applaude a non finire gli Alter Bridge e la Parallax Orchestra per lo straordinario viaggio compiuto insieme e per la meta raggiunta. "Darker Days seem to be what will always live in me. But I still run". L'orchestra scende dal palco soprastante per un abbraccio e un ringraziamento collettivo all'insegna di uno scambio continuo tra band e pubblico attraverso la musica.

 

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Il concerto si conclude così, con tanta incredulità da parte del pubblico e altrettanta commozione da parte degli Alter Bridge e dell'orchestra. Un concerto grazie al quale la musica sarà in grado di raggiungere i bambini più bisognosi, dando loro la possibilità di accedere facilmente alla strumentazione musicale in un programma educativo-creativo. I fondi ricavati dalla vendita dei biglietti del concerto saranno infatti devoluti alla Future Song Foundation creata proprio da Myles Kennedy per sostenere le generazioni future attraverso il potere benefico della musica.

 

Setlist Alter Bridge, Royal Albert Hall

Slip To The Void

Addicted To Pain

Before Tomorrow Comes

The Writing On The Wall

Cry For Achilles

In Loving Memory

Fortress

Ties That Bind

The Other Side

Brand New Start

Ghost Of Days Gone By

The Last Hero

The End Is Here

Words Darker Than Their Wings

Water Rising

Lover

Wonderful Life (acoustic)

Watch Over You (acoustic)

The Side Of Fate

Broken Wings

Blackbird

Open Your Eyes

 




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