FDB Festival - Stratovarius + Elvenking + Kaledon
26/08/17 - FDB Open Air, Fabrica Di Roma (VT)


Articolo a cura di Federico Falcone

Fabrica Di Roma. "Stasera mi vedo gli Stratovarius al costo di un gelato". Questa frase, udita poco prima di accedere all'area concerto del FDB Festival di Fabrica Di Roma, mi ha strappato non poche risate. Già, perché paragonare il costo di un gelato a quello di un concerto non è cosa da tutti i giorni. Certo, a volte è capitato di partecipare a eventi gratuiti in cui a esibirsi erano band famose o sulla cresta dell'onda, ma la calata italica della band finlandese, fin dal momento della sua conferma, è stata accompagnata da un entusiasmo a dir poco contagioso. Sarà perché sarebbe splendido poter assistere con maggiore frequenza a concerti dal costo così contenuto; sarà perché la band di Timo Kotipelto è ancora lungi dall'ammainare bandiera bianca (per fortuna); sarà perché ricadeva in un sabato sera di un agosto dalle temperature africane, fatto sta che il risultato è stato a dir poco esaltante. Ma procediamo con ordine.

 

Il compito di dare il via alle danze spetta ai romani Kaledon, formazione power metal attiva da circa 20 anni. L'esperienza della band si vede e si sente, e man mano che i minuti passano e i pezzi in scaletta si succedono, il pubblico inizia ad assieparsi sotto il palco. Alla fine del set saranno dodici i pezzi proposti dal gruppo capitanato da Alex Mele che ha salutato i propri fan sulle note di "In Search Of Kaledon". Scende la sera su Fabrica Di Roma e le alte temperature, che fino a quel momento avevano messo a dura prova la resistenza fisica dei metallari più accaniti, finalmente danno una tregua. E, così, tra una gara al tiro a segno o a chi scarica il pugno più forte sul pungiball di turno, si inganna l'attesa. Il clima festaiolo contribuisce a far divertire anche i più integralisti amanti dell'arte creata dall'onnipotente Tony Iommi, i quali si spogliano dei panni del "duro e puro", si sciolgono, e si lasciano andare ai divertimenti più infantili.

 

elvenking

 

Dopo un breve, ma accurato, cambio di stage, salgono sul palco i nostrani Elvenking. Acclamati a gran voce dal pubblico che sta rapidamente riempiendo l'area concerto, il combo power - folk guidato dal singer Damnagoras ha convinto, ancora una volta, per personalità e carisma. Nei circa sessanta minuti avuti a disposizione, infatti, non vi è mai stato un calo d'intensità e anche grazie alla costante interazione con i fan, lo show è stato un successo di entusiasmo e partecipazione. Sugli scudi i chitarristi Aydan e Rafahel, concentratissimi sulle sei corde a deliziare i presenti con melodie power dalle tinte folkeggianti e dai forti richiami all’heavy metal più classico. Fondamentale per il sound proposto è il lavoro del violinista Lethien – sempre presente dal 2009 ad oggi – vero e proprio valore aggiunto in seno alla band e perfettamente supportato da una sezione ritmica precisa e potente. Acclamatissime "Pagan Revolution" e "Neverending Nights", cavalli di battaglia di una band che si sta ritagliando uno spazio sempre più importante anche a livello europeo.

 

L'attesa, inutile negarlo, è tutta per gli Stratovarius al loro primo rientro nel Bel Paese dopo lo SpazioRock Festival 2016.

 

stratovarius2016 

fdbreport0 Dopo un inizio di carriera scintillante, la band finnica ha vissuto momenti difficili a causa delle varie defezioni in line up che ne hanno minato certezze e continuità. Questo, però, non ha minimamente influito sulla capacità - da parte del gruppo - di regalare concerti che resteranno a lungo negli occhi e nelle orecchie di chi ha avuto la fortuna di assistervi. E ieri, 26 agosto, ne abbiamo avuto prova. Dopo una breve presentazione, si spengono le luci e gli headliner della serata fanno il loro ingresso sul palco accompagnati da lunghi incitamenti e scroscianti applausi. Il set si apre con "Speed Of Light", hit presa in prestito da "Episode", cui segue immediatamente "Paradise", direttamente da quel capolavoro del 1997 che fu "Visions" (da cui vengono tratte, inoltre, anche "Coming Home" e "Black Diamond"). Gli Stratovarius si dimostrano da subito in grande spolvero, divertono gli spettatori presenti e - cosa più importante - danno l'impressione di divertirsi. Dettaglio non da poco, perchè è proprio grazie a questo fattore che il feeling con i fan è immediato.

 

 

fdbreport1Sorridenti, precisi e perfettamente coinvolti nell'atmosfera elettrizzante del concerto, hanno offerto una prestazione impeccabile e di altissimo spessore artistico per tutta la durata del set. Nella buona prova corale, a spiccare su tutti, però, è Timo Kotipelto, anima e leader indiscusso della formazione; colui che si è caricato la band sulle spalle dopo l'abbandono di Timo Tolkki e l'ha portata avanti quando oramai sembrava stesse andando tutto alla deriva. Dal primo all'ultimo pezzo incita il pubblico, lo invita a intonare cori e a cantare a squarciagola tutti i ritornelli. Il chorus di "Under Flaming Skies" è tra i più coinvolgenti della serata con la sua corale epicità cantata da tutti i presenti con i pugni chiusi rivolti verso il cielo. Dal recente passato viene eseguita anche "Shine In The Dark", la cui calorosa accoglienza testimonia che anche i più recenti lavori in studio siano ormai perfettamente assimiliati. L'attuale line up degli Stratovarius non ha nulla da invidiare alla formazione storica che fu. Probabilmente ha meno talento ma sicuramente ha tanta presenza scenica ed empatia col pubblico, con la sezione ritmica di Rolf Pilve e Lauri Porra che, nello specifico, è stata autrice di una prestazione impeccabile. A giudicare dagli applausi loro riservati, non devo essere l'unico a pensarla così. "Black Diamond", preceduta da un solo di tastiera da parte di Jens Johansson, e le conclusive "Unbreakable" e "Hunting High And Low" (cantata all'unisono da tutti i presenti, dalla prima all'ultima fila), suggellano uno show intenso e di pregevole fattura. Quando si racconta un concerto l'attenzione principale è rivolta, giustamente, alle band presenti sul palcoscenico. Sono loro che hanno il compito di far divertire ed emozionare il pubblico presente. A loro è affidato l'onere di regalare una serata indimenticabile.

 

fdbreport2 Non sempre, invece, si dà il giusto spazio a chi crede che questi sogni possano prendere vita. Ecco perché è doveroso fare i più sinceri complimenti all'organizzazione di questo evento frutto della collaborazione tra il Comune di Fabrica di Roma e la locale Pro Loco. Massimiliano Scarponi, direttore artistico della manifestazione, ha tenuto a sottolineare la grande passione che li ha portati a cimentarsi in questa impresa. Mi sento di aggiungere, però, che la passione senza il coraggio non è sufficiente a realizzare tali imprese. Aver avuto l'ambizione, mista a quel pizzico di sana e genuina follia, di portare in un paesino di provincia uno dei nomi più altisonanti del power metal mondiale, merita solo applausi e stima incondizionata. Continuate così, ragazzi, ci vediamo il prossimo anno.

 

 

Setlist Kaledon:

1.Tenebrae Venture Sunt
2. The Beginning Of The Night
3. Eyes Without Life
4. The Two Bailouts
5. Evil Behedead
6. The End Of The Green Power
7.The Angry Vengeance
8. Into The Fog
9. The Evil Witch
10. The Fallen King
11. The God Beyond The Man
12. In Search Of Kaledon

Setlist Elvenking:

1. King Of The Elves
2. Elvenlegions
3. The Wanderer
4. Moonbeam Stone Circle
5. Through Wolf’s Eyes
6. Trows Kind
7.Pagan Revolution
8. The Divided Heart
9. Neverending Nights
10. The Loser

Setlist Stratovarius:

1. Speed Of Light
2. Paradise
3. Phoenix
4. EagleHeart
5. My Eternal Dream
6. Visions
7. Under Flaming Skies
8. Coming Home
9. Shine In The Dark
10. Black Diamond
11. Forever
12. Unbreakable
13. Hunting High And Low

 




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