Korn - Hellyeah - Heaven Shall Burn European Tour 2017
12/03/17 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Marta Scamozzi
Le porte dell’Alcatraz di Milano si aprono dopo ore di attesa infinita, prima sotto un sole umido e, verso sera, prede di un vento freddo e fastidioso. Un’ondata infinita di pubblico estremamente eterogeneo si riversa all’interno dell’Alcatraz, stipandosi in ogni angolo disponibile. Trovarsi alle prese con un sold out dell’Alcatraz di Milano dà sempre l’impressione, un po’ poetica, di essere una tra migliaia di formiche aggrovigliate in un barattolo di vetro. 
 
 
HELLYEAH
  
Mezz’ora dopo l’apertura delle porte, con un leggero ritardo sulla tabella di marcia, attaccano gli Hellyeah di Vinnie Paul. La band statunitense sprigiona un’energia che riesce a scaraventare gli ascoltatori davanti ad un palco di fine anni Ottanta, quando ancora il metal era una cosa semplice. Gli Hellyeah offrono uno spettacolo breve ma coinvolgente proponendo, di sei brani in setlist, solo canzoni estratte dagli ultimi due album: “Blood For Blood” e “Undeniable”. Particolarmente intensa è stata l’esibizione del brano “I Don’t Care Anymore”, cover di Phil Collins. Chiunque assista allo show stacca a fatica gli occhi dall’energico batterista, che trascina l’intera band attraverso uno spettacolo breve ma intenso. 

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HEAVEN SHALL BURN
 
Le note leggere dell’atmosferica “Awoken”, seguita da un esplosione assoluta che introduce l’assoluta “Endzenit” è sufficiente a indurre qualsiasi non-estimatore del metal estremo a cambiare la propria religione. Non importa quali siano i tuoi gusti musicali: gli Heaven Shall Burn sono fatti per essere amati. Ma questo lo si capisce solo dopo averne visto un live. Considerando la scarsa frequenza con cui la band teutonica si esibisce nel Bel Paese, il risultato è che, troppo spesso, questi incredibili ragazzi passano troppo inosservati in terra nostrana. Fortunatamente, l’Alcatraz del 12 marzo, straripante di giovani incantati dalle note taglienti provenienti dal palcoscenico, ha contribuito ad aumentare la visibilità di questa incredibile band. Gli Heaven Shall Burn si esibiscono in una scaletta variegata, in cui i pezzi classici si mescolano proporzionalmente alle canzoni estratte dal nuovo album. Peccato per il sound che, come spesso accade per le band di spalla, non è all’altezza della performance. 
 
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KORN
 
Non si puó rimanere delusi da un concerto dei Korn, qualsiasi siano le aspettative con cui si parte. Quando le luci si abbassano e iniziano a lampeggiare i pannelli variopinti intorno al palco si sprigiona un’energia palpabile, complice anche un Alcatraz saltellante, in totale delirio, che intona le note di ogni pezzo cantato da Jonathan Davis. Il protagonista assoluto, dal primo istante, è chiaramente Ray Luzier che, insieme a Zac Baird e le sue tastiere, disegna un ritmo martellante ed estremamente preciso che fa vibrare l’intero parterre in continuazione. Il concerto si apre egregiamente con un’incalzante "Right Now". Segue una perfetta carrellata di pezzi che sfiorano la perfezione, perfezione vacillante a causa del primo scivolone di Davis su una "Word Up" leggermente sottotono. I Korn, ad ogni modo, trovano il modo di farsi perdonare con le tracce seguenti, a cominciare dalla successiva “Coming Undone”, interrotta da “We Will Rock You” come apprezzatissimo e coinvolgente intermezzo.
 
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Bastano poche parole del cantante, pronunciate con una certa fatica, a dare la conferma che il cantato sommerso dagli strumenti, piú che essere dovuto a un problema di sound, è dovuto a qualche piccola imperfezione nella voce, probabilmente affaticata dal tour. Questo insignificante problema tecnico è ampiamente marginato dalle numerose pause (forse troppe) che intercorrono tra una canzone e l’altra, soprattutto nella seconda parte del concerto. Dopo un’incredibile “Shoots And Ladders”, alla quale si incatena qualche verso di “One” dei Metallica, la batteria regala un grandioso assolo che, oltre ad incantare il pubblico e provare ancora una volta l’incredibile abilità di Luzier, regala a Davis qualche minuto di fiato. La chiusura della prima parte di concerto è lasciata a “Good God”, la cui interpretazione ha indotto brividi lungo la schiena a gran parte della platea. Gli encore non possono che essere “Falling Away From Me” e “Freak On A Leash”, eseguite in modo assolutamente impeccabile. I Korn, per i quali il concetto di “leggermente fuori forma” non è lontanamente un problema, si confermano una band che offre interpretazioni intrise di un’incredibile energia in qualsiasi condizione. 

SETLIST KORN
 
01. Right Now
02. Here to Stay
03. Rotting in Vain
04. Somebody Someone
05. Word Up!
06. Play Video
07. Coming Undone
08. Insane
09. Y'All Want a Single
10. Make Me Bad
11. shoots and Ladders
12. Drum Solo
13. Blind
T14. wist
15. Good God

Encore:
 
01. Falling Away From Me
02. Freak on a Leash 




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