Nothing But Thieves - Broken Machine Tour
02/12/17 - Circolo Magnolia, Segrate (MI)


Articolo a cura di Cristina Cannata
"Grazie Milano, è stato bellissimo". 

Con questa frase Conor Mason ringrazia sentitamente le centinaia di teste sudate accorse al Circolo Magnolia lo scorso sabato 2 Dicembre. E dalle facce dei presenti, si capisce che è stato bellissimo anche per loro. 

Breve ma intensa l'ascesa in Italia dei Nothing But Thieves, presenti nel Bel Paese per un'unica data -sold out- del loro tour promosso per presentare ai fan la loro ultima fatica, la seconda della loro carriera, "Broken Machine", arrivata proprio nel bel mezzo dell'ondata di successo che ha travolto la band e che li sta trasportando impetuosamente alle orecchie di tanta, tantissima gente. 

Un bel rapporto, quello che i cinque ragazzotti dell'Essex hanno istaurato con il nostro Paese: i tanti concerti negli anni passati - l'ultima volta la band era apparsa sul palco degli I-Days la scorsa estate - hanno consentito alla alternative rock band britannica di costruirsi un solidissimo zoccolo duro di affezionati. E non si tratta di quegli affezionati per diletto o per moda, ma affezionati convinti, quelli che son disposti ad aspettare diligentemente in fila ore prima dell'apertura porte con una temperatura non proprio conciliante. Così, armati di sciarpe, cappucci e cappellini di lana, le tantissime teste che andranno poi a colmare la sala del Magnolia creano una consistente fila particolarmente eterogenea: accanto a ragazzi giovanissimi spuntano taciti trentenni, gruppetti di coppie e amici più avanti con l'età, genitori entusiasti vestiti per l'occasione e quelli meno entusiasti ma comunque curiosi. Quasi fosse un gioco dai 3 ai 99 anni, insomma. 

La serata invita ad un banchetto particolarmente abbondante: due sono infatti le band d'apertura a cui è affidato il compito di riscaldare la sala. Gli Airways, giovanissima band di Peterborough al loro EP d'esordio, inaugurano lo show proponendo un indie rock che piace e riceve i giusti consensi, prontamente espressi in movimenti corporei scomposti soprattutto dalle prime file. Mezz'oretta di spettacolo e la band britannica lascia il posto agli scozzesi The Xcerts, trio alternative-indie rock con ben tre album alle spalle nonostante la giovane età dei componenti. La loro musica acchiappa e intriga, fa cantare chi li conosce e fa battere il piede a tempo a chi non li conosce. Anche loro dopo trenta minuti di musica, vanno via dal palco tra gli applausi del pubblico. 
 
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L'aria è già abbastanza calda e tesa, l'intrattenimento musicale gentilmente fornito consente ai presenti di sfogare la propria tensione sulle note dei Muse. Con circa sette minuti di ritardo, le luci si abbassano e diventano scure: è finalmente arrivato il momento dei Nothing But Thieves (leggi qui la nostra ultima intervista). 

Accolti da un boato, tra urla acute di giovani fan(atiche) e le voci cavernose degli uomini più attempati, la band britannica saluta i presenti con "I'm Not Made by Design" che letteralmente fa esplodere la sala. L'intensità, la profondità e la "qualità" del rapporto tra la band e i suoi fan è decisamente tangibile: il pubblico accoglie ogni canzoni della scaletta con un'ovazione, non smette di urlare, di saltare, di cantare. Dall'altra parte la band riceve tutta la carica e l'adrenalina del suo pubblico, la assorbe e la rimanda fuori attraverso la propria musica.

La scaletta è decisamente succulenta: accanto ai brani del nuovo album, la band propone tantissime chicche del precedente lavoro come "Trip Switch", "Hostage", "Graveyard Whistling", "Hanging", "Itch", "If I Get High" e "Ban All the Music" cha fanno venire i lucciconi agli occhi ai presenti, indistintamente, giovani e meno giovani. Il pubblico è preparatissimo: conosce tutti i testi a memoria, li recita diligentemente uno dopo l'altro, duetta con il frontman in più occasioni come in "Trip Switch", "Soda","If I Get High" e "Broken Machine", diventando il sesto membro attivo del gruppo. Tutto ciò anche grazie al lavoro di Conor che si dimostra un bravo trascinatore ed animale da palco: tra qualche parola in italiano tipo "fantastico!" e qualche frase a caso ("ma che cazzo!"), scruta il suo pubblico, lo saluta, gli parla, lo coinvolge, si accerta che si stia divertendo, e lo invita a cantare ad ogni canzone a forti colpi di "Sing with me!". 
 
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I Nothing But Thieves dimostrano di aver ormai acquisito una certa consapevolezza: affrontano tutto quel mare umano baccante senza fare una piega, non sbagliando un colpo, come dei veri e propri professionisti quali ormai sono. La scaletta scorre velocissima tra "I Was Just a Kid", che il frontman dice essere la canzone preferita dagli italiani, e una romanticissima interpretazione di "If I Get High" che fa scappare qualche bacio particolarmente appassionato in sala. "Broken Machine" porta il disibilio il pubblico, seguita "Free Fallin'", omaggio da parte della band alla memoria del grande Tom Petty. Sulle ultime note di "Sorry" la band scompare per pochissimi minuti dal palco prima di ritornare per proporre ancora due canzoni: "Particles" e "Amsterdam". Qui il pubblico non resiste e tutti, davvero tutti, saltano su e giù, facendo tremare la pedana della sala.

La band saluta, ringrazia, soddisfatta di aver divertito e di essersi divertita. Il pubblico applaude e ringrazia di conseguenza. Emozioni forti e la promessa di ritornare a vederli per le prossime date, già annunciate, di febbraio. E anche lì, siamo sicuri, che "sarà bellissimo!". 
 
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Setlist 
 
I'm Not Made by Design
Live Like Animals
Trip Switch
Wake Up Call
Soda
Hostage
Drawing Pins
Graveyard Whistling
I Was Just a Kid
Hanging
Itch
If I Get High
Broken Machine
Free Fallin'(Tom Petty cover)
Hell, Yeah
Ban All the Music
Sorry

Encore
 
Particles
Amsterdam 



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