The Offspring - Postepay Sound Rock In Roma 2017
02/08/17 - Ippodromo Delle Capannelle, Roma


Articolo a cura di Simone Maurovich

Cala il sipario sull'edizione 2017 del Postepay Sound Rock In Roma, e lo fa all'insegna del punk rock. L'ultima data della rassegna capitolina vede il ritorno a Roma, dopo diversi anni, degli Offspring, accompagnati in questa tappa dai Pennywise e dai Millencolin.


Sono proprio i Millencolin, formazione svedese nata nel 1992, a dare il La alla serata con il loro sound esplosivo, iniziando a far muovere e a scaldare il pubblico presente. Scaldare per modo di dire, vista la cappa di calore che attanaglia la capitale da qualche giorno, ma che non ha in nessuna maniera fermato il popolo del punk pronto, dopo un piccolo ristoro, a tornare a saltare e far alzare più polvere possibile dall'Ippodromo delle Capannelle insieme ai Pennywise. Il gruppo californiano, originario di Hermosa Beach, dopo quasi 30 anni di carriera, ha l'onore di suonare per la prima volta a Roma, e dimostra di non sentire affatto la pressione, né di soffrire particolarmente le alte temperature. Si lanciano immediatamente in sonorità harcore e punk dal ritmo vertiginoso, merito anche dell'infallibile batterista Byron McMackin che sostiene l'altissima velocità dei brani proposti dalla band. Subito dopo un inizio a mille all'ora, il leader e voce del gruppo, Jim Lindberg, guarda le persone assiepate in prima fila e inizia a leggere i nomi delle band raffigurati sulle loro magliette: Motörhead, Nirvana, Ramones. Ed è su questo ultimo nome che il pubblico romano intona uno dei ritornelli più famosi di sempre della scena punk, quel "Hey Ho, Let's Go" tipico di "Blitzkrieg Bop" che i Pennywise suonano alla loro maniera dando un'ulteriore scossone alla loro fin qui ottima performance.  "Fuck Authority" dà il modo a Lindberg di fare sfoggio di una delle parole imparate nella nostra lingua, quel "Vaffa" che risuona potente e che la band chiederà più volte al pubblico di ripetere. Ma le sorprese non finiscono qui, perché il gruppo californiano propone una seconda cover. Dopo aver dedicato il brano a Kurt Cobain con la frase "Kurt Cobain Rest In Peace", si alzano alte le note di "Territorial Pissing" che avvia, in una nuvola densa di polvere, l'esibizione del gruppo verso la fine, non prima di aver ringraziato ancora una volta il caloroso pubblico per il proprio supporto.

 

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Ci si aspetta di li a poco l'ingresso degli headliner The Offspring, ma la band ritarda la salita sul palco. Sono quasi le 23 quando fa capolino la chioma bionda di Dexter Holland sullo stage e, mentre la band attacca con "You Gonna Go Far, Kid", salta subito all'occhio una novità inaspettata: non c'è Noodles con la band e questa assenza farà pensare che possa essere stata questa defezione a far ritardare l'inizio della performance. Come se non bastasse, l'inizio di Holland non è dei migliori, in evidente difficoltà con le note alte, tanto da steccare alcuni acuti e "costringere" la band ad abbassare tempo e tonalità di esecuzione dei brani.
Con questo nuovo assetto sonoro, il gruppo proveniente da Garden Grove, California, torna sui suoi livelli, e quando dagli altoparlanti risuonano gli accordi di "Come Out And Play" la polvere, appena scomparsa dopo l'esibizione precedente, torna di nuovo alta in un'esplosione di passione delle migliaia di persone accorse per il concerto.
La scaletta ripercorre quasi tutta la storia degli Offspring e passa da album come "Smash" al penultimo "Rise And Fall, Rage And Cage" senza però attingere dall'ultimo "Days Go By", scelta anche questa piuttosto particolare.
C'è tempo anche per il gruppo capitanato da un nel frattempo ritrovato Dexter Holland di esibirsi in una cover, e, qui in Italia, mai giro di basso fu più riconoscibile di quello di "Seven Nation Army" dei White Stripes che accompagnò, nel 2006, la cavalcata mondiale della nazionale fino alla conquista della Coppa Del Mondo a Berlino.

 

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La prima parte di un abbastanza contenuto, temporalmente parlando, concerto si esaurisce con "Pretty Fly (For A White Guy)" che ancora una volta, però, mette a nudo le difficoltà di Holland miste anche a un non perfetto settaggio della parte vocale, cosa che non avviene invece con il resto della strumentazione che più di una volta ingloba anche la voce del biondo frontman.
Dopo qualche minuto di pausa, il gruppo torna per un bis chiude la sua esibizione, dopo poco più di un'ora di concerto, con "Self Esteem".
La band saluta frettolosamente il pubblico dando loro appuntamento al più presto e lasciando il palco, a mezzanotte in punto, mettendo la parola fine a questa stagione estiva di concerti a Roma ma lasciando più di una perplessità su un'esibizione che, scendendo nel particolare, avrebbe potuto essere di gran lunga migliore e che forse ha risentito più del necessario della mancanza di una delle colonne portanti della band, quella di Kevin "Noodles" Wasserman.

 

SETLIST THE OFFSPRING

You're Gonna Go Far, Kid
All I Want
Half-Truism
Come Out And Play
Genocide
Seven Nation Army (Cover White Stripes)
Original Prankster
Staring At The Sun
Want You Bad
What Happened To You?
Bad Habit
Gone Away
Hit That
Why Don't You Get A Job
(Can't Get My) Head Around You
Pretty Fly (For A White Guy)
Encore
Americana
Self Esteem




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