Stone Sour + The Pretty Reckless - Tour 2017
15/12/17 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Pamela Piccolo
L'ultimo concerto del 2017 di Vertigo ha portato all’Alcatraz di Milano due band energiche come I The Pretty Reckless e gli Stone Sour. 

I primi, attivi dal 2007 e con tre album alle spalle, sono nati da un’idea della modella ed ex attrice Taylor Momsen, che ricorderete essere stata la bambina protagonista del film "Il Grinch". Messa da parte la carriera cinematografica, la Momsen ha saputo creare con i suoi The Pretty Reckless un hard rock ruvido, graffiante, a tratti blues e post grunge. 

La band propone brani estratti da tutta la sua discografia, acclamata dai presenti in sala. “Hangman”, “Make Me Wanna Die” e “Going To Hell” sono alcuni esempi di brani su cui il pubblico dà il meglio di sé. I The Pretty Reckless non cedono o cadono, mai. Sono una band forte e di adrenalinica qualità, la cui cantante potrebbe diventare una nuova icona del panorama rock. Si muove sinuosamente alla Debbie Harry, colpisce e lascia il segno. È una piccola furia bionda accompagnata da musicisti di rispetto che sembrano fondersi con il palcoscenico. 

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«We live (we live), we die (we live)
We never wonder why
It's not (it's not) too late (too late)
To fight the hands of fate»

Con la grinta di “Taipei Person/Allah Tea” gli Stone Sour danno il colpo di grazia a un Alcatraz già completamente sotto assedio per il post The Pretty Reckless. Di ritorno in tour dopo l'uscita di “Hydrograd”, il nuovo album della prima band fondata da Corey Taylor (non il suo side project, come molti pensano) è al centro della loro esibizione. Taylor e compagni infiammano subito il palco e si buttano prepotentemente nel loro spettacolo. Tra nastri luccicanti e coriandoli sparati in sala da Taylor, rulli di batteria e un buon gioco di intersecazioni di chitarre, le prime tracce di “Hydrograd”, che come da prontuario in casa Stone Sour vengono proposte con lo stesso ordine che hanno su disco, esaltano i partecipanti senza mezze misure. La band è in forma ed è sgargiante come sempre. Corey sembra essersi ripreso perfettamente dall'operazione chirurgica subìta l’anno scorso in seguito alla rottura del collo, avvenuta senza che l'artista se ne rendesse conto. E quindi ci si butta a capofitto nelle evergreen “Made of Scars”, “Reborn” e “30/30-150”. Pogo e headbanging sono all’ordine del giorno in qualsiasi live in cui la band dà visibilmente prova d’essere carica, di divertirsi e di saper far divertire. 

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Accanto all’aggressività di tracce come “Cold Reader”, gli Stone Sour si lasciano andare ai sentimentalismi e al loro lato più morbido con “Tired”, “Song #3” e una “Through Glass” cantata da tutto il giovane pubblico nella venue. Peccato la band non abbia messo in scaletta qualcosa di più distruttivo come “RU486”; ciononostante, Taylor interagisce con il proprio pubblico intrattenendolo con complimenti e piccoli sketch che non riportiamo su carta, ma che ci strappano ancora non poche risate. Ci saremmo sinceramente aspettati un tributo a Bennington, invece il momento cover della serata ha visto “Walking On the Moon” dei The Police aprire a “Hesitate”. Chitarra elettrica alla mano, Taylor ha dedicato il brano tratto dal rock “Audio Secrecy” a tutte le donne presenti invitando i gentlemen in sala a cantarla per, magari, fare colpo. 
 
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L’unica data italiana degli Stone Sour ha corrisposto al loro ultimo concerto del 2017. La band ha quindi festeggiato il meritato riposo dopo uno show infuocato dove il suo frontman si è risparmiato. La voce di Taylor non era sempre presente, spesso ha lasciato che il pubblico cantasse al suo posto generando un continuo scambio di palla. Non sono mancati i sentiti ringraziamenti da parte di Taylor in qualità di portavoce della band per il supporto che l’Italia gli ha riservato in questi venticinque anni e per il fatto che "E' così fottutamente bello essere tornati in questo club con tutti i nostri pazzi fan italiani stasera!". L’alchimia dei membri degli Stone Sour si è dunque riversata sul pubblico, soddisfatto per questo regalo di Natale anticipato.      

Qui la fotogallery della serata.
 
Setlist
Taipei Person / Allah Tea
Knievel Has Landed
Made of Scars
Reborn
Say You'll Haunt Me
30/30-150
Hesitate
Tired
Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I)
Do Me a Favor
Cold Reader
Get Inside
Song #3
Through Glass
 
Encore
Gone Sovereign
Absolute Zero
Fabuless



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