Patrick Wolf
11/09/09 - Magnolia, Milano


Articolo a cura di Fabio Rigamonti

La manifestazione culturale MITO, giunta quest’anno alla sua terza edizione, ha portato in quel di Milano, venerdì 11 settembre scorso, uno degli artisti indie pop più chiacchierati del momento: il talentuoso Patrick Wolf.
E dove collocare un artista inglese del calibro del sig. Lupo, se non al circolo culturale Magnolia nei pressi dell’Idroscalo?

Vorrei cominciare subito elogiando la location: il centro multifunzionale Magnolia (dotato di cucina, bar, negozi e stand vari) ha dimostrato una professionalità sconcertante, montando un palco di ragguardevoli dimensioni all’esterno dell’area del locale, con tanto di giochi di luce e di attrezzature che, a livello di sound, hanno restituito una cristallinità ed una potenza in volume degna di locali ben più professionali adibiti al live per  uso quasi esclusivo.
Il tutto, poi, al prezzo veramente competitivo di 10 Euro: come a dire che, insomma, non sempre bisogna spendere 30 Euro per avere la speranza di trovare dotazioni decenti.
Inoltre, ci è stato messo a disposizione tutto il necessario per potervi restituire, quanto prima, una succosa videointervista con Patrick Wolf in carne ed ossa. Presto su queste pagine, restate sintonizzati!


patrick_live_1
 

Per quanto riguarda il concerto vero e proprio: dopo aver visto misteriosamente sparire dal programma l’opening act di Todd Terje, Patrick giunge, invero piuttosto in ritardo, ad aprire le danze sulla sacrale “Who Will?”, qui resa ancora più drammatica da un’enfasi esagerata posta nella gestualità e nell’interpretazione. La voce del giovane cantautore inglese si dimostra già piena, potente ed estremamente versatile, tanto che anche la successiva power-ballad di “Bluebells” viene proposta con la medesima intensità, anche con un inatteso pieno coinvolgimento di una parte del pubblico (quelli accampati nelle prime file, i fedeli che hanno affrontato senza timore alcuno la pioggia torrenziale che si è abbattuta prima dell’inizio del concerto).

Lasciatemi aprire una larga parentesi sul pubblico, a questo punto. Io per primo, onestamente, non so bene come interagire, abituato all’energia del rock/metal, in eventi pop cantautoriali come il concerto di Patrick Wolf. Tuttavia, ho constatato come il numeroso pubblico (ho stimato circa 700-800 presenze, numeri comunque sovrabbondanti rispetto alle frequenze cui sono solito, con rammarico, assistere ultimamente in ambito metal) ha partecipato con vivo entusiasmo quantomeno sui singoli, segno evidente che la notorietà di Patrick Wolf sta diventando sempre più consistente, arrivando ad interessare anche diverse fasce di pubblico.

patrick_live_2Ma stavamo parlando del concerto: con “The Bachelor” Patrick si abbandona ad un concitato tip-tap sul finale, rendendo il pezzo più folkloristico di quanto già non appaia, mentre è con “Tristan” che mi accorgo con sconvolgente chiarezza di un’intuizione che già serpeggiava nella mia mente ascoltando i primi 3 pezzi: le canzoni di Patrick Wolf rendono meglio dal vivo, tutte e senza distinzione alcuna di album.
Per quanto riguarda lo show di Milano, il merito era sicuramente dovuto alla strumentazione: la presenza di un batterista vero on stage ha permesso di avere un’inedita pienezza di suono, relegando le basi registrate solo agli inserti puramente sintetici ed industrializzati.
Uniamo quindi la violinista, il bassista, l’uomo del computer ed il talento pulistrumentale di Patrick (diviso tra la viola, la chitarra elettrica e le tastiere): insomma, il suono era davvero…maturo.
E’ stato, quindi, semplicemente da brividi assistere ad una “Damaris” introdotta da un inedito abbraccio tra viola e violino, ascoltare la dirompenza della chitarra elettrica su “Hard Times”, oppure abbandonarsi divertiti ed estatici sulle note leggere della celebre “The Magic Position” (peraltro introdotta da un divertito accenno di “Like A Virgin” di Madonna).

Dopo aver dichiarato a più riprese il suo amore per il nostro Paese , Patrick abbandona momentaneamente il palco, salvo tornare pochi minuti dopo, introdotto dalla sirena apocalittica dell’intro “Kriespiel” per presentare l’ultima, vera, canzone della serata: quella torbida ed eccessiva “Vulture”, un puro esempio di elettronica morbosa che, onestamente, davvero mancava.
Ovviamente, l’esecuzione di “Vulture” è stato il pretesto ideale per vedere all’opera il Patrick più eccessivo, colui che si è sdraiato sulle casse ai lati del palco abbandonandosi ad un canto veramente privo di ogni forma di self control. Riflettendoci ora a mente fredda, devo dire che non poteva esserci una conclusione migliore, perché “Vulture” ha lasciato il pubblico bello caldo e carico di energia.

…Caldo e decisamente dispiaciuto, tuttavia, di vedere finire una serata così magnifica sin troppo presto! Se c’è, difatti, un unico difetto che si può segnalare a proposito di questo concerto, questo è senza alcun dubbio la sua brevità. Una 70ina di minuti scarsi di musica, quando Patrick possiede un repertorio ed una bravura, nonché padronanza di sé, necessari ad arrivare quantomeno al minimo sindacale dei 90 minuti.

Detto questo, Patrick ha salutato tutti invitandoci al concerto programmato per ottobre in Firenze.
Devo ammettere che, ripensando a tutte le sensazioni positive di questo concerto, il pensiero di non poterci essere in quell’occasione mi mette addosso molta tristezza mentre concludo questo articolo…


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Una serata da ricordare negli anni a venire, uno di quegli eventi che ti fa tornare a casa contento ed anche arricchito dal punto di vista culturale. Grazie infinite Patrick Wolf, sei davvero unico!

Si ringrazia il personale di MITO, Promorama, Locusta Booking Agency e del Circolo Culurale Magnolia per la completa disponibilità e la grande professionalità.

SETLIST

Who will?
The Bluebells + Bluebells
The Bachelor
Tristan
The Libertine
Damaris
The Sun Is Often Out
The Stars
Wolf Song
Wind In The Wires
Hard Times
The Magic Position (intro: Like A Virgin)

ENCORE:
Kriespiel
Vulture




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