Gamma Ray - To The Metal Tour
16/02/10 - Magazzini Generali, Milano


Articolo a cura di Daniele Carlucci

A due anni e mezzo di distanza dall’Hellish Tour in compagnia degli Helloween, i Gamma Ray fanno ritorno in Italia e questa volta in veste di assoluti headliner . A supportare la band di Kai Hansen ci pensano gli italiani Secret Sphere e i Freedom Call, gruppo fondato da Dan Zimmermann assieme a Chris Bay nel 1998.


Ad ospitare l’evento sono i Magazzini Generali di Milano, che, oramai, in città rappresentano l’unica alternativa all’Alcatraz, da quando il Rolling Stone ha chiuso i battenti; comunque della location, alquanto discutibile, parleremo meglio più avanti. La serata viene aperta dai nostrani Secret Sphere, che destano un’ottima impressione sia al sottoscritto, che al pubblico presente, a giudicare dalla sua buona risposta. Quel che colpisce, al di là delle capacità tecniche non indifferenti dell’intera band, sono le grandissime doti vocali del cantante Ramon Messina. Inoltre durante lo spettacolo fa la comparsa sul palco Alessandro Conti, vocalist dei Trick Or Treat, in un piacevole momento di orgoglio tutto italiano. Dopo la buonissima prova dei Secret Sphere (a cui però è stato lasciato davvero poco spazio), entrano in scena i Freedom Call, che si renderanno protagonisti di uno show che, personalmente, ho trovato noioso e troppo lungo, ma per buona pace del sottoscritto, il pubblico è sembrato abbastanza coinvolto ed interessato.


Ora veniamo al clou della serata e cioè la performance di Kai Hansen e soci. Dopo il consueto intro, rappresentato da “Welcome”, è “Gardens Of The Sinner” ad aprire le danze per la felicità dei fan, che hanno dovuto attendere più del previsto, rispetto all’orario prestabilito per l’inizio del concerto. A seguire arriva subito il momento di ascoltare qualche brano estratto da “To The Metal”, ultimo, discusso, nato in casa Gamma Ray: ecco che si susseguono “Empathy” e “Deadlands”, in cui l’intermezzo di chitarra nell’assolo ricorda terribilmente quello presente nella storica “Kill The King” dei Rainbow. Il terzo nuovo brano è “Mother Angel”, ma prima viene eseguita “Fight”, pescata da Majestic (2005). Le canzoni del nuovo album guadagnano nuova linfa in sede live, ma non abbastanza per spostare il giudizio che lo colloca tra i lavori più deludenti dell'intera discografia della band. A questo punto il concerto prende una piega gradita ai fan di lunga data del gruppo, perchè il jukebox del raggio gamma segna l'anno 1995 e tutti quanti sanno che questo vuol dire il capolavoro assoluto che è “Land Of The Free”: la breve “The Saviour” introduce “Abyss Of The Void” per l'entusiasmo generale, prima che i riflettori vengano puntati su Dan Zimmermann per l'usuale solo di batteria. A questo punto è il turno di un'intensa “Armageddon” che vede tutti i quattro musicisti sugli scudi, in uno dei più bei momenti della serata. Ora mai lo show è nel suo momento caldo, ma a raffreddarlo ci pensano la title-track del nuovo cd (troppo simile a “Metal Gods” dei Judas Priest) e, soprattutto, la ballad “No Need To Cry”, appartenente sempre all'ultimo full-length della band: senza mezzi termini l'ho trovata un po' fuori luogo e decisamente risparmiabile, perchè i brani lenti sono assolutamente graditi, ma bisogna sceglierli appropriatamente (e penso a “The Silence” ad esempio). Come un toccasana, si ritorna subito a “Land Of The Free”, ma stavolta la portata è ben più ricca della precedente: una dietro l'altra “Rebbellion In Dreamland” e “Man On A Mission” si abbattono come una furia su un pubblico in delirio, che finalmente inizia ad assaporare concretamente qualche pezzo da novanta. Dopo una breve pausa i Gamma Ray ritornano sul palco per il gran finale, che prevede in successione “New World Order”, la monumentale “I Want Out” (Helloween dell'epoca Hansen) e la conclusiva “Send Me A Sign”. Ultima parte con il botto, che sicuramente fa guadagnare spessore ad un concerto che ci ha messo forse troppo tempo a decollare, complici le scelte penalizzanti delle canzoni suonate. Globalmente lo spettacolo è stato buono, con i membri della band capaci, come al solito, di essere delle vere e proprie macchine quasi perfette dal vivo: in tutto l'unico piccolo neo è stata la mancanza di voce del buon Kai Hansen verso la fine della serata, in cui è apparso un po' affaticato.


Uno show fatto di luci ed ombre, perché se da un lato la classe e l’enorme capacità di rendere al meglio dal vivo, da parte della band, sono indiscusse ed indiscutibili, dall’altro si deve fare i conti con due aspetti non trascurabili che hanno condizionato l’intero spettacolo. Punto primo la scaletta: siamo tutti d’accordo che il fatto di promuovere un disco significhi suonarne delle canzoni anche durante il tour di supporto, ma alla fine del concerto chi mi spiega dove sono le varie “Heavy Metal Universe”, “Heaven Or Hell”, “Tribute To The Past”, “Valley Of The Kings”, “Land Of The Free”, “Last Before The Storm”…?  Seconda cosa, e qui veniamo davvero al tasto dolente, il locale: si potrebbero dire mille cose, ma si può condensare il tutto affermando che i Magazzini Generali sono il posto meno adatto ad ospitare un concerto. Un luogo di dimensioni ridotte, con acustica tutt’altro che ottimale, mal concepito per il live: diciamo che è ideale come discoteca, ma di certo non può ospitare degli eventi del genere. Vedere i Gamma Ray dal fondo di un corridoio non è esattamente ciò che mi aspettavo e la domanda continua che mi frulla in testa dalla sera dello show è sempre la stessa: ma perchè il concerto non è stato fatto all’Alcatraz, concedendo anche solo il palco minore? L’ultima cosa che desidero fare, è però addentrarmi in discorsi di questo tipo, anche perché non siamo a conoscenza delle problematiche che si incontrano nell’organizzare eventi del genere e non sarebbe rispettoso nei confronti di chi invece ne deve avere a che fare. Ciò che rimane è il rammarico per uno spettacolo che poteva essere molto più interessante e che purtroppo è stato condizionato ampiamente da fattori esterni.


Setlist:

01.Welcome

02.Gardens Of The Sinner

03.Empathy

04.Deadlands

05.Fight

06.Mother Angel

07.The Saviour

08.Abyss Of The Void

09.Drum Solo

10.Armageddon

11.To The Metal

12.No Need To Cry

13.Rebellion In Dreamland

14.Man On A Mission


Encore:

15.New World Order

16.I Want Out

17.Send Me A Sign




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