Folkstone + Herjan + Lou Quinse
04/03/10 - Live Club, Trezzo d'Adda


Articolo a cura di Fabio Rigamonti
C’è il profumo delle grandi occasioni nell’aria, quando raggiungo il Live di Trezzo giovedì 4 marzo per la presentazione ufficiale al pubblico del nuovo album dei bergamaschi FolkstoneDamnati Ad Metalla” (in uscita in tutti i negozi di dischi il 20 di marzo).
D’altronde, la band bergamasca sa di avere a disposizione uno dei locali più belli della Lombardia (per chi scrive, il migliore. Per come la vedo, il sorpasso con l’Alcatraz è stato effettuato, ora lo storico locale milanese ha dalla sua solo le dimensioni – assurdo se si pensa che non offre però la logistica necessaria alle grandi dimensioni, leggi: parcheggio adeguato), e sa che ci saranno molti addetti stampa in sala, tutti ansiosi di vedere se la maturazione raggiunta su cd dalla band sia stata, inevitabilmente, trasposta anche in sede live.

Procediamo con ordine. Ad aprire la serata, i veronesi Herjan. Ho già avuto modo di vedere all’opera questi baldi giovani in occasione del Fosch Fest, e devo dire che li ho trovati migliorati rispetto all’estate scorsa. Il folk metal brutale e pagano di cui si fanno autori gli Herjan ha cominciato a scaldare gli animi del pubblico, pubblico che si è dimostrato sufficientemente coinvolto anche durante l’act della seconda band in programma, ovvero i torinesi Lou Quinse.
Sui Lou Quinse non vorrei spendere troppe parole, ho trovato la loro esibizione eccessivamente… confusa. Non mi hanno dato nessuna idea di coesione, quanto piuttosto di un ensemble numeroso (flauto traverso, hurdy gurdy – per gli amici ghironda – e fisarmonica in formazione, oltre che tutti i classici strumenti del metal) con ogni singolo elemento che cercava di spiccare sull’altro. Consiglio poi al cantante di non porsi in modo così “nu” nei confronti della musica della sua band, perché onestamente le movenze alla Fred Durst non giovano affatto nel folk metal.

Rapidissimo cambio di palco, ed ecco arrivare i nostri briganti di montagna – in versione “estesa” grazie alla partecipazione speciale alla chitarra ed al bouzouki di Maurizio dei Furor Gallico - che, durante la prima parte dello show, privilegiano totalmente il neonato “Damnati Ad Metalla”, come d’altronde è giusto che sia, data la natura dell’evento.
Ed ecco sciorinate, una via l’altra, l’introduzione davvero d’impatto “Ol Bal Di Oss”, “Longobardia” (il pubblico qui già si scalda), “Aufstand!”, “Freri”, “Un’altra Volta Ancora” (qui il pubblico già canta gli “eh!” del coro, segno che ha studiato a fondo le anteprime messe a disposizione della band) ed il singolo “Anime Dannate”.
Ad eccezione forse proprio di quest’ultima canzone, già tutte le altre si dimostrano “piene” in dimensione live, acquisiscono corpo ed impatto, e difatti il pubblico, pur non conoscendo i pezzi, si dimostra fedele, accorato e pienamente sostenitore di una band che già conferma l’impressione di maturità acquisita anche in sede live, con un Lorenzo sempre ispiratissimo e simpatico ed un Ferro quasi mefistofelico nell’incitare il clamore della folla.
Ovviamente, durante la serata il pubblico letteralmente esplode sui vecchi pezzi, platea che, a questo punto della serata, raggiunge una quota numerica piuttosto consistente (300-400 unità). Partono “Folkstone” ed “Alza Il Corno”, prima che l’attenzione torni sul nuovo album con l’intermezzo musicale di “Luppulus In Fabula” prima, e poi con “Terra Santa” (magnifica in versione live, semplicemente travolgente), la brutale “Senza Certezze”, la dolce e fascinosamente contemplativa “Nell’Alto Cadrò” (dedicata all’alpinista bergamasco Roby Piantoni, morto nel tentativo di scalare il monte Shisha Pangma in Tibet, come ci confesserà Lorenzo in sede di un’intervista la cui pubblicazione è prossima) e la granitica “Vortici Scuri”.

Tempo quindi di uscire un attimo di scena, di far partire la versione corale di “Rocce Nere” (quella che conclude l’ultimo lavoro discografico), salvo tornare sul palco e far impazzire il Live di Trezzo con l’esecuzione della versione metallica della canzone che, già da ora, si può definire il cavallo di battaglia dei Folkstone (con il pogo feroce delle prime file a suggellare la sacralità del titolo).
La platea è in fiamme, i nostri dovrebbero finire qui la loro esibizione, ma non c’è verso: ne vogliamo tutti ancora!

Ed allora, seconda tornata di Encore! Dapprima, “Con Passo Pesante”, e poi, quando tutte le speranze di vederla eseguita durante la serata stavano per esaurirsi, ecco esplodere l’altro cavallo di battaglia dei Briganti, e sto ovviamente parlando della totalmente goliardica “In Taberna”.
Sono e resto convinto di una cosa: i Folkstone, dal vivo, non potranno mai e poi mai deludere!

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