Elvenking - Reader of the Runes - Divination
16/11/19 - Legend Club, Milano


Articolo a cura di Stefano Torretta

Approfittando di un momento di pausa delle pessime condizioni climatiche delle ultime settimane, va in scena dal Legend Club di Milano una delle rarissime esibizioni italiane degli Elvenking. È un’occasione molto ghiotta, da non perdere, anche perché vale la pena sentire come i nuovi brani provenienti dall’ultimo album in studio del combo friulano, “Reader Of The Runes – Divination”, suonano in versione dal vivo. Anche molti appassionati devono pensarla in questo modo, dato che fin dall’inizio dello spettacolo, aperto da due band di supporto di ottimo carisma e coinvolgimento, si registra una sostenuta affluenza, cosa più unica che rara di questi tempi. Merito, oltre che della gustosa proposta musicale delle tre band della serata, anche di prezzi d’ingresso estremamente popolari.

Ad aprire le danze ci pensano gli Aexylium: la formazione varesina non si risparmia e dà vita a un’esibizione potente e variegata. Focalizzata sull’album di debutto “Tales From This Land”, si sposta lungo diversi assi musicali, dal folk classico all’irlandese di “Revive The Village” a quello più festereccio di stampo scandinavo di “Radagast”. Sono tanti i motivi per apprezzare questa band, dalla presenza sul palco del flauto di Leandro Pessina e del violino di Federico Bonoldi, ai testi che spaziano senza soluzione di continuità, mostrandoci spaccati che giungono dal mondo della pirateria di “Black Flag” a quello delle saghe nordiche di “Into The Jaws Of Fenrir” o fantasy del Signore degli Anelli del già citato “Radagast”. Peccato che il mix live abbia penalizzato, e pesantemente, quanto di buono proposto dagli otto musicisti: batteria scoppiettante, flauto coperto in molte occasioni, ritorni fastidiosissimi dalle casse. Visto l’impegno e la proposta musicale che ha fatto subito presa sul pubblico è un peccato non averli potuti godere fino in fondo.

Anche l’esibizione dei Trewa non è stata delle più tranquille, sempre per colpa di problemi con le casse e per continue difficoltà al violino di Filippo Pedretti. La band comasca è ferma ai box ormai da diversi anni e quindi il set proposto proviene dall’album “Beware The Selvadic”, ormai datato 2016. Rispetto all’esibizione scoppiettante degli Aexylium, i Trewa risultano molto più ricercati e soft, nella migliore accezione del termine. La voce di Lucia Amelia Emmanueli aiuta tantissimo a donare un’aura quasi evanescente a brani come “Awakening (Nemus Cibeles)” o “Figlio Della Luna” particolarissima cover di uno dei brani più famosi dei Mecano e già coverizzato dai Theatres des Vampires nell’album “Moonlight Waltz”. La conclusiva “Calyton” è una stuzzicante virata in ambiti gitani/hiddish che non può non far muovere e cantare tutto il pubblico. Vi è tempo anche per giocare con il tema portante della trilogia di Ritorno al Futuro. Ogni brano mostra quante possibilità incompiute abbia la band e si spera che possano tornare al più presto in sala di incisione per dare corpo alla loro visione personale di folk.

 

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È finalmente tempo della portata principale, ovvero l’attesissima esibizione degli Elvenking. Fin da subito è ben chiaro come i brani provenienti dal nuovo album siano fantastici non solo su CD o vinile, ma anche in versione live: “Heathen Divine”, “Sic Semper Tyrannis”, la coinvolgente “Silverseal”, “Under The Sign Of A Black Star” e “Divination” fanno ballare, fanno cantare, fanno muovere il pubblico, la più chiara dimostrazione di come questi pezzi siano stati già assimilati e apprezzati. Sommati alle canzoni provenienti dagli ultimi due album, ovvero “Secrets Of The Magick Grimoire” (“Draugen's Maelstrom” e “The One We Shall Follow”) e “The Pagan Manifesto” (“Pagan Revolution”, “Moonbeam Stone Circle” e “Elvenlegions”) compongono un blocco compatto che ci mostra l’ottima vena creativa degli ultimi anni dei friulani: unità d’intenti e di visione che anche dal vivo va a costituire la parte più cospicua del loro live. Fa sempre piacere vedere come le usanze di scatenarsi sotto il palco con un bel pogo vecchio stile non vengano disattese, grazie anche a brani come “Hobs An' Feathers”, la già citata “Divination” o “The Wanderer”. Se tutti i brani proposti hanno un ottimo impatto sul pubblico, la sorpresa della serata è sicuramente la versione in acustico di “On The Morning Dew”, estratto da “The Winter Wake” che si fregia della presenza su palco della bella e brava Chiara Tricarico (Moonlight Haze, ex Temperance): un po’ di femminilità, in mezzo a sei sudati e scatenati musicisti, non può che donare un qualcosa di più a una serata già speciale di suo. Ciò che invece non è una sorpresa ma di certo stupisce è la bravura di Fabio “Lethien” Polo e di come il suo violino non sia uno strumento accessorio nella musica degli Elvenking bensì uno degli elementi di punta: al di là di tutti i suoi contributi all’interno dei vari brani, imprescindibili, ciò che colpisce e che fa capire come i friulani non siano una delle tante band fotocopia in circolazione per quanto riguarda l’ambito folk o power sono i due momenti di virtuosismo a metà scaletta. La sua prestazione all’interno di “Hobs An' Feathers”, che vede il suo apice nell’assolo supportato dalla sezione ritmica di Alessandro “Jakob” Jacobi e Marco “Lancs” Lanciotti, o il momento in solitaria con batteria, atmosferico e quasi da score cinematografico, mostrano al meglio le infinite possibilità della band ed una visione che si distacca dai soliti triti e ritriti stereotipi di assoli di batteria, basso o quant’altro. L’energia trasmessa dal combo friulano lungo tutta l’esibizione è una costante, un piccolo tassello di ottima musica italica che non sempre riceve da parte di pubblico e critica la risposta che meriterebbe. Damna e soci riescono a coinvolgere, dal primo minuto fino alla conclusiva “The Loser”, un muro di suono compatto, potente e diretto, un ottimo biglietto da visita del loro sound e saluto finale della band.

Setlist Elvenking

Intro: Perthro
Heathen Divine
Sic Semper Tyrannis
Draugen's Maelstrom
Pagan Revolution
Intro: A Prayer To Cernunnos
Moonbeam Stone Circle
Silverseal
Through Wolf's Eyes
Hobs An' Feathers
On The Morning Dew
Under The Sign Of A Black Star
The One We Shall Follow
Divination
The Divided Heart
Elvenlegions
Neverending Nights

Encore:
The Wanderer
The Loser




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