Airbourne- European Tour 2019
29/10/19 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Federico Barusolo
Una serata elettrizzante quella che aspetta il pubblico accorso all'Alcatraz di Milano lo scorso martedì sera. La scaletta della serata dice Supersuckers e - soprattutto - Airbourne, in una notte esplosiva e dal forte sapore hard rock. Divertimento assicurato.


Gli headliner di serata, band australiana nata nel benaugurante calco degli AC/DC, hanno ormai sviluppato una personalità propria e invidiabile, garanzia di successo al di sopra di palcoscenici sempre più grandi. L'energia degli Airbourne, abbinata a un grande quantitativo di alcool, porta ora in scena l'ultimo, freschissimo successo dal titolo "Boneshaker" nella venue milanese.

 

sucatori

 

In apertura, il trio statunitense dei Supersuckers non sfigura affatto, portando davanti a una folla numericamente in crescita un rock arrugginito e fortemente devoto allo stile di un'altra leggendaria band della storia, i Motörhead. Cappello da cowboy, voce roca ed ecco che per il cantante Eddie Spaghetti (che guarda caso è anche bassista) il paragone con Lemmy Kilmister è immediato quanto lusinghiero. Nonostante qualche iniziale problematica di audio, la band si scalda in fretta e gli assoli di chitarra - tra una birra e l'altra - di Marty Chandler preparano il giusto mood per la serata. Tanto vigore e tanta grinta, intervallate da qualche tentativo di comunicazione con gli spettatori, spesso terminato in clamorose supercazzole sul rock and roll. Ma in fondo, non è per questo che siamo qui?

 

Il set dei Supersuckers è piuttosto lungo, e dopo una breve incitazione agli attesissimi Airbourne, definiti da Spaghetti come "una band con gli attributi" - traduciamolo così - è tempo di lasciare lo spazio ai tecnici per il cambio palco.

 

airbourne

 

La sala è ormai piena e l'attesa trepidante quando le luci si spengono nuovamente e una breve scenografia porta in scena gli Airbourne. I quattro di Warrnambool, capitanati da un Joel O'Keeffe rigorosamente a petto nudo, assumono a breve il controllo sull'intera sala, a ritmo di puro rock n' roll e giusto qualche litro di alcool. Lo spettacolo segue un copione che va ben oltre il repertorio inscenato, passando per le lattine di birra che O'Keeffe si rompe sulla testa ed i Jack e Cola preparati dallo stesso vocalist per gli altri membri della band durante una propria performance vocale.


Il repertorio spazia da brani storici dei primi due album della band fino alle ultime fatiche, bilanciando quasi perfettamente la presenza di ogni disco in studio rilasciato dal 2007 fino ad oggi. La tensione non accenna mai a diminuire, tra momenti spettacolarmente scenografici e pezzi suonati con un'energia da brividi, passando dalle più classiche situazioni da accendino in mano. La folla in sala dimostra di divertirsi con diversi momenti di pogo e asseconda ogni colpo di batteria con voluminosi headbanging, cantando ogni parola del repertorio, fino alla grandiosa interpretazione di "Runnin' Wild", cavallo di battaglia storico degli australiani.


Uno show di divertimento puro, che cavalca esperienza e - soprattutto - energia di una band rodata ed al massimo della sua forma. Una serata di quelle che lasciano l'adrenalina a mille per i giorni successivi. Insomma, un vero concerto Hard Rock.

Le birre le offrono gli Airbourne.

 

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