Amorphis - Circle European Tour 2013
26/11/13 - Alcatraz, Milano


Articolo a cura di Stefano Torretta

L’unica data italiana del tour degli Amorphis a supporto del loro ultimo disco (“Circle”) ha visto la formazione finlandese fare tappa all’Alcatraz di Milano. Il compito di aprire la serata è toccato ai giovanissimi membri degli Starkill, band proveniente da Chicago e con all’attivo finora solamente l’album di debutto di recente pubblicazione. Il fatto che siano apparsi da poco sulle scene metal internazionali ha forse convinto molti fan degli Amorphis a disertare la loro esibizione e ad arrivare all’Alcatraz poco prima dell’inizio dello spettacolo del gruppo principale. Con quindici minuti di ritardo rispetto all’orario previsto (probabilmente per cercare di ottenere quanto più pubblico possibile prima di dare inizio alla serata) i quattro giovani musicisti hanno presentato agli spettatori assiepati a ridosso delle transenne una solida setlist che è riuscita a mettere bene in luce le qualità e le potenzialità della loro proposta musicale. Forti di uno stile più europeo che americano che combina influenze death, black, sinfoniche e power, gli Starkill non si sono affatto risparmiati durante l’esecuzione dei loro brani, nonostante un pubblico tutt’altro che nutrito. Vedere tecnica e bravura di così alto livello (soprattutto nei due chitarristi) in ragazzi così giovani (con un’età media che si aggira attorno ai 20 anni), non può che fare piacere. L’esibizione degli Starkill scorre via veloce e riesce a coinvolgere con ottimo risultato anche i fortunati del pubblico che hanno deciso di presentarsi puntuali all’apertura della serata.


Dopo un cambio-palco non proprio veloce (con il risultato di riuscire ad accumulare ulteriore ritardo), tocca agli Amorphis fare il proprio ingresso in scena. Scenografia minimale, semplicemente il classico telone del tour sullo sfondo, con un unico tocco di colore dato dalla particolarissima asta del microfono di Tomi Joutsen. La lunga attesa ha permesso comunque l’arrivo anche degli ultimi ritardatari: il colpo d’occhio sia dal palco che dalla balconata è di tutto rispetto, e sebbene siano presenti ancora diversi spazio vuoti, la sala appare densamente popolata. L’apertura dell’esibizione, come da prassi, viene affidata ad un brano tratto dall’ultimo album (nello specifico “Shades of Gray”). Il primo blocco di canzoni è tutto dedicato alle produzione più recenti della band, con brani tratti sia da “Circle” che da “Skyforger” che riscuotono una buona risposta dal pubblico presente, ma è con il dittico “Against Widows” e “My Kantele” che gli Amorphis riescono a scuotere profondamente e a far muovere i fan. Tra i brani proposti dall’ultimo album è sicuramente “Nightbird’s Song” a riscuotere i maggiori favori da parte dei presenti, mentre la reintroduzione di “Vulgar Necrolatry”, dal primo album della band, è una piacevole costante dei tour degli ultimi quattro anni ed è a tutt’oggi ancora capace di scatenare, in un pubblico molto più statico rispetto a quello anche solo di un decennio fa, un pogo violento vecchio stile grazie alla sua carica di violenza inalterata dal passare degli anni. Con il trittico finale (“Sky Is Mine”, “Black Winter Day” e “House of Sleep”) gli Amorphis si accomiatano dai loro fan italiani in modo eccelso, soprattutto grazie alla favorita “Black Winter Day” che vede il pubblico partecipare anche a gran voce durante i ritornelli e cantando anche strofe intere, per la grande gioia di Joutsen.

 

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Serata sicuramente riuscita, nonostante un numero di partecipanti sinceramente non alto, ma che ha comunque sopperito a questa mancanza di numeri con una buona partecipazione e molto trasporto. Gli Amorphis ancora una volta si confermano grandissimi musicisti (menzione d’onore va alle tastiere di Santeri Kallio, apprezzato incredibilmente dal pubblico in ogni brano, sia quando il suo strumento si trovava relegato a semplice comprimario delle chitarre, sia durante gli assoli e gli altri momenti nei quali la sua grande tecnica poteva venire messa in mostra) e, grazie ad una setlist che pesca non solo nelle produzioni più recenti ma anche in quelle precedenti all’arrivo di Joutsen, riesce ancora a richiamare sia i fan della prima ora (fedeli alla voce di Pasi Antero Koskinen) che quelli più recenti. E la soddisfazione presente sulle facce di molti spettatori al momento dell’uscita dal locale mostra come le scelte effettuate dagli Amorphis per questo tour siano ancora una volta vincenti.




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