Arcane Roots @The Craufurd Arms
26/04/15 - The Craufurd Arms, Milton Keynes


Articolo a cura di Alessio Sagheddu

Ho una milf(ona) davanti che ronza ed ancheggia intorno ad un ragazzo, il suo (sì, credo che il marito sia a casa).
Voi penserete "ma beato te!".
No. Non ad un concerto.


E' un pò come quando chiami a casa un tuo amico per guardare un film ma é quello sbagliato. Il film? No, l’amico. E’ l’amico sbagliato, quello che parla durante la visione e la fa perdere anche a te. Lei é stata la mia amica sbagliata. Benché io non sia mai stato il mingherlino o rachitico della classe, questa spilungona armata di toy boy mi ha sfiancato (in altezza, in pazienza); é stata il mio cruccio per l’intera serata tenutasi al The Craufurd Arms, sito in Milton Keynes. Ora che ci penso l’ho lasciata lì, nonostante il concerto fosse ormai concluso. Bando alle ciance e nonostante le disavventure, siamo riusciti comunque a goderci questa quarta tappa del tour britannico da headliner degli Arcane Roots che, secondo le parole del frontman Andrew Groves durante la serata, sembra proprio riscuotere il successo sperato.

 

arlive02Il The Craufurd Arms, in fin dei conti, é anche un locale carino; ben sistemato nei suoi muri neri tatuati con dichiarazioni d’amore alla musica, si divide quasi in tre. Un gran salone solido nel suo legno massiccio dove non mancano scricchiolii ovunque, un biliardo.. insomma, le sterline non sono mai volate cosi tanto, tra una Desperados ed un cicchetto del sommo Kraken. La seconda sala invece sembra più un palco adibito per artisti solisti e cantautori mentre la terza, la main venue, é essenzialmente quella dove suonano le band ben più blasonate. Tempo di farci timbrare il braccio ed entriamo proprio quando una band termina il suo soundcheck. Con non poco stupore, scopriamo che dietro al microfono c'è l’ex cantante dei TesseracT Ashe O’Hara, trattasi proprio della sua band, i Voices From The Fuselage, primo gruppo spalla della serata (l’esibizione assume un tono quasi familiare quando ci rendiamo conto d’esser circondati dai membri degli stessi TesseracT, accorsi probabilmente a godersi l’esibizione del loro ex compagno). Per una buona mezz’ora, la band inglese intrattiene la platea ancora poco presente, senza indugiare ed anzi schierare piccole perle musicali (molto vicine al sound djent dei TesseracT) tutte ben interpretate ed ancorate alla duttilità vocale di Ashe che riesce a coinvolgere l’intera sala soprattutto sul finale con il ritornello di una suadente “A Principle God”. Altro drink per il sottoscritto e qualche cambio anche sul palco dove appaiono due tipetti, all’apparenza gemelli anche nel vestiario.

 

Un chitarrista ed un batterista in possesso di un microfono ciascuno ed ecco che inizia la breve apparizione di Daniel e Graeme Ross ovvero i Gallery Circus; ad un’occhio attento potrebbero quasi sembrare due fratelli cresciuti a pane e rock, sembra quasi che la madre li abbia prima cacciati dal garage e poi, stanca della cagnara giornaliera, li abbia messi proprio alla porta. L’energia di questi due ragazzi é forte, almeno quanto gli sguardi ed i sorrisi che si lanciano mentre suonano, nonostante questo c'è ben poco da dire, qualche armonizzazione in falsetto e spunti spudorati presi in prestito agli Arctic Monkeys.

 

Gli Arcane Roots arrivano puntuali, già dopo l’ultimo accenno musicale dei fratelli Ross, s’intravede Andrew Groves armeggiare con la sua immensa pedaliera che sembra quasi avere vita propria. Un veloce soundcheck e la sala si riempie quasi allo stremo delle forze, si parte subito con una acciaccata “Slow” che, non denota nient’altro che un pò di freddezza vocale ma é il primo brano, ci può stare. Le successive “Sacred Shapes” e “Over & Over” sembrano quasi l’apripista perfetto di una energica “Energy Is Never Lost, Just Redirected” che inizia a far scatenare il pubblico. Il gilet e la giacca british style di Groves vengono lanciate dietro il backstage e mentre il sottoscritto cerca di ascoltare il breve discorso della band, l’incurante milf é intenta a sussurrare chissà quali fantasie al suo toy boy maggiormente interessato agli anfratti femminili da conquistare. Nella setlist trovano posto anche due nuovi brani, “Leaving” ed il nuovo singolo in uscita tra qualche settimana “If Nothing Breaks Us, Nothing Moves” e a dirla tutta, entrambi fanno ben sperare sulla buona riuscita di questo secondo album della band. La serata continua, la band dialoga con il pubblico ed il pubblico risponde, non mancano le battute sulla barba “hipster” di Groves e qualche siparietto che regala qualche risata in sala. Quando arrivano il singolo “Resolve” e la prepotente “You Are”, il pubblico si scatena ed é proprio quando cala il silenzio e le luci diventano soffuse che ci si rende conto di esser già oltre il “the last song for tonight, guys!”. Nessuna lamentela dalla sala un pò frastornata dagli ultimi brani, sorrisi, sudore e bicchieri vuoti confermano che anche questa quarta tappa, é riuscita agli Arcane Roots.

 

 

Set list:

 

Slow
Sacred Shapes
Over & Over
Energy Is Never Lost, Just Redirected
Leaving (new song)
Resolve
Million Dollar Que$tion
Hell & High Water
If Nothing Breaks Us, Nothing Moves (new song)
You Are



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