AURORA - Tour 2019
13/01/19 - Locomotiv Club, Bologna


Articolo a cura di Fabio Polesinanti

Forse mai come in questo caso il nome di un'artista evoca le sensazioni che si provano nell'ascoltarla dal vivo. Non è facile descrivere ciò che si può percepire quando si partecipa a un live di AURORA, e forse è come assistere al fenomeno nei cieli del Nord che porta il suo nome. In una fredda notte cupa onde e scie di colori , luci dorate, rosee o purpuree che sovrastano l'oscurità e riempiono il cuore e l'animo di chi l'osserva. La norvegese Aurora Aksnes, classe '96, ha un qualcosa di magico, unico e irresistibile, perfettamente percepibile ascoltando la sua musica che tanto ha stupito sin dagli esordi per intensità e originalità. Ma è nella dimensione live che la sua vera anima sboccia, travolge e conquista, quasi in una sorta di catarsi mistica. Non è facile trovare ad oggi artisti di questo spessore, che riescono a coinvolgerti a 360 gradi, e quando si trovano sono indubbiamente delle pietre preziose da custodire.

 

Al Locomotiv Club di Bologna va in scena la seconda delle tre date Italiane, via di mezzo, anche geografica, tra gli appuntamenti di Roma e Milano. Il locale, seppur non grandissimo, si va riempiendo velocemente sin dall'apertura porte, e si incontra un pubblico variegato, affollato anche di giovani, finalmente in fuga dalla musica commerciale così in voga oggi, ma spesso vuota di contenuti e qualità artistiche, probabilmente alla ricerca di un sound maturo, ma altresì moderno e coinvolgente. Il sipario si apre alle 21.30 e svela Aurora e la sua band (chitarra, batteria, tastiere e synth) avvolti in una fredda luce blu, per non dimenticare la sua provenienza e accogliere nel miglior modo possibile tutti i presenti in fremente attesa."Churchyard" con il suo inizio dolce e il suggestivo sviluppo cadenzato elettro-pop è il perfetto biglietto da visita per cominciare il live. Più onirica, dolce e sognante è "Under Stars". Seguono "All Is Soft Inside" e sopratutto l'amatissima "Warrior", acclamata dal pubblico e sicuramente una delle song più apprezzate. Aurora è una figura che riempie totalmente il palco , paradossalmente proprio con la sua fisicità così minuta. In un perfetto equilibrio tra una strega dei boschi nordici e una bambolina di porcellana fragile, cattura in ogni istante la mente ed il cuore di chi ha davanti.

 

Le movenze sono magnetiche, e anche la teatralità dei suoi gesti risulta un valore aggiunto ad una performance artistica che tocca i sensi degli spettatori quasi rapiti e incantati da un sortilegio che ha la musica come arcana incantatrice. Impressiona anche lo sguardo di Aurora, che a volte sembra essere perso nel vuoto, orientato verso punti lontani, e a volte incontra gli occhi di ogni singolo spettatore, creando anche solo per un attimo un'intensa empatia. Dettagli che troppo spesso non si notano ad un live, ma in questo caso risultano parte integrante di uno show non solo musicale, come un paesaggio incorniciato da una nebbia che piano piano si dirada lasciando in evidenza anche i dettagli più minimali, prima nascosti e ora nitidi, reali e intensi. Pop di classe e ricercato in "Soft Universe", mentre solamente brividi e pelle d'oca per "Murder Song", eseguita con chitarra e due voci. Sicuramente uno dei momenti più alti ed emozionanti dell'intero concerto.

 

 

auroralivereport2019
 

 

Ispira tenerezza Aurora, che nelle pause, in un misto di timidezza e dolcezza, ringrazia di cuore il pubblico con dei sussurrati "Thank you". Ama molto parlare tra un brano e l'altro, ma sono siparietti a volte anche divertenti perchè lei è decisamente un personaggio fuori dai canoni, non solo dal punto di vista musicale. Ed è anche e soprattutto questo che conquista. Ma è la musica che torna a governare il palco con "Runaway" da togliere il fiato, una voce sottile su un tappeto di velluto. Seguono "Under The Water", l'energica "In Bottles" e la dolcissima e significativa "Home". L'ultima parte dello show è trascinante, con "Forgotten Love", seguita da "Queendom" e "The Seed" dove Aurora scatena le ultime energie ballando sul palco. "Running With The Wolves" è semplicemente fantastica, ed esprime la vera anima della singer, qui in perfetta simbiosi con il suo pubblico che la ama. Dopo un brevissimo congedo l'artista ci saluta con "Through The Eyes Of a Child" confermando ancora la sua classe cristallina.

 

Si chiude così uno show assolutamente emozionante, toccante e coinvolgente. Una gioia per i fan che seguono Aurora già da diversi anni e un'assoluta, fantastica scoperta per chi si era avvicinato con curiosità a questa cantante così particolare, rimanendo letteralmente folgorato per uno spettacolo che è andato probabilmente al di là delle aspettative. E una considerazione sul futuro della musica, dopo una serata del genere, non può che trasformarsi in una riflessione positiva, consapevoli che nascono ancora artisti che riescono a dire qualcosa di nuovo ed unico, artisti che vanno contro le mode, contro ciò che è scontato e contro quella proposta vuota, banale, mordi e fuggi di un movimento musicale che oggi va per la maggiore. E sono artisti che, come Aurora, rimangono semplicemente sè stessi, lasciandoci entrare nel loro mondo. Basta isolarsi nel silenzio, e seguire quella voce unica ed intensa, che saprà guidare la nostra strada per un cammino che vale la pena di percorrere, e che risulterà di certo indimenticabile.

 

SETLIST 

Churchyard
Under Star
Gentle Earthquakes
All Is Soft Inside
Warrior
Soft Universe
Murder Song (5,4,3,2,1)
Runaway
Under The Water
In Bottles
Home
Forgotten Love
Queendom
The Seed
Running With The Wolves
Through The Eyes Of A Child




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