Björk - Utopia Tour
30/07/18 - Terme Di Caracalla, Roma


Articolo a cura di Simone Zangarelli

Sembra che il tempo si sia fermato nella Città Eterna da quando lo scorso 13 giugno alle Terme Di Caracalla un improvviso acquazzone constrinse Björk a rimandare il concerto "non a causa della pioggia, ma dei fulmini", aveva spiegato scusandosi con il pubblico. Dopo più di un mese e mezzo, l'artista islandese è tornata sullo stesso palco, dove l'atmosfera maestosa delle rovine romane rappresenta l'apoteosi di uno spettacolo unico nel suo genere, giunto all'ultima tappa dell' Utopia Tour.

 

Versi di uccelli esotici e rumori della foresta risuonano nell'aria ancora prima di prendere posto, e quando si spengono le luci, un video introduttivo spiega l'idea dietro all'intero show: immaginare un futuro dove natura e tecnologia convivono armoniosamente, percorso possibile se la specie umana prenderà coscienza di essere un tutt'uno con l'ambiente in cui vive. Perciò un flautista condurrà l'umanità verso un percorso di rigenerazione attraverso la catarsi dei sensi, come nei racconti mitologici. Concetto, questo di amore per la natura, che sta alla base anche del nuovo album di Björk, "Utopia", uscito alla fine del 2017 e prodotto con la collaborazione del visionario artista Arca. Un disco che vede l'eclettica cantante rinvigorita sul piano creativo e nuovamente trasformata dopo il divorzio di due anni fa, alla base invece del precedente lavoro, "Vulnicura", dalle tinte più dark e malinconiche.

 

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"Imagine a future, be in it", così termina il video introduttivo lasciando spazio all'arpa, che dà inizio ad "Arisen My Senses", mentre da una delle istallazioni floreali sul palco appare Björk, simile ad una ninfa, vestita di lustrini e l'immancabile maschera che caratterizza le sue esibizioni dal vivo. Una formazione singolare accompagna l'artista islandese: oltre all'arpa, una batteria elettronica, tastiere e portatile per il live electronic e il carismatico ensemble di fiati "Vipra", direttamente da Reykjavik. È da subito chiaro che non si tratta solamente di un concerto, ma di una performance audiovisiva di avanguardia che intreccia diverse arti: dai teatrali costumi di scena, alle proiezioni in realtà virtuale, passando per uno spettacolo di luci a dir poco magico e poi, naturalmente, la musica. Perché è attraverso i suoni che Björk trasporta l'ascoltatore in quella dimensione "utopica", come in un sogno ad occhi aperti. Menzione speciale meritano le complicatissime composizioni che fondono musica strumentale su basi elettroniche, attraversando i generi più diversi: la folk-tronica di "Claimstaker", l'industrial/techno di "Wanderlust", l'avant-guarde di "Human Behavior" riarrangiata con i flauti, poi l'ambient di "The Gate" e la versione acustica solo fiati di "The Anchor Song". E in tutto ciò la sua straordinaria voce. Quella voce onirica, intensa, che porta in sé le pianure islandesi e che Björk utilizza brillantemente in tutti i tipi di tecniche canore. Ogni pezzo viene eseguito magistralmente all'interno di una scaletta che privilegia i pezzi dell'ultimo disco ed inserisce pochissimi classici, come "Isobel" e "The Pleasure Is All Mine". I video sul maxischermo creano paesaggi incantevoli e storie in realtà virtuale di posti inesplorati e surreali realizzati con le migliori tecnologie a disposizione, accompagnati da danze tribali a riprodurre le spighe di grano al vento o il movimento del sole.

 

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Così, in appena un'ora e mezza di concerto, Björk prende per mano un pubblico a dir poco in estasi e lo conduce nel suo regno, dove spazio e tempo sono indefiniti e ciò che conta è l'essenza delle cose. Se dunque il bello è tale perché imita la realtà, la musica di Björk non solo è una mimesi di elementi naturali, ma li fonde ad un'estetica d'avanguardia, inglobando il flusso di sensazioni entro una specifica idea di performance. Al di là del successo globale da classifiche, l'operazione più importante che svolge l'artista è quella di concepire e trasmettere la musica come forma d'arte in continua evoluzione, trapassando i confini del reale per sfociare nel regno del metafisico.

 

Setlist:

Arisen my senses
The gate
Utopia
Blissing me
Claimstaker
Isobel
Courtship
Human behaviour
Tabula rasa
Pleasure is all mine
Wanderlust
Features creatures
Losss
Sue me
The anchor song
Notget 




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