Cloud Nothings-European tour 2019
15/02/19 - Monk, Roma


Articolo a cura di Salvatore Dragone
Mettete quattro nerd americani su un palco a lanciare bordate punk a tinte hardcore e il gioco è fatto. L'effetto è come ritrovarsi dentro un documentario che racconta la scena underground nata sul finire degli anni '80, quella dove iniziò a circolare l'etichetta - oggi a noi più familiare - alternative rock. E' più o meno così che è andata ieri sera al Monk di Roma per la seconda data italiana dei Cloud Nothings, assenti da queste parti da circa quattro anni e mezzo. Un lasso di tempo durante il quale la band di Cleveland ha pubblicato due album profondamente diversi come "Life Without Sound" e "Last Building Burning", uno così inaspettatamente melodico, l'altro decisamente più heavy del suo predecessore. Ed è proprio in quest'ultima direzione che si è mosso il quartetto capitanato da Dylan Baldi, mettendo in scena un tripudio di chitarre rumorose, sostenuto dal drumming impazzito di quella macchina da guerra chiamata Jayson Gerycz, per oltre un'ora di live infuocato.
 

L'atmosfera per dire la verità aveva già iniziato a riscaldarsi con gli italiani Big Mountain Country, prossimi a pubblicare il secondo disco in studio in primavera. Anche loro flirtano col rock n roll più sporco e selvaggio, a tratti anche psichedelico, dimostrando una certa attitudine sul palco che rende il loro set intenso e divertente. In circa mezz'ora i romani riescono a catturare le attenzioni del pubblico di casa. Non si risparmiano se c'è da buttarsi letteralmente nella mischia e coinvolgere chi si avvicina solo incuriosito, a costo di forzare certi atteggiamenti che possono rivelarsi vincenti o meno. A loro comunque va un applauso.

 

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Ai Cloud Nothings bisogna invece riconoscere un merito: quello di saper girare le chiavi della macchina del tempo e catapultarci in una tipologia di concerto che oggi non esiste più. Pochi fronzoli scenografici (sul palco non ci sono che gli strumenti), ancora meno le parole spese se non per distribuire qualche grazie qua e là. E' la musica al centro di tutto. Un treno di note distorte che sbatte a tutta velocità sui corpi che si agitano dietro la transenna. Per non farci mancare nulla ci sono anche quelli che si lasciano trasportare in aria dalle braccia di quelli nelle prime file. Se non è romanticismo questo.
Da parte loro gli americani danno inizio alle danze riproponendo quasi per intero l'ultimo disco "Last Building Burning" (manca all'appello "On An Edge") che, come si diceva prima, riporta il lato hardcore al centro del progetto. Il caos musicale prende il largo con i cavalli di battaglia presi in prestito dai dischi che hanno consacrato i Cloud Nothings tra i nomi di riferimento nel panorama internazionale. Ecco quindi susseguirsi le varie "Enter Entirely", "I'm Not Part Of Me" o la lunga "Wasted Days" che chiude in un saliscendi dinamico un concerto carico di belle sensazioni.

 


Setlist
Leave Him Now
In Shame
Offer an End
The Echo Of The World
Dissolution
So Right So Clean
Another Way of Life
Modern Act
Now Hear In
Enter Entirely
Psychic Trauma
Stay Useless
I'm Not Part of Me
Encore
Wasted Days





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