Eagles Of Death Metal - Carroponte
11/07/15 - Carroponte, Sesto San Giovanni (MI)


Articolo a cura di Davide Fadani

Cosa volete che vi dica. In certi casi, le serate migliori sono quelle che non ci ricordiamo. Quella di lunedì rientra nel novero. Ma se scavo...


È un lunedì rovente a Milano, come se la terra si fosse messa a girare ad un paio di km dal sole. Quando scendo dal treno ho un mancamento e devo subito bere 3 birre per non morire disidratato all'istante. L'aria condizionata, accesa in ogni metro quadro della città, non può nulla ed è così che la corrente elettrica salta in continuazione, lasciandoci godere in sottofondo un bellissimo concerto per soli allarmi. Ed è con queste estreme condizioni ambientali che mi dirigo verso Sesto San Giovanni alla volta di Carroponte per assistere al concerto degli Eagles Of Death Metal capitanati da uno degli ultimi veri Rock'n'Roller ancora in circolazione, almeno per quanto mi riguarda. I minuti che precedono l'inizio dello show sono un ottimo momento per un panino e per consentire al quinto reggimento zanze di Sesto di rifornire le riserve ematiche dei loro deretani con ettolitri di prezioso fluido


Perfetto. "Now don't you worry 'bout a thing/ It's just a bad dream mama/ So let's get ourselves together and roll". Sulle note di Bad Dream Mama, Jesse ci invita a non preoccuparci più. È stato un brutto sogno. É il momento di divertirsi tutti insieme. La mia coscienza vacilla e dal palco si scatena il rock. Ogni colpo di bacino proveniente dal palco fa vacillare la platea che balla per quasi due ore di concerto in una cavalcata tra i successi dei primi tre album del gruppo. C'è anche spazio per un paio di pezzi nuovi (si fa per dire perché, già con "Complexity", Mr Hughes coverizza se stesso), ma quelli che ti fanno letteralmente prillare la spina dorsale sono le varie "I Only Want You", "I Want You So Hard (Boy's Bad News)", "Wannabe in L.A.". Perdo conoscenza. Sono davanti al palco, salto e canto e quando parte "Speaking in Tongues" do un'occhiata alla festa che mi circonda. E di festa trattasi. Non so molto altro di quello che accade dopo, ma mi resta solo una considerazione da fare.
Siete mai andati ad un appuntamento con una ragazza sfoggiando con vistoso gaudio la foto di sua sorella? Lo fareste? Io direi di no... Joshua Homme stesso ha precisato in più di un'occasione che gli EODM non sono semplicemente un "side project" o un desiderio di leggerezza, o una valvola di sfogo dai riflettori perennemente puntati su di lui quando si presenta al pubblico nelle vesti di regina. Dicevo, Joshua ha precisato che gli EODM sono "UN ALTRO" gruppo, diverso, separato, a sè stante...


Quindi, la prossima volta che vi capita di andare a vedere gli EODM, non andate col "non così celato" desiderio di vedere il rosso pennellone far compagnia ad altra gente che suona, andate a vedere gli Eagles of Death Metal; andate a vedere Jesse Hughes forse una degli ultimi Rocker con la R a 99pt. Come a tutti i Rocker, come a tutti gli artisti, a uno gli rode il chiccherone se percepisce che quelli che gli stanno davanti sono li per sentire qualcun altro.

 

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Ora qualcuno potrà obiettare che se non ci fosse stato Homme, gli EODM non avrebbero tutto quel successo che possono avere ora e io gli obietterei che senza Homme o senza Hughes gli EODM non esisterebbero neppure ed il problema quindi non si porrebbe. Il mondo è pieno di gruppi senza di loro. Rock!




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