Ghost - A Pale Tour Named Death 2019
05/12/19 - Grana Padano Arena, Mantova


Articolo a cura di Isadora Troiano
Partecipare a un concerto dei Ghost non è semplicemente andare a sentire un gruppo che suona, ma si tratta davvero di un'esperienza mistica, ai limiti del rito religioso che questo simula. I Ghost sono, non più una semplice band mascherata, sono ormai una compagine di ben 7 musicisti tra chitarre, basso, batteria, tastiere e percussioni più il "nuovo" leader, l'eclettico Cardinal Copia, contornati da una scenografia complessa, fatta di scalinate, finte vetrate da cattedrale gotica, effetti luminosi e pirotecnici. Quello messo in piedi dai Ghost è un vero e proprio show, maestoso e teatrale, che va, appunto, oltre la semplice esperienza di un live.
Preceduti dai particolarissimi Tribulation, molto in tema con la serata, e dai meno teatrali ma comunque potentissimi All Them Witches, oltre che da numerosi cori gregoriani e musiche sacre, i Ghost appaiono, è il caso di dirlo, puntualissimi alle 21 sul palco di una Grana Padano Arena gremita e prontissima per il "rituale".
 
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Lo show si apre con la spettrale "Ashes" seguita a ruota dal singolo "Rats", tratto dall'ultimo lavoro della band, "Prequelle". Il pubblico è subito ipnotizzato tra delirio e adorazione, l'attesa per i Ghost in un concerto da headliner era tanta. Li avevamo infatti visti sul palco dei Metallica lo scorso 8 maggio ma, complice la location e l'acustica non ottimale, molti dei fan accaniti della band erano rimasti a bocca asciutta. La loro pazienza è stata ampiamente ripagata sul palco di Mantova, con un'ottima performance e una scaletta sapientemente studiata per accontentare sia le nuove leve che i fan storici.
Tra un siparietto e un cambio d'abito del buon cardinale e dei suoi Nameless Ghouls e Ghoulettes, si susseguono brani vecchi e nuovi, comprese le due canzoni tratte dall'ultimissimo EP "Seven Inches Of Satanic Panic", "Mary On A Cross" e "Kiss The Go-Goat". Non mancano neanche gli inquietanti medici della peste che appaiono sul palco tra un brano e l'altro e l'ormai leggendario Papa Nihil, sassofonista scatenato sulla strumentale "Miasma".
 
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In scaletta anche qualche chicca dal passato come "Satan Prayer" e "Ritual" ma la parte del leone la fanno le canzoni tratte dagli ultimi lavori "Meliora" e "Prequelle", che il pubblico sembra conoscere e apprezzare maggiormente. Nonostante i Ghost siano una band che ha raggiunto il successo relativamente da poco, uscendo dalla nicchia e dagli slot pomeridiani dei festival, il loro seguito è numerosissimo e tutti i brani proposti raccolgono il consenso unanime del pubblico, che si tratti della devastante "From The Pinnacle To The Pit" o della più scanzonata e orecchiabile "Dance Macabre", che ha fatto dimenare davvero tutto il palazzetto.
Con l'aroma dell'incenso ancora nelle narici, si può dire che il rituale di Mantova sia la prova della grandissima qualità dei Ghost nell'intrattenimento, nel senso puro del termine: ottima musica, teatralità, siparietti ai limiti del vaudeville e tanta ironia.
Lo show si chiude in una pioggia di coriandoli con una riuscitissima "Square Hammer" e tutto il pubblico torna a casa col sorriso sulle labbra e la benedizione del Cardinal Copia, in attesa, fremente, di un nuovo rituale. 
 

Setlist:
Ashes
Rats
Absolution
Faith
Mary on a Cross
Devil Church
Cirice
Miasma
Ghuleh/Zombie Queen
Helvetesfönster
Spirit
From the Pinnacle to the Pit
Ritual
Satan Prayer
Year Zero
Spöksonat
He Is
Mummy Dust
Kiss the Go-Goat
Dance Macabre
Square Hammer




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