Morcheeba - Blaze Away Tour 2018
04/11/18 - Auditorium Parco della Musica, Roma


Articolo a cura di Simone Zangarelli

Quando si parla di trip hop, i Morcheeba spesso vengono ingiustamente trascurati. È vero che, rispetto ai connazionali puristi come i Portishead, il loro stile era teso quasi da subito più verso il pop elettronico, eppure non hanno mai avuto nulla da invidiare ai colleghi degli anni '90 per creatività e soprattutto costituzione del sound. A distanza di oltre due decenni dall'esplosione di questa corrente tra le più innovative di sempre, i Morcheeba sono tornati in Italia con tre date per presentare il nuovo lavoro "Blaze Away"e l'associazione al loro rinomato passato elettronico è tanto forte quanto spontanea. Infatti con questo album, come non accadeva da tempo nella loro discografia, il gruppo londinese sembra recuperare gli albori del trip hop e ridargli vesti nuove, rigenerate. Questa rielaborazione musicale è stata la chiave del concerto all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove largo spazio è stato lasciato ai pezzi più psichedelici per festeggiare un'importante ricorrenza nel passato artistico dei Morcheeba.

 

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Alle 21.00 in punto sale sul palco l'artista bosniaca Irena Zilic con la sua performance chitarra e voce, un incrocio stilistico fra Mazzy Star e la vocalità di Dolores O'Riordan dei Cranberries che non brilla per intensità ma più per l'originalità nell'armonia. Sebbene l'esibizione risulti quasi soporifera, non mancano spunti di raffinatezza e il coraggio di affrontare quasi da sola un palco intero.

 

Poco prima delle 22.00, l'attesa esplode in applauso per l'ingresso dei Morcheeba. Skye Edwards si presenta radiosa in un vestito sensuale con strascico fluttuante (che rivelerà aver cucito lei stessa) e inizia subito con la nuova "Never Undo", uno dei pezzi migliori di "Blaze Away" che riflette appieno la forza del loro stile. Il nono album segna un ritorno a quel miscuglio di genere dei primi giorni, fatto di influenze che spaziano dal blues anni Cinquanta all'hip hop anni Novanta, passando attraverso rock psichedelico, dub reggae ed elettronica. Si è accennato prima a una ricorrenza speciale. Già, perché il 2018 sancisce i venti anni dall'uscita del capolavoro "Big Calm", che insieme a "Mezzanine" dei Massive Attack (a breve in Italia proprio per celebrarne il ventennale), contribuì a delineare i tratti del trip hop e le diverse sfumature. E infatti la maggior parte dei brani in scaletta sono stati estratti dal disco del 1998: una movimentata "Friction" fa alzare il pubblico dai posti già al secondo brano con i suoi ritmi reggae, e ancora una stupenda versione di "The Sea" in cui il basso così decisivo e carismatico trasporta l'ascoltatore in una sorta di ambiente sottomarino ovattato e quieto.

 

Oscura, ipnotica e drammatica la versione di "Blindfold"grazie all'impeccabile interpretazione di Skye, che oltre alla bellezza mette in mostra doti vocali eccellenti, immancabile anche l'espressività di Ross Godfrey alla chitarra, che giocando con il wah e gli altri effetti gestisce la dinamica dei pezzi. Smorza il mood da barbiturici l'allegra versione di "Let Me See", cantata insieme al pubblico: divertenti, energici, semplici i Morcheeba coinvolgono i presenti grazie al perfetto incastro strumentale. Di nuovo un recupero degli antichi fasti trip hop con due brani estratti dal primo album "Who can you Trust?", che riportano il pubblico direttamente nella fredda Bristol di inizio anni Novanta dove tutto ciò ebbe inizio. Si vira verso il rock con "Blood Like Lemonade", fatta di intrecci di basso e batteria, ritmi più incisivi e grinta in crescendo sul finale. 

 

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Sempre dal nuovo album, uno dei più riusciti di quest'anno, la title track "Blaze Away", con le sonorità vicine all'hip hop, e "It's Summertime", introdotta da tastiera e voce sullo standard jazz creato da Gershwin ("Summertime", appunto), dimostrano l'intelligenza creativa della band. Composizioni ricche, melodiche, ricercate sublimano nell'eleganza esecutiva, che dal vivo emoziona e intrattiene come un film di David Lynch. Centrale in questo caso l'utilizzo mesmerico dei sintetizzatori.

 

A sorpresa, il gruppo si cimenta in una cover di "Let's Dance", uno dei più celebri brani di David Bowie, reinterpretandola in chiave assolutamente personale. Il piglio danzereccio rimane ma lo stile è inconfondibilmente quello dei Morcheeba. Così salutano la Capitale con "Rome Wasn't Built in A Day", e quale contesto migliore di questo? La hit che li ha resi celebri nel nostro paese è un trionfo di applausi e amore da parte dei presenti, incantati dalla perfetta chimica della band.

 

Non sempre il successo si misura in numero di copie vendute o premi ottenuti. Quello dei Morcheeba è un'affermazione artistica fatto di dischi mai uguali fra loro, creatività, stile chiaro e definito e sperimentazione. All'Auditorium, il gruppo di Skye Edwards e Ross Godfrey, rimasti gli unici membri fondatori, hanno ribadito la loro importanza nel moderno pop-rock elettronico e, presentando "Blaze Away", hanno mostrato quanto la loro parabola inventiva sia tutt'altro che in discesa. Forse proprio l'anniversario di "Big Calm" ha spinto i Morcheeba verso la ripresa dello stile che li ha consacrati, dimostrando di godere di una vitalità inesauribile che, oggi più che mai, sembra urlare "Trip Hop will never die".

 

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Setlist Morcheeba:

Never Undo
Friction
Never an Easy Way
Otherwise
The Sea
Part of the Process
Blaze Away
Trigger Hippie
Blood Like Lemonade
Slow Down
Summertime
(George Gershwin cover)
It's Summertime
Let's Dance
(David Bowie cover)
Blindfold
Let Me See


ENCORE:
Sweet L.A.
Rome Wasn't Built in a Day

 




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