Pearl Jam Live2018 European Tour
24/06/18 - Stadio Euganeo, Padova


Articolo a cura di Isadora Troiano
"The waiting drove me mad"... La fresca serata allo Stadio Euganeo di Padova è carica di attesa. Solo per loro, solo per i Pearl Jam. Nessun gruppo di supporto né intrattenimento, a parte qualche spezzone di partite dei mondiali di Russia che alleggerisce la tensione nell'aria.
Tra uno spritz e una chiacchiera col vicino di posto il tempo passa, ma la carica elettrica del pubblico cresce di minuto in minuto. Dopo il concerto di Milano, i Pearl Jam sono alla seconda prova del loro tour italiano che li vedrà impegnati, dopodomani, anche a Roma.
Ed è proprio per questo che l'attesa ci fa impazzire. Le domande sono tante: Vedder si sarà ripreso completamente dalla laringite che l'aveva colpito la settimana scorsa? Cosa ci aspetta questa sera per il ventesimo concerto della carriera dei Pearl Jam in Italia?
Ogni dubbio, ogni paura viene fugata in pochi attimi, quando i ragazzi salgono sul palco. Le prime note di "Pendulum" esplodono dalle casse e tutto è dimenticato: la stanchezza per la lunga attesa, l'incertezza su ciò che potrebbe essere. I Pearl Jam ci sono, come a Milano e molto più che a Milano.
 
 
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Carichissimi, sorridenti, con un Eddie Vedder finalmente al 100% della forma e della sua incredibile potenzialità vocale, questi sono i Pearl Jam, al massimo del loro splendore.
L'emozione del pubblico dello Stadio Euganeo è fortissima, vedere i Pearl Jam, questi Pearl Jam, dà le vertigini: una dopo l'altra si susseguono canzoni immortali come "Corduroy" o "Given To Fly" e altre meno suonate come "Gods' Dice" o "Red Mosquito". Raccogliendo un'ovazione dietro l'altra, la band è galvanizzata, Mike McCready e Stone Gossard si producono in lunghi assolo e intermezzi, correndo da una parte all'altra del palco, Matt Cameron è una macchina da guerra dietro le pelli, Vedder è scatenato, salta, corre, si sporge verso la folla e finisce anche a cantare in bilico sulla transenna della prima fila, trattenuto a stento dai bodyguard.
Non mancano le parole di Vedder in italiano, che ha ricordato il grande dispiacere per il concerto annullato all'Heineken Jammin Festival di Mestre nel 2007 (a nome di tutti quelli che c'erano quel giorno,grazie Ed!), cementando ancora di più l'atmosfera di coinvolgimento e complicità che pervade lo stadio stracolmo. È un live di un'intensità incredibile, carico di emozioni da pelle d'oca in ogni singolo momento dello show, come solo una band monumentale come i Pearl Jam sa fare. La folla si scatena con "Spin The Black Circle" e una "Once" semplicemente epica, si commuove fino alle lacrime con "Black" e "Betterman", si stupisce di chicche come "Crazy Mary".
 
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Ventisette canzoni, due encore e quasi tre ore di musica, a pochi minuti dalla mezzanotte i Pearl Jam sono ancora sul palco, le luci dello stadio si accendono per l'immancabile "Indifference" in chiusura e sembra che il tempo sia volato.
Non c'è molto altro da aggiungere: chi conosce i Pearl Jam, chi sa di cosa sono capaci è pervaso dal piacere di aver assistito ad un live potente e commovente, chi li vede per la prima volta è totalmente rapito da ciò che è appena avvenuto. Semplicemente, un concerto da portare nel cuore.
 
Setlist: 

Pendulum
Low Light
Last Exit
Do the Evolution
Animal
Corduroy
Given to Fly
Gods' Dice
Not for You
Even Flow
Daughter
Red Mosquito
Mind Your Manners
Down
Spin the Black Circle
Porch

Encore 1:

Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
Inside Job
Once
Better Man
Black
Crazy Mary
Rearviewmirror


Encore 2:

Smile
Alive
Baba O'Riley (The Who cover)
Indifference




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