Sum 41 + Zebrahead + Waterparks - Rimini Park Rock 2018
31/08/18 - Rimini Park Rock, Rimini


Articolo a cura di Sophia Melfi

Si ringrazia Dario Fabbri per la collaborazione.

 

E chi dice che il punk rock non possa arrivare ovunque? Questa volta è toccato alla riviera romagnola e in particolare al Rimini Park Rock (Rimini Fiera), in cui si sono esibiti Waterparks, Zebrahead e naturalmente una delle band portavoce del genere a livello planetario, i Sum 41.

 

Alle 19:00 in punto salgono sul palco gli Waterparks. Il trio americano si distingue particolarmente per la propria simpatia ed empatia con il pubblico, nonostante una certa diffidenza iniziale di questo nei loro confronti. Il legame tra band e spettatori aumenta in maniera esponenziale ad ogni canzone. A dimostrazione di ciò, il sentito applauso che ha sorpreso la band americana sul finire del brano "Stupid For You". L'atmosfera è sempre più coinvolgente, quando gli Zebrahead arrivano sul palco e si esibiscono con uno stuolo di fan al cospetto che urla a squarciagola i loro classici e le loro novità. Perché citando ciò che dirà Deryck Whibley poco dopo: "Siamo tutti una grande famiglia, la famiglia del punk rock e dell'heavy metal a giudicare dalle vostre magliette". Ci si conosce e riconosce quindi in questo "nuovo genere" che affonda le sue radici nel punk old school britannico per rovesciarlo e reinterpretarlo alla luce di una nuova energica e grintosa generazione di fan che di certo non la manda a dire. Nonostante la giovane età del pubblico, questo dimostra ampiamente di conoscere e di sguazzare nella casa base del rock, scaldandosi a suon di circle pit durante i brevi intermezzi che separano l'esibizione di un gruppo da un altro. E tra Zebrahead e Sum 41, un brano tra tutti ha commosso e infervorato i presenti, "Bleed It Out" dei Linkin Park, band legata ai Sum 41 da una profonda amicizia e stima reciproca.

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Il pubblico non aspetta altro che loro e quelle canzoni in grado di far rivivere momenti intensi e cristallizzati in quella musica ribelle e travolgente. Alle 21:30, i Sum 41 entrano in scena sulle note di un grande classico che tutti non possono fare a meno di cantare e ricordare con nostalgia: "The Hell Song". Deryck Whibley si mostra più in forma che mai, incita e dialoga con il pubblico che ormai è per lui come una seconda famiglia. La chitarra di Dave Baksh risplende in quegli energici riff che fomentano a non finire il pubblico ormai in balia di quell'atmosfera unica ricreata dalla band. Seguono due grandi brani, tratti dal terzo album in studio Chuck, "We're All To Blame" e "88". Il pubblico è ormai irriconoscibile, intrecciato in un groviglio di mani, teste e piedi che viaggiano per tutto il parterre. Una setlist notevole, quella dei Sum 41, che ha stupito e fatto innamorare sulle note di nuovi repertori e del vecchio sound old school di pezzi come "Over My Head" e "Mr. Amsterdam". Si avverte un'energia e un senso di unione ormai incontenibile, incrementati dalla scelta della band di inserire a grande sorpresa strabilianti cover come "War Pigs", "Another Brick In The Wall", "We Will Rock You", "Killing In The Name" e tante altre. Un sentito omaggio all'heavy metal e al rock nella sua forma più pura, unito al sound dei Sum 41 che dal vivo si mostra in tutta la sua potenza e franchezza. Un tipo di sonorità dura e vitale che coinvolge e scatena la platea.

 

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Il clima è infuocato e stemperato, raramente, da alcune "ballad" quali "With Me" e "Pieces" che ricordano e commuovono il pubblico. A seguire, immancabili evergreen del calibro di "Walking Disaster", "In Too Deep" e "Still Waiting". Una pausa doverosa, prima di avviarsi al termine dell'incredibile e nostalgica serata. Il concerto si conclude con due gradi brani "Skumf*k" e "Fat Lip", durante i quali si alza all'unisono un imponente coro che accompagna la voce di Whibley: "I don't want to waste my time, become another casualty of society. I'll never fall in line, become another victim of your conformity and back down!" A chiudere definitivamente la serata "Faint" dei Linkin Park, in ricordo di un'amicizia e di un'ispirazione per l'intero mondo del rock.

 

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"I hope you'll enjoy this Sum 41 old school stuff, when we were just some dumb kids playing together". E da lì, ne hanno fatta di strada, diventando la voce simbolo di un'intera generazione di fan in cui è ancora presente quella piccola, ma fondamentale parte di gioventù ribelle di cui il punk rock dei Sum 41 si fa eternamente vessillo.

 

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Setlist:

The Hell Song

Motivation (+ 88 Outro)

We're All To Blame

Over My Head (Better Off Dead)

Mr. Amsterdam

Underclass Hero

Thanks For Nothing

Walking Disaster

With Me

Makes No Difference

Goddamn I'm Dead Again

Screaming Bloody Murder

Drum Solo (Killing In The Name)

Fake My Own Death (+ Another Brick In The Wall Intro)

We Will Rock You (Queen Cover)

In Too Deep

Still Waiting

Encore:

Pieces (Smoke On The Water/Seven Nation Army Riffs)

Skumfuk

Fat Lip

Faint (Linkin Park Cover)

 




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