Toto - 40 Trips Around The Sun Tour
04/07/19 - Auditorium Parco della Musica, Roma


Articolo a cura di Simone Zangarelli

Poche band al mondo vantano una carriera come quella dei Toto, lunga quarant'anni e costellata di successi: i Grammy Awards, 40 milioni di dischi venduti, la Rock And Roll Hall Of Fame e il recente trionfo di ascolti in streaming. Ma la band ha anche alle spalle un percorso travagliato: la morte dei fratelli Porcaro, Jeff e Mike, di cui è rimasto solo il tastierista Steve a continuare la gloriosa dinastia; l'abbandono (temporaneo?) del pilastro David Paich e di Bobby Kimball, voce dei più grandi successi della band. Eppure in ogni momento della loro carriera i Toto hanno assicurato al pubblico una perizia tecnica impeccabile, in primis grazie ai leggendari membri fondatori, che da soli hanno suonato in oltre 5000 album tra i più importanti della musica leggera, ottenendo in totale 200 nomination ai Grammy Awards, sia grazie agli eccellenti turnisti. Se tutto questo non bastasse per convincerci del fatto che ci troviamo di fronte ad una delle più grandi band da mezzo secolo a questa parte, il concerto all'Auditorium Parco della Musica per il Roma Summer Fest non può non essere la prova del nove. Oltre due ore di musica con la M maiuscola, un tripudio di strumenti, tecnicismo, talento e classe hanno contraddistinto la tappa romana del "40 Trips Around The Sun Tour", iniziato lo scorso anno e che ha lasciato sgomento e appagato le oltre 4000 anime nella Cavea dell'Auditorium.

 

 

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L'incontro generazionale si ritrova come filo conduttore della serata, a partire dalla band di apertura, i ZFG, composti da Trev Lukather e Sam Porcaro, entrambi figli dei membri dei Toto, a loro volta figli d'arte. Il pubblico è di tutte le età, dai 20 ai 70 anni, da chi conosce solo le hit a chi con quei pezzi è cresciuto, fino al musicista esperto in grado di riprodurre ogni canzone della scaletta. Quest'ultima mostra al meglio le diverse fasi creative della band. I fondamentali ci sono tutti: "Hold The Line" "Rosannna" "Stop Loving You", ma anche le più recenti "No Love" e "I Will Remember", dedicata all'amico Tom Petty scomparso lo scorso anno. In ogni brano si può sentire la ricercatezza nell'armonia, il tocco da maestri, l'affiatamento, la gioia di suonare e a tutto ciò il pubblico risponde con entusiasmo. Gli otto musicisti sono come ingranaggi di un orologio sempre preciso: il tocco di Steve Lukather, che passa dal sound più delicato a quello più concitato e ritmico, i soli di tastiera Steve Porcaro, imprevedibili, sopra le righe, creativi, la voce ricca di Joseph Williams che non perde un colpo. La magia dello spettacolo permette anche momenti di intimità, come la sessione acustica dove Lukather e Porcaro raccontano la nascita di alcuni brani fra i quali "Human Nature", cantata da Michael Jackson in Thriller ma scritta dal tastierista americano dopo che la figlia Heather ebbe una brutta giornata a scuola. Non si tratta dell'unica cover in scaletta. L'alieno Lukather regala una versione moderna di "While My Guitar Gently Weeps", dedicata all'autore George Harrison, grazie al quale iniziò a suonare la chitarra. Qui il musicista sfoggia uno dei migliori assoli della serata, pari a quello di "English Eyes", dove potenza, abilità e sensibilità tipica dei grandi artisti si sublimano in un'espressione di incontenibile passione per la musica, tanto travolgente da lasciare a bocca aperta. Non a caso Eddie Van Halen disse di lui che si tratta del più grande chitarrista vivente.

 

 

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Una menzione a parte meritano sessioni strumentali, fatte di temi sviluppati, stravolti, reinterpretati, scambiati e ripresi, tipici delle migliori jam session. Geniali le parti di tastiera di Dominique Taplin, che non ci fa sentire più di tanto la mancanza di Paich. Musicista dal talento straordinario, il giovane dimostra una manipolazione dell'effettistica sbalorditiva e suona assoli estremamente complicati con trasporto e neanche le sbavature gli fanno perdere la grinta, tutto è messo al servizio della performance. I Toto riescono a portare sul palco anche il fascino della musica jazz americana, quella che nasce dallo spirito di condivisione, dalla passione per lo strumento, dal dialogo non verbale. E così le strutture delle canzoni ne risentono, soprattutto i pezzi più tendenti al progressive. Immancabile "Africa" alla fine della setlist, suonata insieme agli ZFG in un trionfo di applausi, è la degna conclusione di una scaletta perfetta. Ma non è ancora finita, c'è ancora voglia di suonare. Con un'emozionante versione di "Home Of The Brave" i Toto concludono una performance da manuale, prova che solo rinomati musicisti di fama internazionale potevano offrire.

 

Tutto al posto giusto, niente è mancato per la seconda delle tre tappe italiane di questo tour, il 5 luglio si replica a Lucca. Chi pensa che i Toto sono morti dovrà ricredersi, e il live è la migliore dimensione per farlo. Lunga vita a chi ha ancora tanto da trasmettere.

 

Setlist:

Devil's Tower

Hold the Line

Lovers in the Night

Alone

I Will Remember

English Eyes

Jake to the Bone

Rosanna

Acoustic
Georgy Porgy

Human Nature
(Michael Jackson cover)

I'll Be Over You

No Love

Stop Loving You

Piano Solo
(Dominique Taplin)

Girl Goodbye

Lion

Dune (Desert Theme)

While My Guitar Gently Weeps
(The Beatles cover)

Make Believe

Africa

Encore:
Home of the Brave




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