Voivod - Europe Tour 2018 35th Anniversary
19/09/18 - Largo Venue, Roma


Articolo a cura di Simone Zangarelli
Una serata completamente dedicata al thrash metal, quella che si è svolta il 19 settembre al Largo Venue di Roma, per l'occasione gremito da metallari di tutte le età impazienti di vedere ed ascoltare i mitici Voivod, in tour per festeggiare i trentacinque anni di carriera. Grazie ad uno stile musicale inconfondibile e al carisma che li contraddistingue, la band ha influenzato almeno due generazioni nell'ambito della musica anticommerciale, affermandosi come leggende del metal non-di-tendenza.

I primi a calcare il palco alle 21 in punto sono i ferraresi Game Over, e salta subito all'orecchio l'ispirazione di stampo Megadeth-iano fatta di riff di chitarra martellanti e fragorosi. Interessante l'intreccio di voci, dove, con attento studio, quella del frontman e bassista si fonde con i cori dei due chitarristi, e allo stesso modo, le chitarre suonano parti ben suddivise e altrettanto ben intrecciate. Nel complesso la band si scatena durante l'esibizione ma rimane un po' fredda nei confronti del pubblico, sicuramente a causa del poco tempo a loro disposizione.

 

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Su questo fronte rimediano i Nightrage, band più incisiva per quanto riguarda le parti vocali e soprattutto, il contatto col pubblico. Lo scream risulta all'altezza di una grande band, peccato che le parti strumentali non siano all'altezza della versatilità vocale, apparendo un po' monotone soprattutto nella parte iniziale dello show. Il loro concerto è fortunatamente in crescendo: i Nightrage tirano fuori qualche mina death e thrash metal che fa alzare i pugni al cielo ai più scatenati, sfoderano buoni assoli e molti stacchi, sorretti da batteria e basso che si fondono all'unisono. A fine concerto il frontman scende tra il pubblico, chiacchiera con i fan e si scatta qualche selfie. Nel complesso portano a casa una buona esibizione.

 

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Il momento atteso da tutti i presenti giunge alle 22.00 insieme ai Voivod, accolti da cori e applausi. Si inizia subito con "Post Society" e già da poche note appare chiaro che si tratta di un gruppo di altro livello rispetto ai precedenti. Non solo nella definizione del sound, e non dipende neanche dalla tecnica mostruosamente impeccabile, ma forse è nella naturalezza con cui tutto ciò arriva al pubblico in modo talmente diretto da risultare ovvio: i Voivod sono dei maestri. Il classico "Ravenous Medicine", estratto dal capolavoro "Killing Technology" richiama le ritmiche potenti e serrate dei Judas Priest, il sound calibrato e potente degno dei migliori pezzi power metal. La precisione e il tocco Michael Langevin alla batteria, colonna portante insieme allo storico Denis "Snake" Belanger alla voce, sono da brividi.

 

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A sole 48 ore dall'uscita di "The Wake" ennesima fatica in studio, i Voivod eseguono il nuovo singolo "Obsolete Beings" dimostrando di aver intrapreso un progetto ben riuscito, fresco rispetto ai canoni più classicamente thrash metal. I quattro producono un sound grandioso, la voce di Snake è precisa e carismatica. Non è da meno la chitarra di Daniel Mongrain, che da solo si fa carico di quasi tutta la struttura melodica dei pezzi, sempre all'altezza della situazione. Ormai da dieci anni nei Voivod, il chitarrista sfodera assoli al cardiopalma ed un'esuberanza incontrollabile, improvvisa e riunisce piccoli pezzi di "Smoke On The Water", "I Was Made For Loving You", "Stairway To Heaven" e altri classici fra i brani della scaletta. Ogni strumento spinge più dell'altro, come un vortice di suoni da cui non è possibile uscire senza conseguenze. Perfetti nei cambi di groove (insidiosi da eseguire), puliti nei soli, i Voivod dimostrano di aver raggiunto un'intesa di gruppo davvero notevole e, naturalmente, si riflette nell'esibizione. Il risultato è una vera e propria festa sul palco. I quattro trasmettono allegria, gioia di suonare insieme e di celebrare con il pubblico una carriera maestosa. Altri pezzi suonati da "The Wake" comunicano una rinnovata ispirazione, staccano efficacemente rispetto al repertorio classico, convincono a pieno. Decisamente l'affetto del pubblico ha contribuito a creare un clima gioviale, come fossero degli amici ritrovati dopo tanto tempo.

 

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Che i 35 anni di carriera corrispondano ad una nuova giovinezza? Impossibile negare che i Voivod si godono uno stato di grazia più che meritato e che è destinato a continuare il giorno seguente a Milano, con l'ultima data della tournée italiana e l'uscita del nuovo album. Tanta fortuna e lunga vita ai Voivod.

 

Tracklist Voivod

Post Society
Ravenous Medicine
Obsolete Beings
Technocratic Manipulators
Into My Hypercube
Iconspiracy
The Prow
Order of the Blackguards
Fall
Always Moving
The Lost Machine
Voivod 




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