OZ
Burning Leather

2011, AFM Records
Heavy Metal

Recensione di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 27/11/11

Probabilmente il nome OZ non vi dirà nulla (tralasciando ovviamente il ben più celebre mago o l’omonima serie TV) ed effettivamente non ha detto molto nemmeno a me, che tutto sommato, la scena heavy metal la mastico quotidianamente. Gli OZ nascono musicalmente alla fine degli anni ’70 in Finlandia e riescono in poco tempo ad affermarsi in ambito internazionale grazie al loro metal roccioso e granitico che tanto andava di moda in quegli anni. Tra un disco e l’altro la band si scioglie nel 1991 e non abbiamo più notizie di loro fino al 2011, anno in cui vede la luce il primo disco dopo venti anni di silenzio: “Burning Leather”.

Ok, non è esattamente un disco nuovo e sfiammante, quanto, piuttosto, una riedizione di vecchie glorie intervallate da nuovi brani che hanno l’ambizione di mostrarci quello che gli OZ sono attualmente. L’alternanza sinusoidale di brani del passato (ammetto che ho dovuto ricercare informazioni a riguardo) e del presente è senza dubbio un’ottima trovata che saprà far contenti sia i fan di vecchia data che ancora ricordano gli scandinavi, sia le nuove leve affamate di metallo made in eighties. Brani come “Searchlights”, “Fire In The Brain” e “Turn The Cross Upside Down” ricevono nuova vitalità dalla registrazione moderna, risultando ancora piacevoli e senza tempo; anche le nuove proposte non mancano di stupire ed ammaliare, nella loro semplicità affondano il colpo e ti colpiscono in pieno viso con forza inaudita: “Dominator” e la titletrack “Burning Leather” esplicitano benissimo quanto appena detto. Provare per credere.

Gli OZ, capitanati da Ape DeMartini, riescono nella loro operazione nostalgia, rimettendosi in gioco vent’anni dopo la loro ultima uscita discografica, andando a scomodare con semplici mosse i capimastri del genere. Se siete affamati di monolitico heavy metal, se siete degli inguaribili nostaglici degli anni ’80 o se semplicemente vi ricordate chi fossero gli OZ, bè, non lasciatevi scappare “Burning Leather”, che dietro la sua copertina non certo all’ultimo grido in fatto di grafica, nasconde un nucleo purissimo e potente.




01. Dominator
02. Searchlights
03. Let Sleeping Dogs Lie
04. Fire In The Brain
05. Seasons In The Darkness
06. Turn The Cross Upside Down
07. Burning Leather
08. Gambler
09. Enter Stadium
10. Total Metal
11. Third Warning

Speciale
Intervista - While She Sleeps (Loz)

Speciale
L'angolo oscuro #22

Speciale
FM - Tough It Out Live

Speciale
The End Machine - Phase2

Recensione
Primal Fear - I Will Be Gone [EP]

Recensione
Nad Sylvan - Spiritus Mundi