Candlemass
Death Thy Lover [EP]

2016, Napalm Records
Doom

Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 21/06/16

A dispetto dei numerosi tentativi di rilancio degli ultimi anni e di release incoraggianti ("Death Magic Doom"), la carriera degli svedesi Candlemass ricorda sempre di più un grande gioco dell'oca in cui la band torna ciclicamente al punto di partenza. I tempi di Messiah Marcolin sono senza dubbio lontani e non è solo questione di avvicendamenti dietro il microfono: con il leader Leif Eidling impegnato in vari side project e temporaneamente fuori dai giochi per problemi di salute, la band sembra voler lanciare un segnale, una sorta "ehi, ci siamo anche noi" nel tentativo di uscire da questo grande impasse artistico. L'arrivo di Mats Levèn nel 2012, straordinario vocalist di comprovata esperienza, ha consentito alla band di proseguire l'attività live e mantenere in qualche modo attuale il proprio nome.
 
"Death Thy Lover" è un passaggio interlocutorio nella carriera del combo di Stoccolma, con un cantante che non riesce a togliersi la veste di guest e una formazione che si gioca la carta del rilancio un po' per prova, un po' per disperazione, ma "Death Thy Lover" al di là degli sprazzi e dei richiami al sound classico della band, regala davvero pochi sussulti: il sound della title track ricorda un certo hard rock giocato sulle frequenze medie, va un po' meglio con "Sleeping Giant" e "Sinister Sweet" che pur senza sussulti, recuperano le sonorità che hanno fatto la fortuna dei Candlemass. A fronte di un guitar working interessante va detto che la prestazione del vocalist, pur di alto livello, manca di quella solennità che caratterizza da sempre lo stile della band e nulla ha da spartire con i vecchi capolavori in termini di impatto emotivo. La conclusiva "The Goose" è invece un goffo tentativo strumentale di ricreare le atmosfere opprimenti dei primi Candlemass. Alla prova dei fatti era lecito aspettarsi qualcosa di più dalla prestazione di Levèn in studio, e questo è senz'altro un aspetto che dovrà essere curato maggiormente in un ipotetico rientro in studio.
 
"Death Thy Lover" è un EP con il quasi nulla dentro, un prodotto superfluo che lascia poche speranze per il proseguo della carriera degli svedesi. Accontentiamoci di rispolverare "Epicus Doomicus Metallicus", per il momento.




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