Excalion
Dream Alive

2017, Scarlet Records
Power Metal Melodico

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 07/07/17

Dopo una pausa lunga 7 anni i finlandesi Excalion sono tornati con un nuovo album. Scacciamo immediatamente qualsiasi dubbio: gli anni di silenzio e i cambiamenti in formazione - Marcus Lång (Force Majeure) alla voce, Aleksi Hirvonen alla chitarra e Onni Hirvonen al basso – non hanno affatto modificato la proposta musicale del combo finlandese.

Dream Alive”, pur vedendo la luce nel 2017, sembra provenire dagli anni d’oro del power metal melodico scandinavo. Un salto indietro nel tempo che può anche lasciare soddisfatti gli appassionati della musica di quell’epoca, ma che a conti fatti risulta un po’ troppo dipendente da quanto già espresso in quel lasso di tempo da band come Stratovarius e Sonata Arctica. Non lascia quindi stupiti un brano d’apertura come “Divergent Falling”, che dalla band di Timo Kotipelto saccheggia – o omaggia, vedete voi come volete intenderla – molto. L’arrivo di Lång quale nuova voce della band innesca un ulteriore corto circuito, questa volta con i Tarot di Marco Hietala. “Deadwater Bay”, in quest’ottica, è l’esempio migliore.

“Dream Alive” è un album estremamente ben prodotto, dove ogni strumento si trova al posto giusto. Anche la tecnica dei cinque musicisti è ottima. Lascia quindi un po’ sbigottiti il voler proseguire a testa bassa lungo una strada che dal 2005 – anno del debutto “Primal Exhale” – ad oggi ha subito ben poche deviazioni. Rispetto ai precedenti capitoli, il nuovo album si segnala per una leggera variabilità in scaletta. Brani come “The Firmament” – piacevole lento degnamente sostenuto dalla voce di Lång, che si rivela capace di declinarsi all’occorrenza quale struggente cantastorie – o la conclusiva “Portrait On The Wall” – lunga traccia che, spaziando tra i Tarot ed i Sonata Arctica, riesce comunque a mantenere viva l’attenzione per tutti gli 11 minuti di durata grazie a diverse sezioni ben collegate - riescono a limitare in parte in danni causati da una formula che, con il passare delle tracce, inizia a soffrire di ripetitività.

Da un certo punto di vista fa piacere che la band, dopo anni di silenzio, sia riuscita nuovamente a rimettersi al lavoro grazie ai nuovi innesti in formazione e ad un contratto con la nostrana Scarlet Records. Onestamente, non ci troviamo di fronte a musicisti scalcinati o a brani scritti malamente, come in molti altri casi capita invece di vedere. Resta comunque il grosso problema di come la musica della band sia estremamente derivativa da quanto ottimamente fatto decenni fa da band di alto livello. Se il nome Stratovarius – o Sonata Arctica – verrà ricordato ancora a lungo, e non solo nel Vecchio Continente, se la loro musica sarà ascoltata per molti anni ancora, quanto invece proposto dagli Excalion finora brilla solo di luce riflessa, e sembra troppo effimero per resistere all’inclemente giudizio del tempo.



01. Divergent Falling
02. Centenarian
03. Marching Masquerade
04. Amelia
05. Release The Time
06. One Man Kingdom
07. Deadwater Bay
08. The Firmament
09. Man Alive
10. Living Daylights
11. Portrait On The Wall

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