Unisonic
Live In Wacken

2017, Ear Music
Heavy Metal

Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 20/07/17

Io me li immagino Kiske  e Hansen nel mezzo dell'inverno amburghese: nei locali giusti della città anseatica si decide la prossima edizione del Wacken Open Air, in città ci sono le etichette, gli addetti ai lavori, gli Hamburg City Rockers. Nel 2016 il rosso chitarrista si guadagna ben due slot al festival, uno per l'estemporaneo progetto Hansen & Friends, l'altro con gli Unisonic dell'amico Michael. Stessa serata, stesso palco, un autentico monopolio. Sarà l'ultima festa prima di un lungo ritiro, la reunion degli Helloween incombe e il lavoro da fare sarà tanto, vietato farsi trovare impreparati o fuori forma.
 
L'esibizione in quel di Wacken ha il sapore della gita fuori porta in un weekend d'agosto e spiace dirlo, la testimonianza di quella serata è più o meno sulla stessa linea. Chi scrive era presente al festival in quei giorni e aspettava con una certa ansia l'esibizione del dinamico duo, autentici beniamini per gli amanti delle sonorità classiche e che ancora riescono a regalare grandi emozioni. Quello di Wacken non è stato uno show deludente, alla faccia del fango e di un pubblico accorso al party stage in maniera piuttosto tiepida. I due grandi amici adottano per l'occasione tutti i crismi necessari a soddisfare i palati teutonici: suoni perfetti, pose plastiche, professionalità estrema. Kiske, Hansen e il resto della band hanno interpretato la serata con il massimo della professionalità, il che intendiamoci, va benissimo. Quello che rimane fra i solchi di "Live In Wacken" è la sensazione di un compitino ben eseguito quanto si vuole, ma pur sempre un compitino. Kiske non è mai stato un animale da palco, ma oggi si limita a bighellonare su e giù per il palco, limitando al minimo le interazioni col pubblico ("Wackeeeeennn...?!"). I classici alla "March Of Time" regalano ancora più di un'emozione e lasciano intuire quale spettacolo ci possa attendere con la reunion degli Helloween.  Anche il repertorio della band ha i suoi grandi momenti,  citiamo "Exceptional" , "My Sanctuary" e la canzone che dà il nome al gruppo,  gli Unisonic vengono da due eccellenti prove in studio e le premesse da questo punto di vista sono ottime.
 
Al netto di tutto ciò, resta il rammarico di ciò che poteva essere, una punta di entusiasmo sarebbe bastata per dare senso a un prodotto destinato a finire presto fra gli scaffali delle offerte. Dalla scaletta è stata criminalmente tolta "Over The Rainbow", l'unico momento davvero toccante del set, eseguita dai due sdraiati a bordo palco con gli occhi al cielo. Un vero peccato, perché avrebbero davvero potuto dare tanto di più. Ci piace pensare che si stiano in qualche modo risparmiando, e che il meglio debba ancora venire, a fine anno o giù di lì.




01. Venite 2.0
02. For The Kingdom
03. Exceptional
04. My Sanctuary
05. King For A Day
06. A Little Time
07. Your Time Has Come
08. When The Deed Is Done
09. Star Rider
10. Throne Of The Dawn
11. March Of Time
12. Unisonic

Intervista
Lione/Conti: Fabio Lione

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