Scorpions
Love At First Sting

1984, Mercury Records
Hard Rock

Per fare un grande disco servono grandi hits: gli Scorpions lo sanno e ottengono il lasciapassare per il successo planetario.
Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 27/08/15

Può crescere dal nulla e sbocciare in un secondo: l'amore raccontato da Francesca Michielin in questa estate 2015 non è poi così diverso da quello degli Scorpions di trentuno anni fa. Nel linguaggio della band tedesca, amore a prima vista si legge “Love At First Sting”, l'equivalente di quattro milioni di copie vendute e popolarità su scala mondiale. Un disco che rappresenta la conclusione di una scalata iniziata nel 1979 verso la vetta di quel rock da classifica portato al successo da bands come Journey e Foreigner. Senza avere la pretesa di inventare alcunché, gli Scorpions si erano prefissati l'obbiettivo di riscrivere quelle canzoni secondo una sensibilità tutta europea che rompesse l'egemonia angloamericana.
 
“Love At First Sting” può essere capito e apprezzato solo immergendosi per un attimo nell'epoca che lo ha visto nascere: mettete su il vinile e il sound degli Scorpioni affiorerà in tutta la sua potenza, trainato da una sezione ritmica quadrata come solo i tedeschi sanno concepire. Con i riff abrasivi di “Bad Boys Running Wild”, “Big City Nights” e sopratutto quella “Rock You Like A Hurricane” che diventerà il rock simbolo dei cinque teutonici, l'amore a prima vista è assicurato. Nove pezzi come cemento a presa rapida per la facilità con cui entrano dentro, ma che sotto la patina racchiudono gli elementi cardine di uno stile entrato nella storia anche senza essere innovativo: la sezione ritmica pulsante, i riff grattugiati da Rudolph Schenker e gli ispirati assoli di Jabs, la voce squillante di Klaus Meine (ancora oggi in forma smagliante). La intro acustica di “Coming Home” si trasforma in un rock apripista all'arma bianca, un pugno di ferro dentro un guanto di velluto esattamente come il titolo (si tratta infatti di una dedica al proprio pubblico per il ritorno in tour...e non il contrario), la band ha una voglia matta di divertirsi, per far cadere i muri e raccontare le rivolte passerà ancora qualche anno, e anche questo è il riflesso dei tempi in cui l'opera è stata concepita. Nel linguaggio degli Scorpions si definiscono brani riempitivi quelli che non sono riusciti a trasformarsi in hit: un concetto che va puntualizzato per non sottovalutare la marziale drammaticità di “Crossfire”, il reggae sperimentale di “As Soon As The Good Times Roll” (per i canoni degli Scorpions, ovviamente) e perché no, anche il divertissement di “The Same Thrill” strategicamente posizionato in chiusura di lato A (ah, i vinili...). Fu amore a prima vista anche qualche anno dopo, quando il sottoscritto rimase incantato dal video e dalle note di “Still Loving You”, la ballad che vanta tanti, troppi tentativi di imitazione e che più si avvicina al modello perfetto di rock ballad, se mai ne esistesse uno: romantica ma non sdolcinata, teatrale ma non troppo melodrammatica, aggressiva all'occorrenza ma non pomposa, “Still Loving You” ha il suo punto di forza nel graduale crescendo che la allontana da tutti i clichè di genere più di quanto sia mai stato detto.
 
“Love At First Sting” è a tutti gli effetti il lasciapassare per la storia: anche gli Scorpions possono ora vantare una vera hit(o almeno due...) di livello mondiale, un disco pluripremiato, una rispettabilità che rompeva il monopolio anglosassone e che proprio per questo aveva valore enorme. Da qui in avanti il declino in termini artistici sarà lento e graduale, ed è qui che iniziano ad emergere le prime crepe in seno alla band. Quella sezione ritmica così decisiva nel sound degli Scorpioni inizia a diventare un problema ingestibile, al punto che le tracce demo del disco vennero registrate ai Polar Studios di Stoccolma con Jimmy Bain e Bobby Rondinelli. Una storia che sfocia nel mito, cui la stessa band ha sempre dato risposte poco chiare. Gustosi aneddoti da dietro le quinte che non intaccano il valore di un'opera fra le più rappresentative non solo degli Scorpions, ma di tutti gli anni '80.




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