Ritchie Blackmore's Rainbow
Ritchie Blackmore's Rainbow: Live In Birmingham 2016

2017, Eagle Records
Hard Rock

Recensione di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 06/06/17

Il live si apre con l'introduzione meravigliosa tratta da "Il Mago di Oz", la voce di Dorothy che esclama "must be over the rainbow" e il calore del pubblico che cresce fino a diventare rovente quando Ronnie Romero esorta la folla a fare di più accennando l'inizio di "Highway Star". Il brano, come tutti in questa release, non ha bisogno di introduzione alcuna, trattandosi per gli appassionati del genere (e non solo) di pietre miliari del rock. Primo singolo dell'album "Machine Head" dei Deep Purple, secondo la leggenda nacque su un tourbus nel 1971. Un giornalista chiese alla band come venissero alla luce le loro canzoni e Ritchie Blackmore, imbracciando la chitarra, improvvisò un riff sul quale Ian Gillan iniziò a cantare. Pare che la famosa opener dei loro live shows, "Speed King", li avesse stancati e, dalla prima volta in cui "Highway Star" venne eseguita, il 13 settembre 1971, questa canzone divenne la nuova opener ufficiale di tutti i loro concerti. E che dire del solo di Blackmore che, per la cronaca, si è piazzato alla posizione 19 nella classifica "100 Greatest Guitar Solos by Guitar World magazine"
 
 
Si prosegue con "Spotlight Kid", tratto da "Difficult To Cure", quinto album dei Rainbow, alla fine della quale Romero saluta Birmingham e annuncia "Mistreated" mandando la folla in visibilio. Il pezzo originale dura circa 7 minuti ed è uno degli esempi di maggior raffinatezza della versione Mark III dei Deep Purple composta dal sodalizio Blackmore/Coverdale. Romero ha una carica sensuale e carismatica che non ha nulla da invidiare ai vocalist che l'hanno preceduto e la chitarra suadente di Ritchie fa il resto. 9 minuti e 26 di esecuzione da pelle d'oca in cui Blackmore sprigiona pathos da vendere. Uno dei momenti più sexy della storia del rock. 
 
 
Quando attacca "Since You Been Gone", solo voce e chitarra, è ormai furore. La canzone, scritta dal chitarrista Russ Ballard (apparve sul suo album del 1975 "Winning"), divenne poi un successo nella versione registrata dai Rainbow nel 1979 con Graham Bonnet alla voce. Il pezzo, poco più di 2 minuti e mezzo, accende l'entusiasmo dei presenti e ci traghetta dentro "Man On The Silver Mountain", brano che Blackmore ha spiegato così: "parla di un uomo in cima ad una montagna argentata tipo Gesù Cristo, ha del religioso. La mia interpretazione è che questo tizio arrivi in cima, trovi l'argento e si renda conto che non può tornare a valle. E' una progressione vagamente classica con circa 25 accordi, ma non te ne accorgi... è uno dei miei numeri preferiti... lo chiamiamo 'the Bagshot Bullet guitar playing', essendo Bagshot il posto dal quale vengo. Abbiamo registrato questa canzone in un hotel, facendo un tale baccano... uno degli amplificatori aveva una eco solo da un lato e creò un riverbero pazzesco facendo lamentare tutti gli ospiti."
 
 
L'intro di "Silent Soldier" fa impazzire la venue, con quell'atmosfera che sa un po' di ballata medievale, un po' di flamenco e le lyrics cantate all'unisono. Vale la pena soffermarci sulla bravura interpretativa di Romero che sa calarsi in ogni dannatissima situazione. Non strafà mai, lasciando cantare anche il pubblico che non gli fa mancare un calore immenso. Cantata originariamente da David Coverdale, è stata eseguita spesso anche da Candice Night che ne fa una versione assolutamente godibile. Ed eccoci ad una combo micidiale: "Difficult to Cure" + "Toccata & Fugue in D Minor" (Medley) che diventa una vera e propria celebrazione dell'unicità inarrivabile di Blackmore regalandogli un momento di assoluto protagonismo per circa 4 minuti, cui segue il solo di batteria e una parentesi strumentale di tutta la band di un livello eccelso. Siamo dunque giunti alla meraviglia di "Catch The Rainbow" con 8 minuti di poesia struggente che recita "When evening falls, She'll run to me, Like whispered dreams, Your eyes can't see". Dopo di che, per rialzare il tiro, ecco "Perfect Strangers" nella versione originale cantata da Ian Gillan, una delle poche canzoni al mondo riconoscibili con una sola nota. Romero fa scintille e rincara la dose con un'infilata micidiale che prevede "Long Live Rock 'N' Roll" e la celeberrima "Child In Time" (uno dei brani più spettacolari della storia del rock) e "Stargazer" che la band suona per dieci minuti abbondanti. E arriviamo all'ennesimo riff impossibile da non riconoscere, quello di "Black Night" che il pubblico canta come un coro da stadio incitato da Romero prima che attacchi la chitarra. Glover raccontò in un'intervista che il pezzo nacque sotto la pressione del management che voleva un nuovo singolo. Dopo aver passato un intero pomeriggio a provare riffs poco convincenti, alle 19.30 decisero tutti di andarsene al pub e di fare chiusura. Tornati in studio completamente ubriachi, Blackmore prese la chitarra e accennò questo riff: storia breve di un capolavoro, non c'è che dire. Il concerto continua con la presentazione della band e l'ovazione della platea che canta il coro per circa due minuti prima di esplodere in un applauso infinito ed esultare sulla storica "Burn" per poi concludere con "Smoke On The Water".
 
 
Un live album di altissima qualità e un'occasione davvero speciale per risentire alcuni dei pezzi che hanno dettato i livelli di perfezione compositiva ed esecutiva nella storia della musica.




CD1

01. Over The Rainbow / Highway Star
02. Spotlight Kid
03. Mistreated
04. Since You Been Gone
05. Man On The Silver Mountain
06. Soldier Of Fortune
07. Medley: Difficult To Cure (Beethoven's Ninth) / Drum Solo / Bass Solo / Band Jam / Keyboard Solo (inc Toccata & Fugue in Dm) / Difficult To Cure (Beethoven's Ninth)
08. Catch The Rainbow

CD2

01. Perfect Strangers
02. Long Live Rock 'N' Roll
03. Child In Time
04. Stargazer
05. Medley: Black Night / Woman From Tokyo / Black Night
06. Burn
07. Smoke On The Water

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