Giannutri
Avventure Tropicali

2018, Tunecore
Alternative Rock

Recensione di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 15/01/18

Gloria, animo giovane e tormentato, aspira alla libertà interiore, così inizia il suo viaggio nel sud del mondo, vissuto tra depressioni, squilibri e pastiglie, in compagnia del suo coniglio Rey che vorrebbe prima o poi ritornare alla sua campagna rassicurante. Dietro di sé, la ragazza lascia una scia di amori irrisolti e delusioni che la spingono a fuggire lontano dalla realtà.
 
Questo è ciò che i Giannutri, duo trevigiano composto da Luca Zaminga e Edoardo Scalco, vogliono raccontare con la loro opera prima autoprodotta dal titolo “Avventure Tropicali”. In realtà i due musicisti scrivono musica insieme dall'età di quindici anni, essendosi trovati in diverse situazioni artistiche in passato, fino a giungere alla formazione attuale. La scelta del nome, poi, rivela forte coesione con il titolo del disco: infatti Giannutri, oltre a rimandare ad un paesaggio mediterraneo, ad un ambiente idillaco, trattandosi di un'incantevole isola della Toscana, è anche un disco di Fabio Concato del 1990, artista dal quale il duo ha preso molta ispirazione per definire la propria identità artistica.
 
L'album incentra le 12 tracce sul tema del viaggio, lungo un itinerario che si snoda fra varie città del sud America, fino ad arrivare nelle regioni meridionali del Bel Paese, un percorso catartico più che esplorativo. Dal punto di vista musicale, ogni traccia di Avventure Tropicali prende ispirazione dalle tappe del percorso, per questo ad una base pop-rock si aggiunge un retrogusto di musica latina che a volte incontra la samba, altre volte la bossa nova, mantenendo spesso una matrice che richiama certi momenti jazz. 
 
Il viaggio inizia da “Buenos Aires”, brano che apre il disco mettendo subito in luce le caratteristiche chiave dell'album: le chitarre in primo piano e i testi che rimandano ad un immaginario evocativo e surreale, tutti composti in italiano. Il riff di chitarra all'inizio del pezzo esplode distorto nell'assolo, dove ogni strumento si guadagna il proprio spazio per emergere chiaro e rilassato, salta subito all'orecchio una certa affinità con i Subsonica dei primi anni.
 
Si prosegue con “Adolescent”, dove i sintetizzatori accompagnano le variazioni delle chitarre, creando un'atmosfera distesa e malinconica; è l'ambiente giusto per far risaltare i riff di basso e le percussioni, la componente ritmica che rende il pezzo anche ballabile. “Fra strade storte e complessità” si arriva a “Sao Paulo”, brano in cui l'anima latina del duo si esprime con ritmi quasi tribali, che annunciano la contaminazione sudamericana. La chitarra acustica si fonde con la melodia vocale, mentre il basso rinforza l'idea di samba che pezzo trasmette, fino all'ingresso della chitarra elettrica, che riporta lo stile su terreni più tradizionalmente pop. Passando per la calda milonga “Curitiba”, si approda a “Rio” e l'atmosfera si concretizza in una fusione apprezzabile fra chitarre acustiche ed elettriche, sfoderando forse il miglior assolo del disco.
 
“Soldi Di Gloria” si pone come manifesto dell'intero disco, forse per questo eletto come primo singolo, molto più vicino all'ambiente pop che non a quello fusion, e viene subito voglia di ballare. Il mix delle due voci crea un effetto eco particolarmente efficace, merito anche dell'intreccio chitarristico e delle ritmiche molto orecchiabili, i vari stacchi, poi, creano un apprezzabile effetto dinamico. La chiusura con “Bunny Rey”, in cui siamo cullati dalle note di un pianoforte, è una ballata malinconica sul senso del viaggio, una riflessione profonda sulla fine della spensieratezza ma che lascia sperare riguardo la realizzazione di una condizione di serenità, ardentemente cercata durante il lungo errare nelle terre esotiche.
 
Sebbene l'idea di fondo su cui si basa il disco risulti interessante, non sempre è espressa al meglio, causa forse una mancanza di concretezza in alcuni brani, che risultano poco a fuoco, o complici i testi acerbi, a volte poco accessibili. Con questo primo lavoro i Giannutri si collocano in una dimensione tutta loro, a metà strada fra alternative-rock e le influenze latino americane a servizio del concetto dell'album, e, alla stregua dei narratori, trasportano l'ascoltatore in prima persona nell'avventura dove ognuno, come Gloria, si sente una moderna “Alice nel Paese Delle Meraviglie”.

Ascolta QUI lo streaming!




01. Buenos Aires

02. Adolescent

03. San Paolo

04. Boom Boom Kid

05. Curitiba

06. Rio

07. Soldi di Gloria

08. Mama Yole

09. Otranto

10. Si che lo sai

11. Mare di Mezzo

12. Bunny Rey

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