Biffy Clyro
Similarities

2014, Roadrunner Records
Alternative Rock

Recensione di Chiara Frizza - Pubblicata in data: 22/07/14

L’anno scorso, “Opposites” li aveva riportati prepotentemente sotto gli occhi di tutti nella scena alternative, con la sua giusta dose di atmosfere oscure e di momenti più luminosi e positivi, espressione musicale del difficile periodo trascorso dopo il lungo tour internazionale, tra l’incapacità di ritornare alla routine quotidiana e l’alienazione che ne deriva. Ora, il viaggio intrapreso dagli scozzesi Biffy Clyro continua nel nuovo “Similarities”, a partire dal concept. Se il tema che reggeva l’intero “Opposites” erano le tinte contrastanti che caratterizzavano i due album della release, mostrandoci –appunto – i lati opposti della band, “Similarities” è una raccolta quasi speculare di brani che, come suggerisce il titolo, non molto distanti dalla release precedente.
E c’è un motivo, perché le “nuove”, quattordici tracce di “Similarities” sono per la maggior parte B-side tratti da ogni singolo estratto da “Opposites”. In un’era ormai dominata dal digitale e dal download selvaggio, in cui il mercato dei singoli ha praticamente perso su tutti i fronti, questi brani sarebbero probabilmente rimasti appannaggio solo dei fan più accaniti se il quintetto non avesse deciso di raccoglierli tutti insieme in un unico album.
Chiamiamoli scemi: tralasciando le questioni economiche che possono nascondersi dietro ad una release del genere, questi sono B-side che… non dovrebbero essere B-side. Non nel senso stretto del termine, almeno, abituati come siamo a considerare un b-side come una canzone cui manca quel qualcosa che l’avrebbe fatta finire a pieno titolo con le altre, nella vera e propria tracklist del CD. Queste canzoni meritano una luce puntata su di loro, eclettiche e sature della stessa vena creativa di cui è imbevuto “Opposites”, a dimostrare che sono proprio i periodi più difficili ad agire come benzina sul fuoco, quando si tratta di arte, ispirando a più non posso.

Anche questa volta, i Biffy Clyro dimostrano di saper giocare con atmosfere e toni l’uno l’antitesi dell’altro, intrecciandoli tra di loro e poi separandoli nuovamente: l’iniziale dolcezza dell’opener “The Rain” scivola nel tono amaro di “Thundermonster”, un equilibrio instabile che si rompe del tutto nella parte centrale dell’album, quando i riff ossessivi e il ritmo frammentato prendono il sopravvento (“City Of Dreadful Night”, “Sorry And Thanks”, “Wooden Souvenir”, “Children Limbs”, l’unico inedito presente nell’album). Il predecessore è stato un disco ricco di sperimentazioni e “Milky” non fa che confermarlo con il suo sound hard rock, con delle venature anni ’70, così come l’intro quasi funk  di “Feverish”. Tra un riff aggressivo e l’altro, rimane anche spazio per un momento radio-friendly, “Fingers And Toes”, in cui le sonorità si fanno meno aggressive e più orecchiabili, quasi a ricordare quel sound tipicamente “americano” che contraddistingue parecchie band d’oltreoceano (Green Day in primis).

Come già detto, “Similarities” non è un vero passo in avanti rispetto all’album precedente. Se mai ne è il lavoro complementare, che porta l’ascoltatore più a fondo in quell’oppressione che ha generato “Opposities” e anche nel processo creativo, a scoprire quanto si può comporre nello spazio di pochi mesi e quanto possa essere complicato dover incanalare tanta creatività nei limiti imposti per convenzione dal mercato musicale e decidere cosa tenere e cosa –magari a malincuore –scartare. Gli scozzesi hanno tagliato la testa al toro inventandosi una nuova release per dare a questi B-side l’attenzione che meritano e ci hanno visto giusto.





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