Daft Punk
Random Access Memories

2013, Columbia Records
Elettronica

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 20/05/13

Si spera vivamente che non siate tra coloro che, tratti in inganno dalla solarità easy listening del singolo "Get Lucky", si siano fiondati su questo "Random Access Memories" credendo fermamente che i Daft Punk, dopo le astrusità istintive ed elettroniche dello scorso "Human After All", potessero tornare ai fasti della digeribilità attraverso meccanismi pop maggiormente riconducibili al viaggio sull'Interstella 5555, poiché sì, questo non è certo un album difficile, cionondimeno non è per nulla pop.

Ciò che i Daft Punk ci restituiscono, dopo ben otto anni di silenzio in discografia in studio, è, per l'appunto, un viaggio nella loro memoria, attraverso ciò in cui affondano le radici della loro ispirazione, ovvero il soul, il funk e la disco, rigorosamente in quest'ordine. Tutto ciò si distilla e si condensa in magnifica purezza in "Giorgio By Moroder", canzone-manifesto con tanto di discorso iniziale del nostro connazionale eroe della produzione disco nei tardi '70s quasi imbarazzante nella chiarezza in cui si esprime la mission del quarto inciso in studio dei Daft Punk, un'opera dal feel totalmente analogico (per dire, la batteria è vera lungo tutto il viaggio) dove il Barry White in concerto in una futuristica capitale di cristallo su Venere nell'anno 3000 su "The Game Of Love" è un magnifico monumento alla felice riuscita dell'operazione. Talmente aderente nel perseguimento dell'obiettivo di portare la discoteque del 1976 all'interno del nostro 2013 mediante il tunnel del soul, che riesce quasi difficile trovare costanti spunti di interesse lungo la mastodontica durata del disco.

Già, perché nel nobile intento di sanare la lunga attesa che i Daft Punk ci hanno fatto patire, si è ben pensato di imbastire un'opera barocca, in cui la durata media dei brani supera molto volentieri la soglia dei cinque minuti, senza tuttavia decorare con sufficiente varietà gli elementi del paesaggio che fanno da cornice alla lunga traversata. Si distingue unicamente, rispetto a quanto dichiarato dall'apertura di "Give Back Life To Music", il delirio minimale ed elettronico, molto nipponico, di "Doin'it Right", il pregevole afflato orchestrale che decora l'ambient di "Motherbooard"  e la crepuscolare "Beyond", nonché l'inusuale interpretazione epica da musical perpetrata da Paul Williams su "Touch". Troppo poco, soprattutto considerando che di pezzi ridondanti ce ne sono, come la pedanteria - al limite del fastidioso - della nenia soul-pop alla Prince di "Lose Yourself To Dance", o l'estrema lungaggine funky di "Fragments Of Time". Probabilmente, avrebbero fatto comodo almeno un altro paio di destrutturazioni in crescendo tipicamente rock come sulla conclusiva "Contact", oppure - perché no - melodie ballabili ed immediatamente accessibili come su "Instant Crush": brani in cui prevale la pancia, non la testa. Così com'è, invece, il manifesto artistico portato avanti dai Daft Punk è sì ineccepibile, eppure in un qualche modo freddo (con il soul come elemento portante, si capisca la gravità dell'aggettivo) e, in forse sin troppi tratti, anche noioso.

Di fronte ad elementi di questo tipo, la più naturale delle conclusioni è che RAM non salverà dalla delusione una gran fetta di ascoltatori e - paradossalmente - fornirà altrettanto terreno di mistica esaltazione per fan vecchi e nuovi, persone che non potranno fare a meno di lodare il mero lato tecnico di assoluta eccellenza e classe dell'opera, oppure la precisione chirurgica dell'operazione di ricostruzione storica e di restauro. Pur tuttavia, è bene ricordare che la firma a contorno dell'inciso è quella di due persone che ci hanno regalato "Homewok" prima, e "Discovery" poi. Questo direi che conta. Tremendamente.




01. Give Life Back To Music
02. The Game Of Love
03. Giorgio By Moroder
04. Within
05. Instant Crush (feat. Julian Casablancas)
06. Lose Yourself To Dance (feat. Pharrell Williams)
07. Touch (feat. Paul Williams)  
08. Get Lucky (feat. Pharrell Williams)
09. Beyond
10. Motherboard
11. Fragments Of Time (feat. Todd Edwards)
12. Doin'It Right (feat. Panda Bear)
13. Contact

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