Dark Fortress
Venereal Dawn

2014, Century Media Records
Black Metal

Recensione di Marco Mazza - Pubblicata in data: 22/09/14

Certo è difficile emergere in un genere musicale in cui si è spesso costretti reinventare la ruota, e i blackster Dark Fortress lo sanno bene. Nel corso degli anni hanno cercato costantemente di evolvere la propria proposta, realizzando una discografia che, pur tra alti e bassi, può annoverare certamente capitoli di ottimo livello. Eppure non mancano sporadiche accuse alla band: troppo scontati e noiosi, cosa avvenuta anche con il rilascio del precedente "Ylem". Dopo ben quattro anni da quel momento i tedeschi sembrano voler azzerare ogni critica, compiendo un ulteriore balzo in avanti in termini di creatività, pubblicando quello che è probabilmente il disco più coraggioso che abbiano mai concepito: "Venereal Dawn".
 
"Venereal Dawn" è un affascinante concept album: in primo piano c’è il profondo sconvolgimento spirituale del protagonista in un mondo grottesco e ostile in cui l’umanità è sull’orlo dell’estinzione. Stilisticamente, la release riprende tutti o quasi gli elementi incontrati durante l’ormai ventennale carriera dei Dark Fortress: un black metal melodico che punta molto su atmosfere, divagazioni trash e assoli heavy-oriented. Detto questo non mancano però le novità, a cominciare da una maggiore pulizia del suono capace di esaltare un approccio ancor più tecnico di quello seguito in passato. "Venereal Dawn" si snoda su un percorso di nove tracce, lunghe e articolate: più che sufficienti a mostrare l’intera gamma di sfumature black pensate dai suoi autori. Che con i suoi blast beat, tastiere glaciali e il consueto screaming di Morean l’uscita sia catalogabile assolutamente come melodic black metal, non vuol dire che non si possano trovare elementi meno usuali al genere. "Lloigor", ad esempio, è indiscutibilmente una traccia dall’anima prog/death in pieno stile Opeth (quello di Blackwater Park). Passaggi groove si fondono spesso con il black, vedi la stupenda "I Am The Jigsaw Of A Mad God", non mancano nemmeno momenti acustici, "The Deep", clean vocals e addirittura voci femminili, "On Fever's Wings". Tutto questo senza eliminare elementi più convenzionali ai Dark Fortress, come l’attenzione per le atmosfere, su tutte "Chrysalis", o i riff impetuosi, come in "Odem".
 
Potente, imprevedibile e assolutamente divertente. E’ così che si può descrivere l’ultima fatica dei Dark Fortress; un album che ha tutte le carte in regola per piacere (di più) ai fan del passato ma anche di conquistare nuove fette di pubblico, potendo contare su diverse influenze che allargano il bacino d’utenza. Pur non inventando nulla, le più grandi accuse ricevute in passato dalla band sembrano crollare grazie ai nuovi innesti operati alla formula. Il nuovo disco si rivela, infatti, vario e longevo. Con "Veneral Dawn" i Dark Fortess allargano i propri confini musicali, esplorando, con interesse, nuovi territori.



01. Venereal Dawn
02. Lloigor
03. Betrayal And Vengeance
04. Chrysalis
05. I Am The Jigsaw Of A Mad God
06. The Deep
07. Odem
08. Luciform
09. On Fever’s Wings

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