Dirty Thrills
Heavy Living

2017, Frontiers Music
Rock Blues

Recensione di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 12/09/17

"Dirty Blues-Rock music infusion" amano definirsi questi ragazzotti inglesi all'attivo dal 2012. Se siete amanti dei già arcinoti Queens of the Stone Age, Black Keys e Rival Sons, sappiate che non c'è nulla di nuovo sotto al sole. Avevo notato con piacere i Dirty Thrills in apertura agli Europe nel 2015, all'Alcatraz, e avevo sperato che qualcuno si accorgesse del loro carisma. Per fortuna ci ha pensato Frontiers, che li accompagna alla release del loro nuovo lavoro in uscita il 15 settembre, "Heavy Living". I ragazzi sono anche "figli d'arte", il cantante è niente di meno che la progenie dell'ex voce dei Moody Blues, Nicky James, e pensare che si sono formati quasi per caso, complice una jam session in un tranquillo pub del villaggio di Wiltshire...


La tracklist si apre con "I'll Be With You" e serpreggia quasi immediatamente il pruriginoso confronto con un'altra band che tiene le redini del genere da ormai parecchi anni - parliamo dei Rival Sons- che ritroviamo nel modo elegante e graffiante di arrotolare la voce sui versi, nelle chitarre che quasi inciampano creando ondate di sonorità 70s non certo innovative fino agli effetti sulla voce... "Go Slow" non smentisce le mie sensazioni; siamo davanti ad una band dal sound decisamente troppo "ispirato" a qualcosa che ha (seppur ugualmente con poca originalità ma senza dubbio con un maggiore impatto per la modernità nel reinterpretare uno stile classico) riportato in vita i fasti dell'anima dei tempi che furono. Però diciamocelo, i Dirty Thrills hanno classe e stoffa da vendere, non si discute: c'è il blues, c'è l'intenzione, c'è la qualità di un'esecuzione (constatata anche in sede live) che promette grandi cose, tranne ahimé l'originalità. Uno dei pezzi che sembra discostarsi di più da questo fiume in piena è lo struggente "Lonely Soul" - degno di nota l'intro solo voce e chitarra - che regala un attimo di meravigliosa poesia e intenzione intepretativa. "No Resolve" è un classicone che pesca a piene mani dagli insegnamenti dei gloriosi padri del rock (Deep Purple e Whitesnake), "Interlude" ha un intro che richiama un canto antico dei nativi americani e rompe momentaneamente gli schemi, ma solo per 1:39. "Rabbit Hole" ha il suo perché, non foss'altro per quel mood da locale fumoso e per le evoluzioni da standing ovation della voce di Louis James.
 
 
Un album assolutamente di livello insomma, meravigliosamente suonato e prodotto da James Loughrey, che vi regalerà 11 tracks dal profumo classico e non mancherà di stupire per l'intensità e la struggente, sexy e trasognata atmosfera che culmina nel vero "gioiello" rappresentanto da "Drunk Words" e  dalla divertente e irresistibile "Get Loose" che chiude il tutto. Sperando in una futura presa di posizione nell'imporre qualcosa di più personale sfruttando l'incommensurabile potenziale di una band composta da musicisti di seria A, per ora è uno speranzoso "arrivederci".
 




01. I'll Be With You
02. Go Slow
03. Law Man
04. Hanging Around
05. Lonely Soul
06. No Resolve
07. Interlude
08. The Brave
09. Rabbit Hole
10. Drunk Words
11. Get Loose

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