Wilko Johnson
I Keep It To Myself - The Best Of

2017, Chess Records
Rock Blues

Finalmente alle stampe il meglio di uno dei blues-rocker più influenti della musica britannica, ancora misconosiuto in Italia...
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 11/04/17

Viene finalmente dato alla stampe I Keep It To Myself, l'ultimo best of di uno degli artisti più influenti e rispettati del panorama rock-blues britannico nella seconda metà degli anni '70: il pantagruelico Wilko Johnson, indiscutibile punto di riferimento per tutto il primo movimento punk inglese, per il reggae, lo ska, e modello dichiarato di moltissimi altri artisti come John Lydon, Paul Weller, gli Stranglers, David Byrne (solo per citare i più noti...) e, ancora, modello per moltissimi rockers odierni, tra cui il quasi omonimo statunitense Danko Jones. Fu Weller a dire ai microfoni del mensile Uncut: «Wilko può non essere famoso come altri chitarristi, ma sta ancora là. Un sacco di persone direbbe la stessa cosa: posso ascoltare Wilko in moltissimi posti: è una specie di accolita». Finalmente! Perchè il pubblico italiano meno attento ancora ignora quanto l'attitudine e il live-style di Johnson abbiano influenzato la scena rock del dopo anni '70. Per chi non lo conoscesse ricordiamo che, dopo un'adolescenza inquieta e una breve parentesi da insegnante di letteratura inglese (la poesia rimarrà sempre una delle sue passioni), un bel giorno Johnson si imbattè in una Fender Telecaster che cambiò la sua vita. Fu lui infatti l'anima dei Dr. Feelgood, band seminale della seconda metà dei seventies, di cui Wilko fu leader e compositore principale. Album come "Down By The Jetty", "Malpractice", e il live "Stupidity" sono pietre miliari del rock britannico e segnano un ritorno alle origini - verso i fifties di Jerry Lee Lewis, Chuck Berry (R.I.P.), Little Richard, del blues degli artisti della Chess Records - cioè a strutture più semplici, energetiche e dirette, il tutto filtrato dal personalissimo stile chitarristico di Johnson, il quale (ricordiamo) è celebre per il suo stile fingerpicking (ovvero senza plettro) e per le sue innovative ritmiche in levare, che tanto hanno pesato sul futuro della musica inglese.

 

Dopo un manipolo di album, Wilko lascia i Dr. Feelgood per futili motivi nel 1977 (si dice non gli andasse a genio la tracklist del nuovo album...) e si avventura in un'altalenante carriera solista, ricca di collaborazioni, aperta alle novità ma al tempo stesso ben calibrata sul suo classico rockstyle. Negli ultimi anni, Wilko ha rischiato di morire per un tumore al pancreas, all'inizio giudicato inoperabile, poi asportato con successo dopo un intervento di 9 ore. A tal proposito, tanto per inquadrare il personaggio, il nostro ha dichiarato: «era grosso come un cocomero! Praticamente un neonato...eheheh!». L'anno in cui Johnson si è preparato ad affrontare la morte, salvo poi sconfiggerla, è raccontato nel documentario "The Ecstasy of Wilko Johnson" di Julien Temple. Inoltre, Johnson ha anche goduto di un recente ritorno di fiamma, per avere interpretato con successo (dato l'aspetto poco rassicurante) il personaggio del Boia nella nota serie televisiva "Trono di Spade".

 

Quest'ultima raccolta antologica appare assai più equilibrata delle precedenti nella scelta dei brani: si privilegia giustamente il periodo Dr. Feelgood: brani come "Roxette", "She Does Right", "Dr Dupree", "Sneaking Suspicion" "Twenty Yards Behind", "Out In The Traffic" sono tra i classici più amati e conosciuti; ma sono fotografati anche alcuni momenti tra i più significativi della carriera dell'artista lungo gli '80 e i '90 e brani registrati tra il 2008 e il 2012 con Norman Watt-Roy al basso e Dylan Howe alla batteria, la stessa sezione ritmica del fortunato album "Going Back Home", in collaborazione con Roger Daltrey (ex Who), che ha recentemente riportato Johnson all'attenzione della stampa specializzata.

 

Un'ottima occasione, in definitiva, per approciarsi a un'artista poco noto in Italia ma cruciale per la nascita di generi e artisti che tutti amiamo e ascoltiamo. Da scoprire!





DISCO 1:

01. Roxette
02. She Does Right
03. I Keep It To Myself
04. Ice On The Motorway
05. Back In The Night
06. Turned 21
07. Paradise
08. Barbed Wire Blues
09. Dr Dupree
10. Sneaking Suspicion
11. Living In The Heart Of Love
12. Some Kind Of Hero

DISCO 2

01. Twenty Yards Behind
02. Out In The Traffic
03. Cairo Blues
04. The Hook
05. Keep On Loving You
06. All Right
07. When I'm Gone
08. Come Back And Love Me
09. She's Good Like That
10. The Beautiful Madrilena
11. Underneath Orion
12. Down By The Waterside
13. I Really Love Your Rock 'n' Roll

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