James Holt
Sanguine On The Rocks

2016, Indipendente
Alternative Rock/Folk

Recensione di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 20/11/16

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---ITA---

 

Il secondo EP del britannico James Holt bussa alla nostra attenzione con l'attacco di batteria dell'impaziente "Mirror". Ecco, immaginate quello specchio ruotare tra le sue abili dita da polistrumentista e farsi la cristallina pista per un giro di bossa nova a metà strada tra rock e folk.

 

Con la stessa spavalderia dei fiati che avevano già scandito la opener, Holt ci offre quindi un sorso del cocktail di sua invenzione, quel "Sanguine On The Rocks", in cui ha shakerato una discreta dose di passione e quel goccetto di naufragio a battezzare il suo secondogenito. La stessa voce dell'artista è in perenne oscillazione tra il corteggiare l'ascoltatore e un disperato tentativo di restare in equilibrio anche durante il più profondo e affrettato casquet. Il carattere canoro è soltanto una delle frecce nella faretra del mancuniano se si considera come, nonostante la giovane età, egli sia riuscito a destreggiarsi, non solo tecnicamente, in questa dimensione sospesa tra motown e psichedelia da lui plasmata sia a livello di scrittura che di registrazione e mixaggio.

 

Pregievole è il richiamo settantiano che pervade "Contemplations", sostenuta da un energico comparto ritmico, e dall'organo, al punto da ricordare certe colonne sonore del periodo. A confermare che il ragazzo sia sulla buona strada è la sofisticata "The Lost Boy No More" il cui titolo sembra già voler sottolineare come l'autore sia consapevole del cammino intrapreso. Tenendo tra le mani il suo secondo lavoro, venato dai toni dimessi dell'artwork, ispirato dal verso "unwilling to these sad shores" della traccia in chiusura, viene da pensare che, più che di un crepuscolo, vi sia ritratto un promettente inizio di carriera.



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---ENG---

 

The second EP by the James Holt knocks to our attention with the impatient drumming of "Mirror". Well, let's try to imagine that mirror spinning in the skilled hands of the British multi-instrumentalist to become a dance floor. It is the ideal set for a round of bossa nova, halfway between folk and rock.

 

With the very same boldness of the winds articulating the opener, Holt offers a sip of his brand new cocktail: "Sanguine On The Rocks". The receipt? A remarkable dose of passion and half cup of wreckage, all stirred together to baptise his second-born. Holt's voice is in continuos oscillation between courting the listener and the desperate attempt to keep the balance even for the deepest and rushed casquet. His vocals are just one of the strings in the arrow of the mancunian artist. Despite his young age, he in fact managed to navigate, not only technically, in this suspended dimension between motown and pshychedelic music created by his songwriting, recording and mixing.

 

Exquisite the '70s character of "Contemplations", sustained by the rhythmic division, and organ, recalling certain soundtracks of the period. To confirm the boy is already on the right path, is the refined "The Lost Boy No More" whose title seems to underline the self-awareness of the author. Watching the faint shades of the artwork, inspired by the final track line "unwilling to these sad shores", that sky is not a sunset but more the portrait of the beginning of a promising career. 

 





01. The Mirror
02. Sanguine On the Rocks
03. Tears Aren't Enough
04. Contemplations
05. And Then I Awoke
06. The Lost Boy No More

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