Kaipa
Sattyg

2014, InsideOut Music
Prog Rock

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 10/11/14

Tra i nomi più caratteristici del prog rock svedese possono figurare a pieno diritto i Kaipa. La band, riformatasi agli inizi di questo nuovo secolo dopo quasi vent’anni di silenzio, sembra vivere una seconda giovinezza nella forma di un rinnovato slancio creativo che ha dato i natali a sei album di alto livello. Hans Lundin (voce e tastiere), fondatore ed unico membro originario rimasto, per questa nuova incarnazione dei Kaipa si è affidato ad una formazione di tutto rispetto: Morgan Ågren (Mats/Morgan Band, Zappa, Devin Townsend) alla batteria, Jonas Reingold (The Flower Kings) al basso, Aleena Gibson e Patrik Lundström (Ritual) alla voce, Per Nilsson (Scar Symmetry) alla chitarra.

Con “Sattyg” il combo svedese torna nuovamente a solcare rotte ben conosciute, mettendo in mostra tutte le caratteristiche insite nel DNA della band: il rock progressivo, naturalmente, ma anche il folk, la fusion ed una spruzzata di influenze medievali. L’abilità di Lundin e soci è tale che, pur rimescolando i consueti ingredienti, il risultato suona estremamente fresco e coinvolgente. Il minutaggio elevato a disposizione di ogni singola composizione permette di sviluppare appieno una struttura complessa in continua mutazione, dove ad essere in primo piano non sono solo gli strumenti (che comunque si ritagliano, a ragione, un’ottima fetta di visibilità) ma anche le voci (soprattutto quella della Gibson), capaci di rincorrersi, di alternarsi, massimizzando così l’effetto di progressione anche all’interno del cantato. Il prog proposto guarda molto alle origini del gruppo, che si collocano negli anni ’70, ma non per questo suona datato, riuscendo invece a risultare classico nonostante le sperimentazioni che la band ha ricercato. Sebbene i brani rispettino uno schema abbastanza standard, sono le singole variazioni a rendere estremamente coinvolgente ogni composizione e ad ipnotizzare l’ascoltatore nelle varie evoluzioni. Tra i migliori momenti dell’album si segnala “Unique When We Fall” il brano più rock dell’intero lotto nonché quello che presenta l’approccio più lineare, perfetto con il suo alternarsi di chitarra e di voci, singole o combinate che siano.

Un album estremamente ispirato, sia sotto l’aspetto compositivo che sotto quello interpretativo, che di sicuro non lascerà scontenti tutti coloro che hanno apprezzato i Kaipa dal momento del loro ritorno. Un nuovo tassello importante di una discografia già di per sé raffinata e meritevole d’attenzione.




01. A Map Of Your Secret World
02. World Of The Void
03. Screwed-upness
04. Sattyg
05. A Sky Full Of Painters
06. Unique When We Fall
07. Without Time – Beyond Time

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