Lordi
To Beast Or Not To Beast

2013, AFM Records
Hard Rock

Recensione di Mia Frabetti - Pubblicata in data: 28/03/13

Tre cose sono infinite: l'universo, la stupidità umana e la vanagloria dei Lordi. Tutta colpa della giuria che nel 2006 incoronò vincitore dell'Eurovision Song Contest questo improbabile quintetto, legittimando così le manie di grandezza del mitomane a piede libero conosciuto come Mr. Lordi? Non proprio. L'ego di Tomi Putaansu - questo il nome dell'uomo dietro l'abominio rock finlandese - era già piuttosto sviluppato negli anni '90, quando il più grande fan dei Kiss della propria nazione pensò di poter assurgere a sua volta al ruolo di rock star. La tragedia, purtroppo per noi, è che questo fanfarone sia effettivamente riuscito nel suo intento e non manchi di ricordarcelo per l'ennesima volta con un full length, "To Beast Or Not To Beast", che lo consacra definitivamente Sciacallo Supremo della terra di confine in cui l'hard rock incontra l'heavy metal.

 

Ma non bastava depredare platealmente i repertori di Kiss, Alice Cooper e Rob Zombie, né indurre veri musicisti al suicidio ogni volta che si metteva piede sul palco per un concerto-pantomima in playback; era il momento di gettare qualcun altro nel tritacarne, e stavolta l'ingrata sorte è toccata a William Shakespeare, omaggiato - si fa per dire - nel titolo di quest'opera raccapricciante e in quello della sua quarta traccia. Non che questo risollevi il livello qualitativo generale, in ogni caso: il risultato è e rimane un rigurgito di putrefatto anthem rock, un mucchietto di canzoni macilente incapaci di fornire anche solo un riff degno di questo nome. Perché darsi pena, dunque, e sprecare preziose calorie per demolire ritornelli manieristici ("I Luv Ugly"), ispirazione gravemente anoressica ("I'm The Best"), ricorso spregiudicato a trasfusioni salvavita di synth ("Horrifiction", "Candy For The Cannibal") e inconsistenza dei testi (inserire titolo di canzone a caso)? "To Beast Or Not To Beast" si commenta e affossa da sé, e solo un'immacolata, sfolgorante recensione in bianco potrebbe rendergli giustizia.

 

Cari Lordi, arrendetevi: è giunto il momento di staccare la spina. Avreste potuto evitare facilmente questo spiacevole momento - dedicando alla sperimentazione in studio anche solo la metà dell'impegno profuso nella ricerca di maschere sempre più grottesche, ad esempio -, ma ora lo dovete a noi e alle nostre orecchie rimbecillite straziate abusate. Vi reputavamo una band divertente. Ora vi reputiamo terrificanti, e non è un complimento alle vostre pagliacciate da B-Horror movies.





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