Manic Street Preachers
Resistance Is Futile

2018, Columbia
Alternative Rock

Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 16/04/18

Distanziato Futurology - la mossa imprevista della carriera dei Manics, fatta, nonostante l'attitudine Alternative, di una routine ritmica e melodica che è diventata ormai tradizione - di quattro anni, tornano alla ribalta con un nuovo tour nella loro terra d'Albione e con un nuovo disco i Manic Street Preachers. "Resistance Is Futile" è il tredicesimo atto di un percorso che ha preso una piega piuttosto riflessiva: "I temi principali sono la memoria e la perdita», ha raccontato la band, «e anche la storia che viene dimenticata, la realtà confusa che ci circonda e l'arte come posto dove nascondersi e trarre ispirazione".

 

Vi ricordate "Autumnsong" e "Your Love Alone is not Enough", hit cruciali dei Manics della seconda generazione (immaginaria seconda fase d'oro della band, iniziata nel 2005)? Seguendo i ricordi di quel periodo, cavalcando quelle sonorità, canticchiando "Everything Must Go", James Dean Bradfield e soci, dopo un certo ritardo e qualche difficoltà, registrano l'album - nel nuovo Door to The River Studio di Newport - molto velocemente, negli ultimi mesi del 2017: Resistance is Futile segna il ritorno al classico suono dei Manic Street Preachers. Malinconico, realista, espansivo - sono 26 i brani nella versione Deluxe - e sociale, caratterizzato da quella capacità innata della band di raccontare la politica in musica, partendo dai piccoli episodi di vita quotidiana che, a poco a poco, la condizionando senza nemmeno farcelo capire.

 

Dopo l'Inspiration Award ai Q Awards alla Roundhouse a Londra - premio che avevano ricevuto predecentemente U2, David Bowie e Patti Smith - sono immersive le esperienze che i Manics propongono ai loro ascoltatori. Partendo da "International Blue" - brano che ai centralini della Columbia è stato scelto nelle ultime settimane per accompagnare le attese in linea - e "Distant Colours" - un salto nel passato in cui i colori e le emozioni sono le stesse del presente - non ci resta che prendere atto della constatazione di una band che quantomeno ci ha provato: a cambiare, a svoltare, a resistere. Ma che ha capito che, forse, il modo migliore per resistere al tempo che passa è rimanere applicati alla propria qualità, a ciò che li ha portati - e che porta le canzoni più belle - a vivere oltre il passare del tempo. Futile ma serena, la resistenza dei Manic Street Preachers è un appello alla bontà e alla razionalità, che in tempi di trambusto non guastano mai.





01. People Give In
02. International Blue
03. Distant Colours
04. Vivian
05. Dylan & Caitlin
06. Liverpool Revisited
07. Sequels of Forgotten Wars
08. Hold Me Like a Heaven
09. In Eternity
10. Broken Algorithms
11. A Song for the Sadness
12. The Left Behind

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